Africa
L'Africa prima dell'arrivo degli europei / La colonizzazione / La decolonizzazione / La repubblica del Ruanda / Repubblica Araba dello Saharavi Democratica /
L'Africa prima dell'arrivo degli europei
Un regno indigeno, in Marocco, vi si era sviluppato a partire probabilmente dal IV secolo a.C., dalla confederazione di diverse tribù berbere: la Mauretania. Con la fine del II secolo a.C. il regno entrò in contatto con i Romani: il re Bocco I svolse un importante ruolo durante la guerra giugurtina, che vedeva il re Giugurta di Numidia, contrapposto agli eserciti di Roma: fu lui infatti a consegnare Giugurta ai Romani nel 105 a.C., e anche in seguito fu alleato di Roma. Gli successe il figlio, Soso, o Mastanesoso, e in seguito il regno fu suddiviso tra i due figli di questi, in una metà orientale retta da Bocco II e in una metà occidentale, retta da Bogud. Durante La guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio, Bogud venne cacciato da una rivolta a Tingis (Tangeri) e il suo regno fu incorporato dal fratello. Concessi da www.wikipedia.org La colonizzazione I primi a sbarcare sulle coste angolane furono i portoghesi nel 1483, la loro penetrazione nell'entroterra scatenò la resistenza da parte dei regni presenti sul territorio e in particolare del regno del Congo e di quello di Ndongo. Le ostilità proseguirono per oltre un secolo nel corso del quale, i portoghesi si dedicarono alla tratta degli schiavi deportando milioni di persone in Brasile e proseguendo nella costruzione di insediamenti nella regione. Concesso da www.wikipedia.org La decolonizzazione Nel 1946, tutti gli abitanti del Centroafrica si videro garantita la cittadinanza francese e il permesso di istituire assemblee locali. La nascita dell'assemblea nella Rapubblica Centrafricana fu fortemente voluta da Barthélemy Boganda, un prete Cattolico leader del Mouvement d'Evolution Sociale de l'Afrique Noire (praticamente il primo partito politico del paese). L'1 dicembre del 1958 l'Assemblea dichiarò, infatti, la nascita della Repubblica Centrafricana all'interno della Comunità e con Boganda come capo del governo. Il governo di Boganda durò fino alla sua morte avvenuta in un misterioso incidente aereo nel Marzo 1959. Suo cugino, David Dacko, lo rimpiazzò e condusse la Repubblica Centrafricana alla completa indipendenza con la dichiarazione del 13 agosto 1960. Concesso da www.wikipedia.org Repubblica del Ruana Nel 1957, in Ruanda, è stato fondato un partito per l'emancipazione degli Hutu, il Parmehutu, che nel 1960, si è ribellato alla casta dominante Tutsi, ma che costituisce una minoranza. Migliaia di Tutsi emigrarono in Burundi. Il 1° luglio 1962 il Ruanda divenne uno Stato sovrano, una repubblica sotto la presidenza di Grégoire Kayibanda. Nel dicembre del 1963 i Tutsi che si erano rifugiati in Burundi tornarono in Ruanda per riprendere il potere, anche per mezzo di stragi, ma non riuscirono nel loro intento. Nel periodo 1972-1973 le tensioni fra le due etnie divennero più pericolose. Nel luglio del 1973 il generale hutu Juvenal Habyarimana guidò un colpo di stato che depose Kayibanda. Il neopresidente fondò nel 1975 il Movimento Rivoluzionario Nazionale per lo Sviluppo (MRND), il partito unico del governo. Nel 1978 fu approvata mediante referendum la nuova costituzione e nel dicembre dello stesso anno, Habyarimana fu riconfermato come presidente. Nel 1991 furono apportate modifiche alla Costituzione, introducendo, fra l'altro, il multipartitismo e la figura del primo ministro. I premier che furono eletti negli anni successivi tentarono più volte un accordo fra i vari partiti, tra i quali il Movimento Repubblicano Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo e il Fronte Patriottico Ruandese (FPR).
Il 6 aprile del 1994 l'aereo presidenziale dell'allora presidente Juvenàl Habyarimana fu abbattuto da un missile terra-aria. Ancora oggi chi fece partire quel missile è ignoto: le ipotesi più accreditate sono quelle che portano alle frange estremiste del partito presidenziale, le quali non accettavano la ratificazione di un accordo (quello di Arusha, nel 1993) che concedeva al Fronte Patriottico Ruandese (RPF), composto in prevalenza da esiliati Tutsi nemici storici degli Hutu (che costituivano l'85% della popolazione e che dalla rivoluzione del 1959 detenevano completamente il potere) un ruolo politico e militare importante all'interno della società ruandese; un'altra ipotesi è quella che sostiene che fu proprio l'RPF a compiere l'attentato, convinto che il suo ruolo negli eventi sarebbe stato marginale e che i patti non sarebbero stati rispettati; negli ultimi tempi è stata inoltre incriminata la moglie del presidente, che proprio quel giorno, contrariamente alle sue abitudini, decise di prendere un mezzo alternativo all'aereo, forse perché conosceva in anticipo la sorte del marito o forse perché lei stessa ne aveva tessuto le trame. Concesso da www.tuttostoria.net e www.wikipedia.org Repubblica Araba dello Sahaeavi Democratica Il Sahara Occidentale fu fino al 1976 una colonia spagnola. Quando, col processo di decolonizzazione avviato dall'attuale re Juan Carlos, le truppe spagnole si ritirarono, il territorio fu invaso da truppe marocchine nella parte settentrionale e da truppe mauritane in quello meridionale. A far gola a questi due paesi non era solo la posizione strategica del territorio, ma anche i suoi ricchissimi giacimenti di fosfati. Nel 1979 la Mauritania, temendo sanzioni internazionali, si ritirò dalla sua parte, col risultato che anche lí subentrò un'occupazione marocchina. La popolazione autoctona, denominata Saharawi, non ha accettato queste annessioni e ha costituito un fronte di resistenza (il Fronte Polisario) che ha proclamato l'indipendenza del territorio col nome di Repubblica Araba Saharawi Democratica. Il governo repubblicano è attualmente in esilio in Algeria, come molta della popolazione autoctona. Testo di Giona
Dopo la definitiva conquista (e distruzione) romana di Cartagine nel 146 a.C., la Libia nord-occidentale entra a far parte del dominio romano e, poco più tardi, viene costituita come provincia col nome di Tripolitania. Circa trent'anni dopo, nel 74 a.C., le legioni romane conquistano la Cirenaica.
Alla sua morte, nel 33 a.C. Bocco II lasciò erede del proprio regno il popolo romano e Ottaviano vi fondò quindi una serie di colonie di veterani.
Dalla penisola iberica, i Vandali passano in Marocco (429) e in Libia (455), seguiti un secolo dopo dai Visigoti.
Nel 683 d.C., circa 50 anni dopo la morte del Profeta dell'Islam, Maometto, il Marocco viene conquistato dalle truppe di Uqba ibn Nafi. Circa un secolo dopo, nel 788, sale al potere per la prima volta una dinastia locale, quella degli Idrisidi (fondata proprio in Marocco da Idris I) . Dal 1056 al 1147 su una parte della Spagna e sul Marocco regnò la dinastia berbera degli Almoravidi.Dalla seconda metà del XII alla prima metà del XIII secolo fu al potere la dinastia berbera degli Almohadi.Dal 1269 al 1421 regnò sul Marocco la dinastia berbera dei Merinidi.
Il Regno del Congo è stato un antico regno Bantu (dal XIV al XVII secolo) dell'Africa Centrale che si estendeva su un territorio comprendente parte dell'attuale Angola, della Repubblica del Congo e della Repubblica Democratica del Congo.
Nel 1554, in Marocco, si impone la famiglia sceriffiana dei Shaditi. Nel 1660 circa sale al potere la dinastia degli Alawiti(la dinastia attuale).
Il Regno del Benin o Regno Edofu un vasto stato dell'Africa precoloniale che occupata soprattutto gli attuali stati di Benin e Nigeria, dal 1470 al 1897.
Il colonialismo e la conseguente crescita della richiesta di schiavi da parte delle potenze europee influì pesantemente sugli equilibri interni del Madagascar. Alcuni clan malgasci iniziarono a trafficare in schiavi con l'Europa, ricevendo in cambio oro e armi da fuoco. Questo afflusso di ricchezza portò alla formazione dei primi regni dell'isola; in particolare, i Sakalava dell'ovest diedero vita ai regni di Menabe e di Boina e gli Zana-Malata, etnia di origine mista indonesiano-europea, riuscirono a unificare tutto l'est nel regno dei Betsimisaraka. A questi regni si aggiunse nel XVIII secolo quello dei Merina, unificati nel regno di Andrianampoinimerina, collocando la sua capitale ad Antananarivo. Il suo successore, Radama I, strinse accordi strategici con gli inglesi, ottenendone l'appoggio militare ed economico in cambio di una serie di favori volti a ostacolare la presenza francese nella zona. Nel 1824, Radama estese i propri domini fino alle coste, diventando il primo sovrano del Regno di Madagascar.
Prima dell'arrivo dei Portoghesi (avvenuto fra il 1469 e il 1471), le isole di São Tomé e Príncipe erano disabitati. I Portoghesi decisero che le isole rappresentavano una base ideale per il commercio della costa, e completarono il primo insediamento stabile a São Tomé nel 1493. Principale artefice della colonizzazione fu Álvaro Caminha, che in seguito ricevette dalla Corona il diritto di amministrare le isole. Nel 1500 fu creato un insediamento anche a Príncipe. Inizialmente le isole non apparvero particolarmente ricche di risorse, e i primi coloni furono soprattutto "indesiderabili" di cui il Portogallo voleva disfarsi (soprattutto Ebrei); in seguito, tuttavia, si scoprì che il terreno vulcanico delle isole era perfetto per l'agricoltura, e in particolar modo per la coltivazione della canna da zucchero.
I Portoghesi la scoprirono nel 1505 e la battezzarono Ilha do Cerne ("isola del cigno"), ma l'isola rimase disabitata fino al primo insediamento olandese, nel 1598. Furono gli Olandesi a darle il nome di Mauritius, in onore del principe Maurice di Nassau. Cicloni e altri eventi climatici sfavorevoli portarono gli olandesi ad abbandonare l'isola alcuni decenni dopo.
I Francesi iniziarono a colonizzare le Seychelles a partire dal 1778.
Nel 1715 i francesi presero possesso della colonia olandese di Mauritius, ribattezzandola Île de France. Conquistata dai britannici nel dicembre del 1810, Mauritius ritornò al suo nome olandese.
Nella seconda metà del XIX secolo i tedeschi iniziarono la colonizzazione della regione, giungendo a controllare tutto il territorio dell'odierno Camerun e parte di quello degli stati odierni confinanti.
Nel 1876, Leopoldo II del Belgio fondò, con la cooperazione di diversi esploratori dell'Africa e il supporto di alcuni governi europei l'Association Internationale Africaine, per la promozione dell'esplorazione e della colonizzazione dell'Africa.
L'anno successivo Henry M. Stanley fu inviato dall'associazione nel Congo, qui, con una serie di trattati stipulati con i capi delle popolazioni indigene si assicurò i diritti su una vasta area lungo il corso del fiume Congo, diritti rafforzati dall'installazione di alcune alcune basi militari. Dopo il 1879 l'attività dell'associazione passò sotto l'egida del Comité d'Etudes du Haut Congo, che in seguito divenne la International Association of the Congo, organizzazione che cercò di riunire i numerosi territori acquisiti in un unico stato sovrano di cui chiedere il riconoscimento. Leopoldo II conquistò la supremazia sul Congo con l'appoggio di gran parte della potenze europee, i profitti che ottenne dalla regione portarono ad un maggiore interesse per l'Africa e ad un aumento della competizione per accapparrarsi i suoi territori.
Nel novembre del 1884 Otto von Bismarck convocò a Berlino i rappresentanti di 14 stati per ricercare una soluzione pacifica alla crisi del Congo. Dopo mesi di negoziati la conferenza si concluse con il trionfo di Leopoldo. Alla Francia furono assegnati 666.000 km² sulla riva settentrionale del fiume Congo (le attuali Repubblica del Congo e Repubblica Centrafricana), al Portogallo 909.000 km² in una regione meridionale (l'attuale Angola), e all'organizzazione "filantropica" di cui Leopoldo era unico titolare il resto, 2.344.000 km² per costituire lo Stato Libero del Congo.
Leopoldo era uno degli uomini più ricchi dell'epoca, nonostante ciò ebbe ben presto delle difficoltà ad affrontare le spese del nuovo stato. Istituì un regime coloniale brutale e volto alla massimizzazione dei profitti. La prima mossa fu l'introduzione del concetto delle cosiddette terres vacantes cioè delle terre sulle quali non viveva alcun europeo. Dichiarò le terres vacantes proprietà dello stato e incoraggiò il loro sfruttamento. Successivamente lo Stato Libero fu diviso in due aree economiche, la zona di commercio libero aperta a commercianti di tutti gli stati europei liberi di acquistare concessioni di monopolio di durata 10 o 15 anni per qualunque risorsa di valore di un distretto, ad esempio avorio e gomma. L'altra zona, costituita dai due terzi del paese divennero Domaine Privé ovvero proprietà privata esclusiva dello stato, a sua volta proprietà esclusiva di Leopoldo.
Per ottenere il raggiungimento delle quote fu costituita la Force Publique (FP), un'armata costituita per terrorizzare la popolazioneAttrezzati con armi moderne e la chicotte — una frusta fatta di pelle di ippopotamo - la Force Publique soleva catturare e torturare ostaggi (soprattutto donne), bruciare i villaggi recalcitranti e soprattutto, amputare le mani che divennero una sorta di trofeo da mostrare agli ufficiali che, nel timore che i subordinati potessero sprecare munizioni per la caccia chiedevano una mano umana per ogni proiettile sparato.
La storia coloniale della Namibia iniziò nel 1884 quando il suo territorio fu rivendicato dalla Germania, che la costituí in colonia col nome di Africa Tedesca del Sud-Ovest. Dopo la Grande Guerra, fu assegnata in amministrazione fiduciaria all'Unione Sudafricana da parte della società delle nazioni: cosí, alla prima colonizzazione tedesca seguí una colonizzazione di stampo britannico e afrikaans. Il mandato fiduciario fu confermato dall'ONU dopo la Seconda Guerra Mondiale; il Sudafrica chiese successivamente all'ONU di potersi annettere l'Africa del Sud-Ovest come quinta provincia della Repubblica, ma la richiesta fa respinta. Si ebbe comunque un'annessione de facto poiché ai bianchi ivi residenti fu concesso il diritto di voto per il parlamento sudafricano. L'ONU reagí revocando il mandato nel 1966 e ponendo l'Africa del Sud-Ovest sotto la propria diretta autorità, col nome di Namibia (dai Namibe, una delle etnie indigene prevalenti). Quest'atto non ebbe però conseguenze effettive e la Namibia continuò ad essere amministrata dai Sudafricani, che v'introdussero il sistema dell'apartheid e dei bantustan.
L'Africa Orientale Tedesca era una colonia tedesca. Di essa facevano parte gli attuali stati del Burundi, Ruanda oltre alla parte continentale dell'odierna Tanzania. La colonia fu fondata nel 1885.
Il Botswana diventa un protettorato britannico il 31 marzo 1885, in seguito alle richieste d’aiuto rivolte dal re dei Tswana Khama III. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, infatti, la Regione era caratterizzata da un’elevata instabilità, dovuta all’immigrazione di tribù Ndebele provenienti dal deserto del Kalahari e dalle tensioni con i Boeri provenienti dal Transvaal.
Nel 1888, il magnate britannico Cecil Rhodes, che stava estendendo il proprio impero commerciale a partire dal Sudafrica, ottenne da un capo locale (di etnia Lozi) la concessione per lo sfruttamento delle risorse minerarie della zona occidentale dello Zambia, in seguito chiamata Rhodesia del Nord-Ovest. Gli Ngoni, insediati nella parte orientale del paese, rifiutarono di accordarsi in modo analogo con Rhodes, che perseguì la via militare, sconfiggendoli in battaglia e ottenendo il controllo di quella che sarebbe diventata la Rhodesia del Nord-Est.
Per secoli le tre tribù ruandesi Hutu (85%), Tutsi e Twa condivisero la stessa cultura, lingua e religione. Nel 1916 il Belgio assunse il controllo del Rwanda e del Burundi al posto della Germania ed instaurò un rigido sistema coloniale di separazione razziale e sfruttamento. Concedendo ai Tutsi la supremazia sugli Hutu, alimentarono un profondo risentimento tra la maggioranza Hutu.
Il Tanganica, invece, fu territorio amministrato dal Regno Unito sotto mandato della Società delle Nazioni e poi sotto amministrazione fiduciaria dell'ONU dal 1919 al 1961.
Nel 1896 il regno Mossi, nell’attuale Burkina Faso, venne conquistato dai francesi con la presa della capitale Ouagadougou e divenne un protettorato francese. Nel 1898 venne conquistata gran parte del territorio che avrebbe in seguito costituito l'attuale Burkina-Faso.
Nel 1890 la Francia dichiarò il Madagascar un proprio protettorato.
Nel 1902 lo Swaziland divenne un protettorato Britannico.
L'Italia cominciò a penetrare nell'area somala negli anni Ottanta dell'Ottocento, fino alla creazione di una vera e propria colonia, nel 1905.
I debiti di Leopoldo, nonostante tutto, crebbero inesorabilmente fino all'inizio del boom della richiesta di gomma. Il 15 novembre 1908 il parlamento del Belgio rilevò l'amministrazione dello Stato Libero del Congo che divenne il Congo Belga.
L'occupazione della Libia cominciò il 5 ottobre 1911 con la conquista di Tripoli da parte dell'Italia durante la guerra italo-turca, dopo che il 29 settembre 1911 aveva dichiarato guerra alla Turchia. Il 18 ottobre 1912, con la Pace di Losanna, l'Italia otteneva la Libia. Così nacquero le due colonie di Tripolitania e Cirenaica, fu occupato l'interno, togliendolo dalle mani della confraternita islamica dei Senussi e solo nel 1932, a distanza di ben 20 anni dopo la conquista, la Libia venne completamente unita nelle mani di un governatore generale (formalmente istituito nel 1935), da cui dipendeva un Governo generale alle dipendenze del Ministero dell'Africa Italiana.
Nel 1912 il Marocco accetta il protettorato francese.
Nel 1914, durante la prima guerra mondiale gli inglesi iniziarono l'invasione del Camerun dalla Nigeria. L'ultimo forte tedesco capitolò nel febbraio del 1916. Dopo la fine della guerra, l'ex colonia tedesca fu divisa fra inglesi e francesi.
Nel 1924, la Rhodesia del Nord divenne un protettorato inglese.
Nel novembre del 1949 le Nazioni Unite diedero in amministrazione fiduciaria all'Italia l’ex-Somalia italiana.
Il Marocco ottiene l’indipendenza nel 1956.
Il 26 Giugnio 1960 finalmente il Madagascar diviene indipendente, con Philibert Tsiranana come primo presidente.
Nel 1960 la Mauritania divenne indipendente.
Nel 1960 la Francia rinunciò alle proprie pretese sulla zona, dichiarando la nuova e indipendente Repubblica del Camerun. L'anno successivo si tennero nel Camerun inglese una serie di referendum per stabilire il futuro della colonia, in vista dell'indipendenza. La parte settentrionale della colonia chiese di unirsi alla Nigeria, mentre la parte meridionale votò per confluire nella Repubblica del Camerun.
Il 1° luglio 1962 il Ruanda divenne uno Stato sovrano, una repubblica sotto la presidenza di Grégoire Kayibanda.
Il 1 agosto 1960 la Repubblica del Dahomey ottenne la piena indipendenza dalla Francia.Il Burundi ottenne l'indipendenza nel 1962, come monarchia costituzionale.
La Rhodesia Settentrionale ottenne l'indipendenza, diventando Repubblica dello Zambia, nel 1964; Kaunda fu il primo presidente.
Il Botswana guadagna progressivamente maggiore autonomia fino a diventare indipendente il 30 settembre 1966 sotto la guida del leader indipendentista Seretse Khama.
Mauritius raggiunse l'indipendenza il 12 marzo 1968.
Allo Swaziland fu concessa l'indipendenza il 6 settembre 1968.
Il processo verso l'indipendenza di Sao Tome e Principe fu favorito dalla caduta della dittatura di Marcello Caetano in Portogallo, nell'aprile del 1974. I rappresentanti del nuovo governo portoghese incontrarono l'MLSTP ad Algeri e stipularono un accordo per l'indipendenza dell'arcipelago, ufficializzata il 12 luglio 1975. Come primo presidente fu eletto il segretario dell'MLSTP, Manuel Pinto da Costa.
Il progressivo sfruttamente delle risorse dell’Angola non si tradusse in un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nativa per cui, verso la fine degli anni Cinquanta nacquero dei movimenti indipendentisti. Nel 1974, in seguito al colpo di stato in Portogallo, cessarono le ostilità e venne instaurato un governo di coalizione fra i movimenti indipendentisti che ebbe però breve durata: l'11 novembre 1975 il MPLA, un movimento indipendista, dichiarò l'indipendenza del paese, riconosciuta dal Portogallo, Agostinho Neto, leader del movimento divenne il primo presidente del paese.
Le Seychelles ottennero l'indipendenza dal Regno Unito il 29 giugno 1976.
Solo nel 1990 la Namibia ottenne l’indipendenza.
Il giorno 7 aprile a Kigali e nelle zone controllate dalle forze governative (FAR, Forze Armate Ruandesi), con il pretesto di una vendetta trasversale, iniziano i massacri e l'eliminazione fisica della popolazione tutsi e dell'opposizione democratica da parte della Guardia Presidenziale, dei miliziani dell'ex partito unico (Movimento Rivoluzionario Nazionale per lo sviluppo) e dei giovani hutu. Il segnale dell'inizio delle ostilità fu dato dall'unica radio non sabotata, l'estremista "RTLM" che invitava, per mezzo dello speaker Kantano, a seviziare e ad uccidere gli "scarafaggi" tutsi. Per 100 giorni si susseguirono massacri e barbarie di ogni tipo; vennero massacrate più di un milione di persone in maniera pianificata e capillare.
La storia del genocidio ruandese è anche la storia dell'indifferenza del mondo occidentale di fronte ad eventi percepiti come distanti dai propri interessi. Emblematico fu l'atteggiamento dell'ONU che si disinteressò del tutto delle tempestive richieste di intervento inviategli dal maggiore generale canadese Romeo Dallaire, comandante delle forze armate (3.000 uomini) inviate dall'ONU. Nonostante i diversi rapporti presentati alla Commissione per i Diritti Umani dell'ONU, il Consiglio di Sicurezza, a causa del veto USA, non riconosce il genocidio in Ruanda. Inoltre furono provate le responsabilità di molti paesi occidentali che mandarono i contingenti con l'unico scopo di salvare i propri cittadini.