Africa occidentale
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La colonizzazione / La decolonizzazione
L'impero Ghana
L'Impero del Ghana era situato nell'attuale sud est della Mauritania e in parte del Mali (a dispetto del nome, dunque, non vi è alcuna correlazione geografica con l'odierno Ghana). Benché l'impero fosse chiamato Wagadou dai suoi cittadini (di etnia Soninké), in Europa e in Arabia entrò in uso di chiamarlo con riferimento al suo sovrano (il "Ghana", ovvero "re guerriero"). L'Impero del Ghana fu il primo di molti imperi che sorsero in quella regione dell'Africa (sorsero sulle sue ceneri, per esempio, l'Impero del Mali e l'Impero Songhai). La sua nascita risale all'VIII secolo, quando la rivoluzione economica portata nel Sahel dall'introduzione dei cammelli da parte degli Arabi consentì la nascita delle vie commerciali trans-sahariane. La possibilità di commerciare oro, avorio e sale con le popolazioni del Nordafrica e persino del Medio Oriente e dell'Europa portò nel Sahel una grande ricchezza, che a sua volta consentì un'organizzazione più centralizzata dello stato. Concesso da www.wikipedia.org L'impero Mali L'Impero del Mali o Impero del Manden fu un impero medievale dell'Africa Occidentale, fondato dal popolo di etnia mandinka che viveva nella regione fra la Guinea settentrionale e il Mali meridionale. In ogni caso, il Manden era inizialmente un piccolo stato all'ombra del potente Impero del Ghana, di etnia Soninké, che fra il IV e l'XI secolo dominava gran parte dell'Africa Occidentale. Durante l'ascesa dell'Impero del Ghana, Manden divenne una provincia dell'impero, e Ka-Ba fu scelta come capitale della provincia. La provincia veniva governata da re mandinka chiamati faama, che la amministravano a nome dell'imperatore del Ghana. Nell'XI secolo, l'Impero del Ghana entrò in guerra con i berberi musulmani Almoravidi. La capitale dell'impero, Kumbi Saleh, cadde nel 1076. Gli Almoravidi non imposero il proprio controllo sulla regione, tornando a ritirarsi verso il Nordafrica, e le province dell'impero (tra cui la provincia di Ka-Ba) divennero di fatto indipendenti. Ka-Ba si scisse in dodici regni, ognuno governato da un faama locale o maghan. Concesso da www.wikipedia.org L'impero Songhai L'Impero Songhai si originò intorno al VII secolo dal popolo Songhai lungo il corso interno del Niger. Dal X secolo iniziò a espandersi sotto la dinastia Sa, che portò la capitale a Gao e che introdusse l' Islam. Nel 1325 Gao fu conquistato da Mansa Musa, l'Imperatore del Mali. Grazie a Sonni Ali Kilnu la nazione si liberò dal dominio dell' Impero Mali nel 1336 e sempre lui stabilì una nuova dinastia animista. La potenza del Songhai nacque col re islamico Sonni Ali Ber che con una serie di campagne militari riuscì a conquistare le terre rimanenti dell' Impero Mali, che era caduto in rovina e a occupare temporaneamente le città di Timbuktu e di Djenné. Grazie a queste conquiste Sonni Ali Ber riuscì a controllare rotte commerciali che portarono grandi ricchezze, anche maggiori di qulle dell' Impero Mali. A Sonni Ali Ber successe Askia Mohammad, del popolo mandè, dopo che delle fazioni islamiche si erano ribellate al successore di Sonni Ali. Egli completò le campagne militari del suo predecessore, occupando definitivamente Timbuktu (1536). Ora Songhai confinava a nord con il Marocco e a sud-est con le città Hausa(l' attuale Nigeria). Dopo la sua morte vi fu una guerra civile che portò all' indebolimento l' impero. Nel 1591 un esercito marocchino guidato da Judar Pasha sconfisse l' esercito di Songhai nella Battaglia di Tondibi e mise a ferro e fuoco le città di Gao, Timbuktu e di Djenné, ponendo fine all' Impero Songhai. Dopo la sua caduta, il Marocco comunque non riuscì a dominare la regione, facendo nascere altri piccoli staterelli. Concesso da www.wikipedia.org La colonizzazione Nel 1446 il Portogallo dichiarò formalmente la Guinea proprio possedimento, ma solo dal 1600 circa ebbe inizio un reale processo di colonizzazione. Concesso da www.wikipedia.org La decolonizzazione All'inizio del XIX secolo fu fondata negli Stati Uniti la American Colonization Society (ACS), una organizzazione privata che si proponeva di "promuovere ed eseguire un progetto per la colonizzazione dell'Africa da parte delle persone di colore libere residenti negli Stati Uniti". Nel 1822, la società fondò la Liberia sulle coste dell'Africa Occidentale, e finanziò la migrazione dei neri americani verso questa "terra promessa". Le motivazioni che spingevano i fondatori della ACS (alcuni dei quali erano proprietari di schiavi) era varie; nella maggior parte dei casi, essi consideravano il progetto della Liberia un'alternativa più vantaggiosa rispetto a consentire agli ex-schiavi di entrare nella società statunitense. Le prime spedizioni di coloni (inclusa la prima, di 88 coloni, nel 1816) furono fallimentari. I coloni incontrarono la febbre gialla e l'ostilità delle popolazioni locali di etnia Malinké, e furono decimati. Il primo insediamento di successo creato in Liberia fu Capo Mesurado, creato nel 1821. Questo insediamento costituì il primo nucleo dell'odierna Liberia, a cui seguirono New Georgia e altre colonie. Pur riproducendo in Liberia il modello di vita a cui si erano abituati negli Stati Uniti (per esempio costruendo chiese e abitazioni nello stile degli stati americani del sud) e mantenendo l'inglese come lingua principale, i coloni si mescolarono anche con i nativi del luogo. Negli anni seguenti nacquero innumerevoli altre colonie, molte delle quali fondate da società analoghe alla ACS sorte in altri stati dell'unione (New York, Pennsylvania, Maryland e altri). Concesso da www.tuttostoria.net e www.wikipedia.org
La nascita dell'Impero del Mali è legata alla figura di Sundjata, detto "il principe leone", le cui gesta sono state tramandate dai griot (cantori) dell'Africa Occidentale nella forma di un racconto epico. È difficile separare in modo definitivo la leggenda dalla realtà storica. Secondo la tradizione, nei primi decenni del XIII secolo il regno di Kaniaga estese il proprio dominio su uno dei dodici regni di Manden, Niana. Dal paese era stato da poco esiliato il fratellastro del re Dankaran Touman, Sundjata, colpevole di godere di una maggiore popolarità del fratello. In seguito all'invasione di Kaniaga, una delegazione di Niani si recò da Sundjata, che si trovava a Mema, chiedendogli di tornare a liberare il proprio paese natio. Sundjata tornò a Niana conducendo con sé gli eserciti di Mema, di Wagadou (il regno che era stato il cuore dell'Impero del Ghana) e di diverse città-stato mandinka, dando vita nel 1234 alla rivolta contro la dominazione Kaniaga. Il culmine dello scontro fu la battaglia di Kirina (circa 1235), in cui l'esercito sosso fu definitivamente sconfitto. La battaglia decretò la fine del regno di Kaniaga e la nascita dell'Impero del Mali. Sundjata marciò sulle città sosso, conquistandole una dopo l'altra e guadagnandosi l'appellativo di faama dei faama ("re dei re") e mansa ("imperatore"), con il nome di Mari Djata I. Sotto il suo governo i dodici regni Manden furono nuovamente unificati, diventando il cuore dell'impero.
Dopo aver unificato Manden, Mari Djata continuò a espandere il proprio impero, giungendo a regnare su un'area che andava dal Senegal al fiume Niger. L'impero aveva, soprattutto, il controllo delle importantissime vie commerciali trans-sahariane. Per volere di Mari Djata I, venne istituita una assemblea chiamata Gbara, che deliberava su numerosi temi. Inoltre, l'imperatore introdusse numerose misure economiche e sociali; per esempio, vietò il maltrattamento dei prigionieri e degli schiavi, fissò il prezzo di numerosi beni di largo consumo, e fece in modo che ogni cittadino dell'impero avesse un proprio appezzamento di terra. L'imperatore stabilì anche che tutti i futuri mansa dovessero appartenere al clan Keita (a cui egli apparteneva) e che Niani sarebbe stata la capitale.
Quando Mari Djata I morì (1255), suo figlio Yérélinkon era troppo giovane per avere diritto al trono, che sarebbe dovuto andare al fratellastro di Mari Djata. Ciononostante, Yérélinkon impose la propria volontà, sottraendo il trono allo zio e venendo incoronato con il nome di Mansa Ouali. Mansa Ouali continuò l'opera di conquista iniziata dal padre, annettendo all'impero le province di Bati e Cassa (nell'odierno Gambia), Bambuk e Bondou (regioni ricche di miniere d'oro), il regno songhai di Gao.
Durante il suo regno, Mari Djata I aveva adottato diversi figli dei suoi generali come strumento per fidelizzarli. Alla morte di Mansa Ouali due figli di generali adottati da Mari Djata si contesero il trono, scatenando una violenta guerra civile. Il primo dei due a salire al trono fu incoronato col nome di Mansa Ouati nel 1270; il suo regno, durato quattro anni, viene ricordato come dissoluto e crudele. Gli successe l'altro figlio adottivo, Mansa Khalifa, che fu forse regnante ancora peggiore di Ouati; la tradizione gli attribuisce persino l'uso di scagliare frecce incendiarie sui passanti, dal tetto del proprio palazzo. Fu assassinato, forse per volere del Gbara, nel 1275.
Dopo il caos portato dal regno di Ouati e Khalifa, per venticinque anni regnarono come mansa dignitari di corte appoggiati dal Gbara. Il primo fra questi fu Manding Bory, incoronato con il nome di Mansa Abubakari (corruzione del nome islamico Abu Bakr). Abubakari era figlio della terza moglie di Maghan Kon Fatta, padre di Mari Djata I. Del regno di Abubakari non si sa molto, ma sembra che abbia contribuito a bloccare lo spreco di ricchezza a cui avevano dato inizio i figli dei generali.
Nel 1285, un ex schiavo di corte liberato da Mari Djata e divenuto generale usurpò il trono, venendo incoronato con il nome di Mansa Sakoura. Sakoura fu un abile condottiero, e portò una nuova espansione dell'impero, la prima dopo il regno di Ouali. Conquistò Tekrour e Diara (già province dell'Impero del Ghana), Dyolof e Macina (nell'odierno Senegal), e soppresse una rivolta anti-imperiale presso Gao.
Dopo la morte di Sakoura, nel 1300 il Gbara scelse Ko Mamadi come prossimo mansa. Ko Mamadi era un discendente di Kolonkan, sorella di Mari Djata.
Fra gli ultimi mansa della discendenza di Kolonkan figurano Mansa Gao (Ko Mamadi), suo figlio Mansa Mohammed ibn Gao e Bata Manding Bory, incoronato col nome di Mansa Abubakari II nel 1310. Sotto questi regnanti l'impero conobbe un periodo di pace e stabilità. Abubakari fu attratto dall'idea di estendere il dominio dell'impero oltremare; dopo aver posto il suo consigliere Musa a capo dell'impero (unico caso in cui un mansa abbia mai abdicato), partì con una spedizione di 4.000 piroghe nell'Oceano Atlantico. Nessuno tornò dalla spedizione.
Dopo l'abdicazione di Abubakari II, il trono passò a una dinastia di discendenti di Faga Laye, figlio di Abubakari I.
Il primo imperatore della dinastia Laye fu Mansa Musa, incoronato dopo un anno dalla partenza di Abubakari. Musa fu uno dei primi veri musulmani alla guida dell'impero. Cercò di diffondere l'Islam presso la nobiltà (pur senza imporlo al popolo) e istituì una festa nazionale per la fine del ramadan. Sapeva scrivere in arabo e fu affascinato da Timbuktu, importante centro culturale dell'epoca, che alla fine riuscì ad annettere pacificamente all'impero (1324). Fondò università islamiche nel regno.
Il successore di Mansa Musa, Maghan I, fu il mansa più dissoluto dopo Khalifa. In questo periodo, tuttavia, l'impero era troppo forte per essere indebolito dal malgoverno del mansa.
Nel 1341 Solimano (Suleyman) succedette a Maghan. Solimano fondò la propria amministrazione sul risanamento economico dello stato. Morì nel 1360, lasciando il trono a suo figlio Camba.
Mansa Camba regnò solo per nove mesi, per essere poi deposto da uno dei figli di Maghan I, Konkodougou Kamissa, incoronato col nome di Mari Djata II nel 1360. Quello di Mari Djata II fu un nuovo periodo di malgoverno, in cui l'economia dell'impero entrò in uno stato di crisi. L'imperatore si ammalò gravemente nel 1372, e il potere passò nelle mani dei suoi ministri fino alla sua morte, nel 1374.
A Mari Djata II succedette il fratello Mansa Musa II (o Mansa Fadima Musa). Durante il regno di quest'ultimo, il potere fu esercitato dal consigliere dell'imperatore, che si chiamava Mari Djata (ma non aveva alcun legame con la dinastia Keita). Quando Mansa Musa II morì, nel 1387, le finanze dell'impero erano state sostanzialmente risanate.
Il successore di Mansa Musa II, Tenin Maghan (ultimo figlio di Maghan I) fu incoronato nel 1387 col nome di Mansa Maghan II. Del suo regno si sa poco. Fu deposto nel 1389, evento che segnò la fine della dinastia Laye.
Nel 1389 l'Impero del Mali entrò in una nuova fase della sua storia. Questo periodo fu caratterizzato da due fattori. Da una parte, iniziarono ad alternarsi mansa di diverse origini, senza alcuna dinastia stabilmente al governo; dall'altra, l'impero iniziò a sgretolarsi sotto la pressione del nascente impero di Songhai, perdendo gradualmente i suoi territori orientali e il suo controllo sulle vie commerciali trans-sahariane.
Mansa Sandaki, un discendente di Mari Djata (il consigliere di Mansa Musa II) detronizzò Maghan II e divenne il primo imperatore senza alcuna relazione di parentela con i Keita. Egli regnò un solo anno, venendo poi deposto da un certo Mahmud (forse discendente di Mansa Gao) che fu incoronato nel 1390 come Mansa Maghan III.
All'inizio del XV secolo, due fratelli nobili di Niani sottomisero Dioma, una regione a sud dell'impero. Al suo ritorno, il più anziano dei fratelli fu incoronato come Mansa Musa III. Durante il regno di Mansa Musa III il Mali iniziò a subire gravi perdite territoriali: nel 1430, i Tuareg presero Timbuktu, e nel 1433 Oualata.
Dopo la morte di Musa III, a metà del XV secolo, venne incoronato suo fratello Gbèré, col nome di Mansa Ouali II. Durante il regno di Ouali II l'impero venne in contatto con i Portoghesi, che a partire dagli anni 1450 iniziarono a fare incursioni sulla costa dell'odierno Gambia. Questi primi scontri furono disastrosi per i Portoghesi, che in seguito scelsero il dialogo diplomatico (soprattutto grazie all'azione di Diogo Dias). Altri esploratori europei vennero nello stesso periodo in contatto con l'Impero del Mali. Nel frattempo, l'Impero del Mali stava subendo una pressione sempre più forte da parte dell'impero Songhai, che nel 1465 conquistò Mema, uno dei più antichi possedimenti dell'impero. Sempre Songhai sottrasse Timbuktu ai Tuareg nel 1468.
Intorno al 1470 un certo Mamadou, sulle cui origini si hanno poche informazioni, fu incoronato come Mansa Mahmud II. Non è neppure chiaro se ci sia stato un mansa Mahmud I, sebbene si ritiene che questo possa essere un altro nome con cui era noto Mahan III. Durante il regno di Mahmud II l'impero perse ulteriori possedimenti.
Non si sa di preciso quando sia finito il regno di Mahmud II, ma si ritiene che esso sia finito entro la prima decade del XVI secolo. L'ultimo mansa dell'impero fu Mansa Mahmud III, noto anche come Mansa Mamadou II. Come per altri imperatori di questa epoca, le date del suo regno sono incerte. Si sa comunque che l'impero continuò a sfaldarsi durante il suo regno. Nel 1545 ciò che restava dell'esercito del Mali si scontrò in una battaglia decisiva con le forze di Songhai; queste ebbero la meglio e arrivarono a saccheggiare la capitale Niani e occupare il palazzo del mansa. Mahmud fuggì sulle montagne e riorganizzò le proprie forze, lanciando un contrattacco che respinse Songhai fuori dal Manden. Nonostante questa vittoria, quello che era stato l'Impero del Mali fu ridotto alla sola regione del Manden; l'impero era crollato.
La successione dei mansa di Manden nel periodo successivo al crollo dell'impero non è del tutto nota. Il primo mansa di cui si hanno notizie fu Mansa Mahmud IV (noto anche come Mansa Mamadou III, Mali Mansa Mamadou e Niani Mansa Mamadou), considerato l'ultimo imperatore del Mali.
Alla morte di Mahmud IV, i suoi tre figli diedero inizio a una guerra civile che divise il Manden in tre parti. Ognuno dei tre figli di Mahmud mantenne il titolo di mansa, pur regnando solo su una parte dell'impero. I tre stati combatterono a lungo l'uno contro l'altro, ma stringevano accordi ogni volta che erano minacciati da invasori esterni. In questo modo, il Manden sopravvisse fino al XVII secolo.
Dopo l'arrivo di vari colonizzatori europei, in Senegal s'installarono i francesi, fondando nel 1659 la città di Saint-Louis.
Il declino degli oba, in Benin, iniziò al principio del XVIII secolo, quando una serie di lotte intestine si prolungò fino al XIX secolo aprendo la strada alla colonizzazione della Francia nel 1872.
L'Africa Occidentale Francese (AOF) viene creata il 16 giugno del 1895 e comprende inizialmente le colonie francesi: Costa d'Avorio, Senegal e Sudan mentre Nigeri, Mauritania e Alto Volta (l'attuale Burkina Faso) si aggiungeranno in seguito.
A metà del XIX secolo i Francesi diedero inizio a una vera e propria conquista militare della Guinea. Nel 1898 i Francesi vinsero la battaglia decisiva contro Samori, imperatore dello stato di Ouassoulou, assicurandosi il controllo dell'intera regione, inglobandola nell’Africa occidentale Francese.
La Nigeria divenne un protettorato britannico nel 1901, e colonia nel 1914.
La colonia fu inizialmente amministrata da governatori bianchi della ACS, ma lo scopo esplicito dell'amministrazione era quello di concedere sempre più autonomia ai coloni. Nel 1841 si ebbe il primo governatore nero, Joseph Jenkins Roberts. Negli anni 1840 la ACS andò in bancarotta, e la Liberia perse quindi la sua principale fonte di sostentamento economico. Il governo degli Stati Uniti si rifiutò di dichiarare la propria sovranità sulla colonia, e venne chiesto alla Liberia di dichiarare la propria indipendenza, cosa che avvenne nel 1847.
Il 2 ottobre 1958 la Guinea si autoproclamò repubblica indipendente e sovrana, e Touré ricevette l'incarico come primo presidente.
Nel 1959 il Sudan francese (attuale Mali) e il Senegal si fusero a formare la Federazione del Mali, che divenne completamente indipendente il 20 giugno 1960. La federazione tuttavia non resse alla decolonizzazione, e già il 20 agosto 1960 il Senegal e il Sudan francese, col nome di Mali, dichiaravano la propria indipendenza.
Il 5 agosto 1960 l'Alto Volta ottenne la piena indipendenza ed elesse come primo Presidente della Repubblica Maurice Yaméogo, leader del movimento politico Voltaic Democratic Union (UDV). Il 4 agosto 1984 l'Alto Volta cambiò denominazione chiamandosi Burkina Faso.
Alla Nigeria fu concessa la completa indipendenza il 1 ottobre 1960.
Dopo la rivoluzione dei garofani, il 10 settembre 1974, il Portogallo riconobbe a sua volta l'indipendenza della Guinea-Bissau.