Bulgaria
Dalle origini a oggi
I bulgari arrivarono nei Balcani nel VII secolo dall'Asia centrale, un popolo di lingua turca e si fusero con gli abitanti del luogo di lingua slava. Nel 632 i bulgari, guidati dal khan Kubrat formarono uno stato indipendente, spesso chiamato la Grande Bulgaria, tra il basso corso del Danubio a ovest, il Mar Nero ed il Mar d'Azov a sud il fiume Kuban a est e il fiume Donets a nord. Concessi da www.wikipedia.org
La pressione dei popoli più orientali (come i khazari) portò alla dissoluzione della Grande Bulgaria nella seconda metà del VII secolo. Una tribù bulgara migrò verso la confluenza del Volga e del Kama, nell'odierna Russia (Volga Bulgaro) e lì si stanziò.
Un'altra tribù bulgara, guidata dal khan Asparuh, si diresse ad ovest, occupando l'odierna Bessarabia meridionale. Dopo una guerra vittoriosa contro l'Impero romano orientale nel 680, il khanato di Asparuh conquistò la Mesia e la Dobrugia e venne riconosciuto come stato indipendente dal trattato firmato con i bizantini nel 681. Questa data viene riconosciuta come l'anno della fondazione dello stato bulgaro. Un'altra possibilità è che la Grande Bulgaria, nonostante avesse sofferto numerose perdite territoriali, fosse riuscita a sconfiggerli alla fine del 670 e che il khan Asparuh, il successore di Kubrat, potesse aver in seguito conquistato la Mesia e la Dobrugia dall'Impero bizantino nel 680. Perciò la data della fondazion dovrebbe essere il 632 invece del 681, dato che il primo stato bulgaro danubiano può avere una continuità diretta dalla Grande Bulgaria.
I bizantini rioccuparono la Bulgaria dal 1018 al 1185. Nel 1185 i romano orientali furono costretti a riconoscere l'indipendenza della Bulgaria.
Sotto Ivan Asen II (1218-1241), la Bulgaria divenne di nuovo una potenza regionale, occupando Belgrado e l'attuale Albania.
Nel 1396 il Regno di Bulgaria venne occupato dai turchi ottomani.
Nell'aprile del 1876 i bulgari si ribellarono con la Sollevazione di Aprile. La rivolta era organizzata poveramente e cominciò prima della data pianificata. La sollevazione venne repressa crudelmente dagli ottomoni. La reazione più forte venne dalla Russia. Avendo in ballo la propria reputazione, la Russia non aveva altra scelta che dichiarare guerra agli ottomani nell'aprile del 1877. L'esercito rumeno e un piccolo contingente di esuli bulgari combatterono insieme all'esercito russo in avanzamento. La coalizione fu capace di infliggere una sconfitta definitiva agli ottomani nella Battaglia del Passo di Šipka e nella Battaglia di Pleven, e, nel gennaio 1878 avevano già liberato molte terre bulgare.
Il trattato di Santo Stefano del 3 marzo 1878 assicurò l'indipendenza allo stato bulgaro.
Dal 1944 al 1989 il paese venne denominato Repubblica Popolare di Bulgaria ed è stato governato dal Partito Comunista Bulgaro (PCB).
Prima che l'impatto del programma di riforme di Mikhail Gorbačëv nell'Unione sovietica vennisse percepito in Bulgaria alla fine degli anni '80, i comunisti, come il loro leader, erano diventati troppo deboli per resistere alla domanda di cambiamento a lungo. Nel febbraio 1990 il Partito rinunciò volontariamente al suo potere e nel giugno si tennero le prime elezioni libere dal 1931, vinte dall'ala moderata del Partito comunista, rinominato Partito Socialista Bulgaro (PSB). Ne luglio 1991 venne adottata una nuova costituzione, nella quale si prevede un debole presidente eletto ed un primo ministro responsabile della legislatura.
Nel quadro dell'avvicinamento alla politica dell'Europa occidentale, la Bulgaria è entrata a far parte dell'Unione Europea il 1 gennaio 2007.