Cipro

Dalle origni al 1960 / La repubblica di Cipro

Dalle origini al 1960

L'isola subisce molte colonizzazioni, da quella Fenicia a quella Assira, fino al 475 a.C. quando verrà assoggettata all'impero Persiano. Nel 333 a.C. Alessandro Magno metterà fine all'impero Persiano e, alla sua morte, Cipro si troverà invischiata nella spartizione dell'impero di Alessandro Magno da parte dei suoi generali; vincerà Tolomeo d'Egitto che regnerà sull'isola. Dal 58 a.C. al 330 Cipro diviene parte della Repubblica Romana e, in seguito, dell'impero romano. Nel 395 Cipro diventa provincia dell'Impero Romano d'Oriente.
L'isola fu conquistata nel 1191 durante la terza crociata da Riccardo I d'Inghilterra. Riccardo in seguito vendette Cipro ai cavalieri templari, che a loro volta lo vendettero a Guido di Gerusalemme nel 1192 dopo il fallimento della crociata di Riccardo e la conseguente perdita di Guido del regno di Gerusalemme. Suo fratello e successore Amalrico I di Cipro ricevette la corona e il titolo reale da Enrico IV del Sacro Romano Impero Germanico. La piccola minoranza di cattolici sull'isola era limitata ad alcune città costiere ma era presente anche nell'entroterra. I cattolici tennero in mano il potere fino a quando gli abitanti greci vissero nelle campagne. Alla Chiesa autocefala cipriota di fede ortodossa, con il suo arcivescovo non soggetta ad alcun patriarca, fu permesso di rimanere sull'isola, ma venne largamente superata da quella cattolica in reputazione e quantità di beni posseduti.
I discendenti della famiglia di Federico del Sacro Romano Impero Germanico, gli Hohenstaufen, continuarono a regnare su Gerusalemme fino a quando, nel 1268, Ugo III di Cipro reclamò il titolo e il territorio di San Giovanni d'Acri alla morte di Corrado III di Gerusalemme; in questo modo egli unì i due regni. I territori palestinesi vennero alla fine persi mentre era re Enrico II di Gerusalemme nel 1291, ma i re di Cipro continuarono comunque a rivendicare il titolo regale. Nel 1489 l'ultima regina, Caterina Cornaro, vendette l'isola alla Repubblica di Venezia.
Nel 1571 l'Impero Ottomano conquisterà l'isola (Caduta di Famagosta).
Durante il disfacimento dell'Impero Ottomano alla fine del XIX secolo, l'isola di Cipro passò sotto il controllo del Regno Unito, prima come territorio amministrato, successivamente come colonia. Etnicamente, Cipro presentava una popolazione divisa tra una maggioranza di lingua greca e religione cristiano-ortodossa in larga parte autoctona, e una minoranza di lingua turca e religione mussulmana erede delle diverse ondate di dominatori, anche francesi e veneziani che si convertirono quando l'isola passò di mano nel 1571. La lotta di liberazione contro i britannici fu condotta principalmente a partire dal 1955 dai membri dell'organizzazione militare-terroristica EOKA, formata da greco-ciprioti o greci della madrepatria come il capo militare, il Colonnello George Grivas. L'Arcivescovo Makarios III della chiesa greco-ortodossa era visto come uno dei principali simpatizzanti della causa degli insorti, se non addirittura il vero capo politico. Gran parte dei membri dell'EOKA e lo stesso Makarios vedevano però l'indipendenza come un passo intermedio per giungere all'unione (o énosis) con la Grecia. Questa aspirazione era ovviamente malvista dalla comunità turco-cipriota, che preferiva di gran lunga essere forte minoranza in una colonia britannica che piccola minoranza all'interno del più vasto stato greco. L'indipendenza fu alla fine ottenuta con il Trattato di Zurigo del 1959 e fu effettiva il 15 agosto 1960. In aggiunta al trattato di indipendenza, un Trattato di Alleanza e un Trattato di Garanzia incardinavano il futuro della Repubblica a quello delle potenze protettrici Regno Unito, Grecia e Turchia. Senza il loro consenso, non sarebbe stato possibile riformare la Costituzione o cambiare la natura dello stato, e ovviamente non sarebbe stata possibile la énosis.

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La repubblica di Cipro

Il giovane stato unitario cipriota si trovò ben presto paralizzato dai veti incrociati tra le due comunità: infatti secondo la Costituzione a un presidente greco-cipriota, capo di stato e di governo, era affiancato un vice-presidente turco-cipriota con diritto di veto. Il Governo era formato da sette ministri greco-ciprioti e tre turco-ciprioti, e il Parlamento monocamerale era diviso tra 35 membri greco-ciprioti e 15 turco-ciprioti, con elezioni separate e necessità di avere la maggioranza su ogni disegno di legge all'interno di entrambi i gruppi. In pratica un sistema di questo tipo poteva funzionare se si fosse messa in campo un'alleanza di programma tra le due comunità, ma la relazione tra Makarios, eletto presidente, e il vice-presidente Fazil Küçük non si sviluppò mai.
La mattina del 15 luglio 1973 un colpo di stato militare greco in piena regola si sviluppò con l'assalto da parte della Guardia Nazionale al palazzo presidenziale, che ne prese il controllo dopo poche ore di combattimento: fu dato l'annuncio della morte di Makarios, che invece riuscì a mettersi in salvo e a riparare a Paphos e da lì a Londra, mentre le forze leali al presidente continuarono la resistenza per alcuni giorni. Lo scopo di questo "golpe" era l'annessione dell'intera isola di Cipro alla Grecia (Enosis). Venne insediato come Presidente Nicos Samson (noto per le sue azioni contro i Turco-Ciprioti). Il 20 luglio la Turchia, dopo consultazioni con il Regno Unito, intervenne militarmente in soccorso della comunità Turco-Cipriota nell'esercizio della garanzia riconosciutale dai Trattati. L'invasione si materializzò con uno sbarco sulla spiaggia di Kyrenia e il lancio di paracadutisti sulle montagne intorno a Nicosia. L'intervento della Turchia non deve quindi essere considerato una "invasione", ma un intervento di pace e l'unico modo per garantire l'incolumità della popolazione Turco-Cipriota.
Nel maggio 2004, Cipro è entrata nell'Unione Europea, anche se in pratica ciò si applica soltanto alla parte del sud dell'isola.

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