Europa alpina
L'impero austriaco / La Svizzera dal 1292 al 1789 / Il Liechtenstein dal 1699 al 1806 / Dominazione napoleonica in Svizzera / L'impero austro-ungarico / La Svizzera dopo Napoleone / La repubblica austriaca
L'impero austriaco
Nell'epoca carolingia e durante il primo Medioevo, il centro del territorio che sarebbe divenuto l'arciducato d'Austria era conosciuto come Marchia orientalis. I tedeschi emigrati nella zona scacciarono le popolazioni slave nel IX e X secolo e, dopo la battaglia di Lechfeld nel 955, l'area divenne una delle terre costituenti il Sacro Romano Impero Germanico e le fu dato un margravato nel 960. Dal 976 il territorio fu governato dalla dinastia Babenberg e divenne conosciuto col nome di Ostarrîchi ("Regno dell'Est"), l'antenato linguistico nel nome tedesco dell'Austria, Österreich. Concesso da www.wikipedia.org e www.tuttostoria.net La Svizzera dal 1291 al 1798 La storia svizzera inizia il 1 agosto del 1291 quando gli abitanti di Uri, di Svitto e di Untervaldo si unirono in un contratto conosciuto come Patto federale nella lotta armata contro gli Asburgo, sovrani del regno di Austria. Questi territori, abitati principalmente da contadini, erano denominati Waldstätte (paesi forestali). I Waldstätte erano rimasti diversi secoli sotto la protezione diretta del Sacro Romano Impero Germanico fino a quando gli Asburgo vollero imporre il loro potere in questa zona. Uri, Svitto e Untervaldo videro così minacciati i loro privilegi e la loro libertà.
Nel 1315 la casa degli Asburgo fu sconfitta a Morgarten e tre anni dopo firmò la pace con i Waldstätte. Da quel momento iniziò una politica di alleanze perpetue con i territori vicini.
Nel 1332 i Waldstätte diedero il benvenuto a un nuovo alleato, Lucerna, che in quel momento era una cittadina in crescente sviluppo. Era un evento importante perché rendeva possibile navigare liberamente sul Lago dei Quattro Cantoni, da quel momento racchiuso completamente nel territorio della confederazione. Concesso da www.wikipedia.org Il Liechtenstein dal 1699 al 1806 Nel 1699 il principe Johann Adam del Liechtenstein acquistò il dominio di Schellenberg e, nel 1712, la contea di Vaduz. L'acquisizione di questi due territori era funzionale al suo desiderio di ottenere un seggio nel governo del Sacro Romano Impero. Il 23 gennaio 1719 l'Imperatore Carlo VI decretò che le contee di Vaduz e Schellenberg venissero promosse allo status di Principato con il nome di Liechtenstein, come riconoscimento per i servigi di Anton Florian del Liechtenstein. Il Liechtenstein divenne uno stato sovrano nel 1806. Concesso da www.wikipedia.org Dominazione napoleonica in Svizzera Napoleone, sapendo che la Svizzera era il passaggio più breve tra il nord e il sud dell'Europa, e tra Francia e Italia, decise di conquistarla. Per giustificare l'invasione Napoleone approfittò della sollevazione del popolo del Lemano per entrare in Svizzera, con la scusa di proteggere gli abitanti di quei territori. Inoltre disse di essere stato consigliato dagli stessi svizzeri (due rifugiati svizzeri a Parigi convinsero Napoleone a liberare la loro patria, tra le quali il Lemano). Concesso da www.wikipedia.org L'impero austro-ungarico L’Impero Austro-Ungarico (detto anche più semplicemente Austria-Ungheria) nacque nel 1867 con l'Ausgleich (compromesso) tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica, nel tentativo di mantenere il vecchio Impero Austriaco, nato nel 1804. Al suo interno, il Regno d'Ungheria si autogovernava e godeva di una sua politica autonoma in molti affari (specie nelle relazioni diplomatiche e nella difesa). Concessi da www.wikipedia.org La Svizzera dopo Napoleone Dopo la sconfitta di Napoleone l'Europa si riorganizzò, o meglio, venne riorganizzata dai capi delle potenze vincenti nel Congresso di Vienna del 1815. In quell'occasione la Svizzera recuperò i territori del ducato di Basilea, che passarono a far parte di Berna e vennero denominati il Giura Bernese. Il principato di Neuchatel entrò a far parte della confederazione diventando un cantone. Ginevra e il Vallese vennero annessi come nuovi cantoni. Concesso da www.wikipedia.org La repubblica austriaca Nella storia dell'Austria, la Prima repubblica si riferisce al periodo successivo alla Grande Guerra che seguì la caduta della Monarchia Austro-Ungarica fino alla seconda guerra mondiale. Questo periodo fu segnato da un violento conflitto tra la destra e la sinistra, come nella rivolta di luglio del 1927. Concesso da www.wikipedia.org
Tuttavia però nel 1246 Federico II morì , con lui si estinse la nobile famiglia dei Babenberg , e il territorio che governava fu dato dall'aristocrazia austriaca a Otokar re di Boemia, che cercò invano di mantenere il controlo dell'Austria.
Dopo la morte di Corrado IV e di suo figlio Corradino, in Germania venne a crearsi un lungo periodo (1254-1273), denominato Grande Interregno, durante il quale il trono imperiale restò vacante. Al termine di questo periodo, per motivi di politica internazionale, venne decisa l’elezione di un nuovo imperatore. Venne scelto per ricoprire questa importante carica, un piccolo feudatario, il signore del piccolo territorio di Habsburg, in Svevia: Rodolfo di Asburgo. I principi tedeschi dimostrarono una notevole gelosia nei confronti del re di Boemia Ottocaro per la potenza da lui raggiunta. Sfruttando questa gelosia, Rodolfo li indusse a muovere guerra contro il re, che rimase ucciso in battaglia. Dai territori acquisiti come bottino di guerra, l’imperatore ritagliò per se il Ducato d’Austria, la Stiria, la Carinzia, la Carniola ed il Tirolo. In questo modo entrò a far parte del novero dei grandi principi dell’Impero, fondando la casa di Asburgo, che regnerà senza interruzione fino al 1918. La sua stessa politica prudente, venne poi proseguita dal figlio Alberto I, dal 1298, suo successore, che morirà nel 1308. Mentre nella parte più meridionale della Germania iniziava a costituirsi il nucleo storico del futuro Impero Asburgico, l’impero tedesco si andava indebolendo ad Occidente.
Tre anni dopo Zurigo si sollevò contro il potere dei nobili. Questi eventi portarono all'adesione del cantone alla confederazione nel 1351. La città di Zurigo aveva già una popolazione di 12000 abitanti ed era una delle più importanti della regione.
Nel XIV secolo Berna era una grande potenza militare. Inoltre, aveva grandi possedimenti territoriali oltre alla capitale. Durante questo secolo era un territorio che molti ambivano conquistare. Questo si rese evidente quando i Ducati di Basilea, Friburgo e Losanna complottarono per conquistare la fortezza di Laupen. Ma Berna era preparata a un assalto e inoltre poté contare sull'aiuto dei cantoni confederati. L'alleanza bellica la spinse a chiedere quasi immediatamente l'adesione alla confederazione, nel 1353. Così quella che oggi conosciamo come Svizzera inizio a chiamarsi la Confederazione degli otto.
Il 22 dicembre del 1481 i territori alleati di Soletta e di Friburgo, vengono accettati come nuovi cantoni della confederazioni.
Dopo la guerra di Soaube nel 1501, Basilea e Sciaffusa passano al rango di cantoni. Nel 1513 Appenzello viene accettato come tredicesimo cantone.
L'invasione inizio il 2 marzo del 1798, con la caduta di Friburgo e Soletta. Tre giorni dopo il governo di Berna era sottomesso per la prima volta. Dopodiché ogni cantone si sottomise, alcuni senza nemmeno combattere. La confederazione aveva perso il suo grande esercito.
L'imperatore francese obbligò i confederati a cambiare regime nel 1799 e quella che si era chiamata per decenni Confederazione dei XIII divenne la "Repubblica Elvetica, una e indivisibile". I cantoni non erano più tali ma semplici prefetture, la lega dei Grigioni perse il territorio della Valtellina, che venne annesso alla Repubblica Cisalpina. I territori dell'antico ducato di Basilea vennero limitati alla città stessa. Le città di Mulhouse e Ginevra vennero annesse alla Francia.
Nel 1813 i confederati si liberano finalmente di Napoleone. Nel 1814 Ginevra viene liberata grazie all'aiuto dell'Austria.
Il sovrano e i ministeri competenti per la politica estera, economica e militare erano in comune. Accanto all'imperiale e regio esercito comune esistevano anche un esercito nazionale austriaco (Landwehr) e uno ungherese (Honvéd). Compromessi decennali rinnovabili regolavano le questioni finanziarie (come la spartizione delle spese comuni) e commerciali.
Trattandosi di un impero multietnico in un'epoca di forte risveglio del nazionalismo, fu continuamente travagliato dalle dispute fra gli undici gruppi etnici che lo componevano. Malgrado le rivalità etniche, nei suoi cinquant'anni di esistenza esso conobbe una rapida crescita economica e una marcata modernizzazione, oltre a molte riforme liberali.
In molti testi le terre non facenti parte del Regno d'Ungheria (quindi, quelle "austriache") sono designate con il nome di Cisleitania, poiché, dal punto di vista degli austriaci, esse stavano ad ovest del fiume Leitha (malgrado la Galizia a nord-est fosse considerata "austriaca"). Tuttavia, questa regione (molto più estesa dell'attuale Austria) fino al 1915 non ebbe un nome ufficiale e per questo motivo, ci riferiva ad essa come "i regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale" (il concilio imperiale (Reichsrat) costituiva perciò il parlamento della Cisleitania.) Allo stesso modo anche la metà Transleitania ("Ungherese") era più vasta della sola Ungheria, e portava la designazione ufficiale di "Terre della Sacra Corona Ungherese di Santo Stefano", con riferimento al primo re cristiano dell'Ungheria.
L'impero austro-ungarico si dissolse nel 1918, in seguito alla fine della prima guerra mondiale. I suoi sovrani furono: l'imperatore Francesco Giuseppe I di Asburgo-Lorena (dal 1867 al 1916) e l'imperatrice Elisabetta (dal 1867 al 1898), in seguito l'imperatore Carlo e l'imperatrice Zita (dal 1916 al 1918).
Dal 1848 dopo la proclamazione della costituzione svizzera, venne adottata un'unione doganale e monetaria che eliminava le frontiere, le monete regionali e le dogane. Il 7 maggio del 1850 venne approvata la creazione del franco svizzero, che iniziò a circolare due anni dopo. Il sistema monetario era molto simile a quello francese, dato che le monete erano coniate a Parigi e a Strasburgo, che permise alla Svizzera di far parte dell'Unione Monetaria Latina (1865-1926).
Con l'arrivo delle guerre la Svizzera si vide isolata, bloccata e in crisi, le importazioni si fecero molto difficili e l'affluenza di rifugiati francesi rese le cose più difficili.
In Austria ci fu il "Fronte Patriottico", fondato da Engelbert Dollfuss, che salì al potere nel 1932; nel 1933 sciolse gli altri partiti e ne fece arrestare i deputati instaurando un breve regime conservatore e autoritario. Essendo un regime apertamente nazionalista e filofascista stipulò con l'Italia un patto di alleanza, ma, contrario all'Anschluss.
Nel 1934 Engelbert Dollfuss fu ucciso durante un tentativo di colpo di stato da parte di nazisti austriaci. La politica di Dollfuss fu portata avanti ancora dal suo collaboratore Kurt von Schuschnigg fino all'annessione (1938) dell'Austria al Terzo Reich.
Infiammati dagli appelli demagogici di Adolf Hitler, i nazisti austriaci, istituirono un "regno del terrore", che peggiorò dopo le elezioni vittoriose dell'aprile 1932. Per mettere in scacco il potere dei nazisti austriaci, che pretendevano l'unione con la Germania Nazista, il Cancelliere Engelbert Dollfuß nel 1933 passò al governo per decreto, istituendo quindi un regime autoritario e mettendo fine al Parlamentarismo, e si orientò verso l'Italia Fascista. L'assassinio di Dollfuss e di molti suoi sostenitori da parte dei nazisti (25 luglio 1934), facilitò il dominio politico e culturale dei nazisti austriaci.
Dopo una lunga campagna politica, che comprese le minacce di guerra di Hitler, un avvocato nazista, Arthur Seyß-Inquart, venne nominato Ministro degli Esteri e in seguito Cancelliere d'Austria.
Il 12 marzo 1938, la Germania annunciò l'annessione (Anschluss) dell'Austria, che divenne una provincia tedesca. Questa fusione della nazione tedesca durò fino alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945.
Hitler fece suggellare a posteriori l'unione dell'Austria con la Germania con un plebiscito indetto per il 10 aprile 1938. A favore dell'Anschluss si erano già espressi rappresentanti della Chiesa cattolica, come il cardinale Theodor Innitzer (che appose ad una dichiarazione dei vescovi la frase "Heil Hitler"), nonché politici, tra cui il socialdemocratico Karl Renner.
Non furono legittimati al voto circa 200.000 ebrei, circa 177.000 persone "di sangue misto" e tutti quelli che erano già stati incarcerati per motivi politici o razziali: ne derivò l'esclusione dal voto di circa 8% dell'intero corpo elettorale.
La Seconda repubblica austriaca fu fondata nel 1945 con la ristabilizzazione dell'indipendenza dell'Austria dopo la seconda guerra mondiale.
Le pietre miliari che diedero forma alla Seconda Repubblica furono il Trattato dello Stato austriaco del 15 maggio 1955 e la Dichiarazione di Neutralità del 26 ottobre dello stesso anno.