Francia dal 1851
Città Libere di Mentone e Roccabruna / La terza republica francese / La terza republica francese / Occupazione e Governo provvisorio / Quarta e quinta repubblica
Città Libere di Mentone e Roccabruna
Il 25 novembre 1847 su richiesta del principe di Monaco Carlo III nelle due città di Mentone e Roccabruna viene restaurato l'ordine dal Regno di Sardegna. Il 2 marzo 1848 Mentone si dichiarò città libera con a capo Carlo Trenca. Il 21 marzo 1848 nacque ufficilmente l'unione delle Città libere di Mentone e Roccabruna sotto protezione del Regno di Sardegna con a capo il sindaco di Mentone, Carlo Trenca. Il 28 maggio 1848 il presidente Carlo Trenca dichiarò decaduti i Grimaldi nelle due città. Nel giugno 1848 si verificò un plebiscito per l'annessione delle due cittá alla Contea di Nizza (Regno di Sardegna) che passò con 568 voti favorevoli cioè tutta la popolazione che aveva diritto di voto. Dal 18 settembre 1848 lo Statuto albertino entrò in vigore temporaneamente al posto di quello monegasco. Il 30 aprile 1848 Carlo Trenca si dimette e le due città passano sotto la Contea di Nizza (Regno di Sardegna), ma sindaco di Mentone rimane Carlo Trenca. Dal 1848 al 1860 le due città saranno de jure del Principato di Monaco e de facto del Regno di Sardegna. La questione sarà risolta con gli Accordi di Plombières, infatti le due città dopo un plebiscito pilotato da Casa Savoia passeranno alla Francia il 2 febbraio 1861 e Napoleone III paga 3 milioni di franchi oro al principe di principe Carlo III di Monaco e promette la costruzione di una stazione sulla linea Marsiglia - Ventimiglia nel Principato di Monaco e di una strada litoranea, in cambio i Grimaldi rinunciano a qualunque diritto sulle due città. Concesso da www.wikipedia.org Il secondo impero dei Bonaparte Dopo il colpo di stato del 2 dicembre 1851, Napoleone
III emanò il 14 gennaio la nuova costituzione. Fortemente antiparlamentare,
essa restaurava esplicitamente l'impero napoleonico ed era largamente ispirata
alla costituzione napoleonica dell'anno VIII: tutto il potere esecutivo era
concentrato nello Stato, impersonato dall'Imperatore. Concesso da www.wikipedia.org La terza republica francese Terza Repubblica francese è il nome dato alla forma di
stato che si venne a costituire dopo il crollo del Secondo Impero di Napoleone
III in Francia nel 1870. Era una repubblica di tipo parlamentare ed il suo primo Presidente fu Adolphe
Thiers. Concesso da www.wikipedia.org Occupazione e Governo provvisorio La repubblica di Vichy fu istituita in seguito
all'invasione nazista della Francia e all'armistizio da questa stipulato nel
1940. Il governo fu affidato al maresciallo Henri Philippe Pétain (1856 -
1951), già eroe della Grande Guerra, che a tutti gli effetti collaborò con i
tedeschi, dimostrandosi sostanzialmente asservito alle decisioni di Hitler. Concesso da www.wikipedia.org Quarta e quinta repubblica Quarta Repubblica francese è il nome dato alla forma
di stato che si venne a costituire dopo la Seconda Guerra
Mondiale in Francia. Fu introdotta il 13 ottobre 1946 quando fu approvata la
nuova costituzione anche se per molti aspetti non è altro che la continuazione
della Terza Repubblica. La quarta repubblica si rilevò in poco tempo come una
debole forma di governo parlamentare: in dodici anni di durata (1946-1958) si
sono susseguiti ben 22 governi differenti, alcuni della durata di pochi mesi. Concesso da www.wikipedia.org
Era l'Imperatore che nominava i componenti degli organi dell'esecutivo,
Consiglio di Stato e Senato, unici titolari della potestà legislativa.
Il parlamento era eletto a suffragio universale, ma non aveva alcun diritto
d'iniziativa, in quanto le leggi erano tutte proposte dall'esecutivo. La nuova
costituzione fu sancita dal plebiscito del 21 novembre, con il quale
La stampa venne assoggettata ad un sistema di cauzioni monetarie (depositi a
titolo di garanzia di buona condotta) e di "avvertimenti", cioè
richieste da parte dell'autorità di sospendere la pubblicazione di certi
articoli, pena la sospensione o la soppressione del giornale. Anche i libri
furono assoggettati a censura.
Pur senza un piano preciso, la dimensione dell'impero coloniale francese
triplica, durante il II impero.
Nel 1853 viene annessa
Nel 1857 era stata completamente conquistata e pacificata l'Algeria, e la
creazione di un Ministero dell'Algeria e delle colonie mostra come essa sia la
pupilla del dominio coloniale francese. Questa impostazione è confermata dalla
restituzione alle tribù arabe, nel 1860, della proprietà delle terre e dalla
concessione della possibilità di ottenere la cittadinanza francese dal 1865.
Napoleone avrebbe desiderato fare dell'Algeria un regno arabo sotto
protettorato, ma il progetto incontrò l'opposizione generale, del governatore,
dell'esercito e dei coloni.
La crescita della Prussia nelle mani di Bismarck (nel 1862 ambasciatore a
Parigi), il rapido trionfo prussiano nella guerra con l'Austria del 1866 e il
successivo accordo tra gli Asburgo e gli Hohenzollern per l'egemonia sulla
Germania costrinsero Napoleone III (che aveva immaginato di fare il terzo
vincente fra i due litiganti) a prendere atto di avere uno scomodo vicino, che
minacciava il suo ruolo europeo, oltre che la sua frontiera orientale. Il
pretesto alla guerra franco-prussiana fu fornito dalla richiesta della Francia
alla Prussia di ritirare la candidatura del principe Hohenzollern al trono di
Spagna, vacante dal 1868. Il 2 settembre, alla battaglia di Sedan, l'imperatore
francese fu fatto prigioniero con centomila soldati.
Il 4 settembre i deputati repubblicani riuniti all'Hotel de Ville costituirono
un governo provvisorio: l'Impero era caduto, l'imperatore era prigioniero in
Germania e la Francia
entrava nella Terza Repubblica.
Il Partito repubblicano, radicale e radical-socialista è il più antico partito politico francese. I radicali esistono ideologicamente dall'inizio dell'Ottocento, con grandi figure politiche quali Ledru-Rollin e Louis Blanc. Ma si potrebbero ritrovare facilmente le origini della loro ideologia fin da prima della Rivoluzione francese, nell'Illuminismo, e principalmente in Voltaire e Condorcet. Fu il primo grande partito politico a scala nazionale fondato in Francia. Fino ad allora, in effetti, esistevano solo gruppi parlamentari di diverse tendenze politiche e di comitati elettorali locali ancora più eterogenei. Il Radicalismo possiede una visione specifica dell'organizzazione sociale e umana fondata sul primato dell'individuo. La professione di fede del radicalismo si compone di cinque punti: « Laicità, Solidarietà, Umanismo, Tolleranza, Universalismo ». In occasione della fondazione del nuovo partito (21 giugno 1901), la dichiarazione di chiusura del primo congresso, letta da Camille Pelletan, servì da base del programma politico rivendicato dai radicali durante i primi anni del Novecento. Questa dichiarazione insisteva sull'unione a sinistra, la nazionalizzazione dei grandi monopoli, la separazione tra Stato e Chiesa e la creazione di una imposta egualitaria basata sul reddito. Questo programma fu parzialmente applicato negli anni seguenti, tramite una alleanza all'Assemblea Nazionale tra i socialisti di Jean Jaurès e i radicali, che guidavano il governo con Émile Combes. Questo periodo fu segnato dall'energica lotta contro le congregazioni religiose.
Alle elezioni del 1936 la Sezione Francese dell'Internazionale Operaia, il Partito Comunista e il Partito repubblicano, radicale e radical-socialista si uniscono nel Fronte Popolare e vincono le elezioni. Il leader del nuovo governo è il socialista Léon Blum. Il governo riesce a portare avanti una serie di riforme del lavoro come le 40 ore settimanali e due settimane di ferie pagate (prima volta nella storia). L'esecutivo però trova molte difficoltà, infatti contro il premier viene scatenata una furiosa campagna antisemita. Oltre questo cresce il sospetto, sostenuto dai media, che Blum stia preparando la strada ad una dittatura comunista. Il governo Blum cade nel giugno del 1937 in seguito alle molte difficoltà. Il Fronte popolare finisce definitivamente in seguito alla firma da parte del nuovo primo ministro degli accordi di Monaco nel 1938. Questi accordi furono osteggiati dai parlamentari comunisti mentre i socialisti si astennero.
Questa forma di governo durò in Francia per quasi settant'anni fino all'invasione tedesca del paese il 10 luglio 1940.
In Regno Unito, Churchill sostiene De Gaulle come voce della Francia antinazista, contro il parere del suo governo che preferirebbe personaggi più di spicco. Alla fine passa la scelta di de Gaulle, e la BBC trasmette l'appello del 18 giugno ai francesi, da Londra, perché resistano ai tedeschi e alla richiesta di armistizio di Pétain: è il segnale d'inizio della resistenza francese ai nazisti. Mentre in Francia il governo di Vichy lo condanna a morte in contumacia per tradimento, in luglio, de Gaulle comincia ad organizzare Francia Libera (France Libre). All'inizio si tratta di suscitare la resistenza ai tedeschi a partire dai possedimenti coloniali, che la madrepatria ha più difficoltà a controllare; queste forze vengono poi collegate alle forze di resistenza francesi, e France libre diventa France combattante. In quegli anni de Gaulle incarna davvero la Francia libera di fronte al mondo in generale e al Regno Unito in particolare. La sua preoccupazione è salvaguardare da subito gli interessi e l'immagine della Francia durante e dopo il conflitto, a partire dalla garanzia del mantenimento dei possedimenti coloniali, senza perdere di vista un momento l'onore e la grandeur francesi. Per garantire l'indipendenza della propria organizzazione, de Gaulle volle che gli stessi aiuti finanziari che il Regno Unito forniva a France Libre fossero rimborsabili - e furono effettivamente rimborsati molto prima della fine della guerra. Malgrado la scarsa collaborazione degli americani, de Gaulle riuscì a sbarcare ad Algeri nel maggio 1943. Lì creò con il generale Henri Giraud il Comitato francese di Liberazione nazionale (CFLN), per unificare la direzione dell'Impero liberato, e ne fu presto al comando. Nel giugno 1944 il CFLN prende il nome di "Governo provvisorio della Repubblica francese" (GPRF) ed arriva a Parigi liberata nel settembre 1944. Con la Liberazione de Gaulle riconosce il diritto di voto alle donne francesi, ed avvia varie riforme, dalle nazionalizzazioni all'istituzione di un sistema di sicurezza sociale moderno. Dopo la guerra è per breve tempo presidente del governo provvisorio, dall'ottobre 1945. Ma la politica riprende il suo spazio e i suoi tempi, e l'uomo è impaziente, e non approva la costituzione della Quarta repubblica. Così nel gennaio 1946 de Gaulle si dimette, e nel 1947 fonda il suo movimento politico, il Rassemblement du Peuple Français (RPF), con l'obiettivo di trasformare la politica francese. De Gaulle si ritira dalla vita politica nel 1953.
Durante questo periodo ci fu comunque una grossa crescita economica ma la Francia cominciò ad
entrare in conflitto con le colonie: in breve tempo perse tutti possedimenti in
Indocina ed iniziò a fare i conti con la richiesta d'indipendenza dell'Algeria.
De Gaulle ricompare in scena durante questo periodo, e in seguito ai fallimenti della Quarta Repubblica, il 1 giugno 1958 viene nominato presidente del Consiglio, con poteri quasi equivalenti a quelli della prima Costituente. Come aveva annunciato, utilizza questo potere per far redigere una nuova Costituzione sulla base delle idee enunciate nel "Discorso di Bayeux". Questa Costituzione mira ad arginare la cosiddetta "dittatura parlamentare" (cioè quell'assetto istituzionale per il quale il potere di veto delle minoranze parlamentari, in un'Assemblea estremamente frazionata e rissosa, finisce per paralizzare le possibilità di azione dell'esecutivo, condanna i governi all'instabilità e genera una politica caotica). In settembre, l'approvazione della nuova Costituzione con l'83% di voti favorevoli ottenuti al referendum, segna il passaggio della Francia alla Quinta Repubblica, che fa della Francia una repubblica semi-presidenziale.
Inoltre fondò l'Unione dei Democratici per la Repubblica (Union des Démocrates pour la République o UDR), come evoluzione del suo partito Rassemblement du Peuple Français (RPF). In novembre de Gaulle vince le elezioni con larga maggioranza e in dicembre è eletto Presidente della Repubblica con il 78% dei voti dei grandi elettori. Assunta la presidenza, de Gaulle persegue quelli che considera gli obiettivi strategici della Francia: misure economiche di sostegno all'economia (con l'introduzione del nuovo franco); forte affermazione, nel pieno della guerra fredda, dell'indipendenza della Francia sia dal blocco sovietico (de Gaulle è profondamente e radicalmente anticomunista), sia dal dominio statunitense sull'Europa (e a questo scopo dota la Francia di proprie risorse nucleari - la force de frappe - e pone il veto all'ingresso dell'Inghilterra, considerata la longa manus degli USA in Europa, nella CEE; concessione dell'indipendenza all'Algeria (nel 1962, sulla base di un referendum popolare). Charles de Gaulle ha quasi ottant'anni, è entrato gloriosamente nella storia della Repubblica francese e sceglie egli stesso quando e come uscirne. Alle 0.11 del 28 aprile 1969 annuncia le proprie dimissioni con effetto immediato da mezzogiorno. Dopo una breve vacanza in Irlanda (da dove vota per corrispondenza per il nuovo Presidente) si ritira a Colombey-les-Deux-Églises e lavora alle proprie Memorie. Muore l'anno dopo, il 9 novembre 1970.
Il 1969 è comunemente considerato l'anno di fondazione del Partito Socialista, anche se nel 1971, il partito cambiò il proprio nome in Partito Socialista. Il PS è stato fondato dalla fusione di tre formazioni politiche: Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (Section française de l'Internationale ouvrière, SFIO); Unione dei club per il rinnovamento della sinistra (Union des clubs pour le renouveau de la gauche, UCRG); Unione dei gruppi e club socialisti (Union des groupes et clubs socialistes, UGCS).
Sfidando una violentissima campagna diffamatoria orchestrata ai suoi danni fin dall'ottobre 1968 da alcuni esponenti dell'ala sinistra del movimento gollista (con la complicità accertata di elementi dei servizi segreti francesi), dopo le dimissioni di De Gaulle nel 1969 si presenta alle elezioni presidenziali Georges Pompidou. Il 21 giugno s'insedia alla presidenza della Repubblica. Il suo obiettivo è fare della Francia un paese industrializzato, e si può dire che vi è riuscito perfettamente. Il simbolo del "pompidolismo" economico può essere individuato nell'aereo Concorde. Autorizza la costruzione delle prime centrali nucleari. Favorisce lo sviluppo urbanistico delle grandi città (anche se alcune operazioni come la demolizione delle Halles e la Tour Montparnasse a Parigi possono dirsi discutibili) e la rinascita culturale del paese.
Nel 1969 Jean-Jacques Servan-Schreiber prese la guida del Partito repubblicano, radicale e radical-socialista e diede un nuovo volto emblematico ai radicali. Tuttavia al congresso di Suresnes (15-17 ottobre 1971) due logiche si affrontarono: quella di Jean-Jacques Servan Schreiber, favorevole a una strategia di alleanza per un centrismo riformatore (431 voti), e quella di Maurice Faure, favorevole a una unione a sinistra (237 voti). Nel 1972 il partito subì la conseguente scissione: una parte seguì il suo leader aderendo al Partito Radicale Valoisien, l'altra creò sotto la direzione di Robert Fabre il Partito Radicale di Sinistra.
Colpito dal morbo di Waldenstrom, il presidente Georges Pompidou rifiuta di dimettersi e continua a esercitare il suo mandato nonostante che i sintomi della malattia siano ormai visibili e invalidanti. Muore improvvisamente il 2 aprile del 1974 nel suo domicilio di Quai de Béthune, sull'Ile Saint-Louis, non riuscendo a terminare in pieno il suo mandato che sarebbe scaduto nel giugno del 1976.
Alla morte di Pompidou nel corso del suo mandato il 2 aprile 1974, Valéry Giscard d'Estaing si candida alle elezioni presidenziali per il Partito Repubblicano, espressione dello schieramento liberale estraneo alle idee golliste. Al primo turno, il ministro di Stato conquista il 32,6% ed entra così nel ballottaggio contro François Mitterrand che ha il 43,2% dei voti. Chaban-Delmas ha solo il 15,1%, ed è quindi escluso dal ballottaggio. Al dibattito televisivo che precede il secondo turno Giscard ha la meglio sul candidato socialista, grazie anche a una frase assassina assestata alla sprovvista: "Lei, signor Mitterrand, non ha il monopolio del cuore". Al ballottaggio, con 50,8% dei voti Giscard batte di misura Mitterrand. Giscard, consapevole di essere stato eletto per un'incollatura, nel corso del suo settennato cerca di annacquare la sua politica conservatrice adottando dei provvedimenti di stampo progressista, come la maggiore età a 18 anni, l'estensione delle possibilità di chiedere il divorzio e la legalizzazione dell'aborto. Durante il suo settennato per la prima volta le donne entreranno a far parte del governo.
Valéry Giscard d'Estaing fonda, nel 1978, l'Unione per la Democrazia Francese, almeno a livello nazionale, sempre alternativa alla sinistra (Partito Socialista, Partito Comunista Francese, Verdi, Partito Radicale di Sinistra, Movimento Repubblicano e Civico), che si è caratterizzata per il sostegno ad un forte ruolo dello Stato in economia ed alla difesa di un deciso accenteamento amministrativo, oltre che ad un laicità intesa come assenza del religioso dalla vita pubblica del paese. Dalla destra (l'attuale Unione per un Movimento Popolare) l'UDF si è, invece distinta, nonostante anni di collaborazione a livello nazionale, per la contrarietà alla tendenza euroscettica, che a suo dire ha contraddistinto questa parte politica. Essa è nata come confederazione di 5 partiti di ispirazione democristiana, socialdemocratica, liberale ed europeista: Centro dei democratici sociali (Centre des démocrates sociaux), che trovava la sua origine diretta nel Movimento Repubblicano Popolare, un partito politico francese tra il 1944 e il 1967; Movimento Democratico Socialista di Francia (Mouvement Démocrate Socialiste de France), dal 1995 Partito Social Democratico; successivamente il Centro dei democratici sociali e il Parito Social Democratico si fonderanno in Forza Democratica; la Federazione nazionale dei Club "Perspectives et Réalités" (Fédération nationale des Clubs Perspectives et Réalités), poi divenuto nel 1995 Partito Popolare per la Democrazia Francese (PPDF); Partito Repubblicano di Valéry Giscard d'Estaing, nel 1998 si è diviso in Democrazia Liberale e in Polo repubblicano indipendente e liberale e Partito repubblicano radicale e radical-socialista (meglio noto come Parti radical valoisien).
Il 10 maggio 1981 François Mitterrand è eletto presidente della Repubblica con il 51,8 % dei voti, battendo il presidente uscente Valéry Giscard d'Estaing. Il suo partito era il Partito Socialista. Benché sappia fin dal 1982 di essere colpito da un cancro alla prostata (terrà nascosta l'esistenza della malattia per ben dieci anni), decide di ricandidarsi alle presidenziali del marzo 1988. L'8 maggio François Mitterrand è eletto nuovamente Presidente della Repubblica ottenendo il 54% dei voti.
Alle presidenziali del 1995 è candidato per la terza volta Jacques Chirac. Al secondo turno, con il 52,6% Chirac batte il candidato socialista Lionel Jospin ed è eletto presidente della Repubblica. Il suo partito, Raggruppamento per la Repubblica, fu fondato nel 1976 dalle ceneri del partito gollista Unione dei Democratici per la Repubblica.
Al Congresso nazionale del 1998, l'Unione per la Democrazia Francese decise di trasformarsi in un vero e proprio partito: la Nuova Unione per la Democrazia Francese. Alla nascita del soggetto unitario presero però parte solo la Forza Democratica, il Polo repubblicano indipedente e liberale e gli Aderenti diretti all'UDF.
Nell'aprile 2002, in occasione delle elezioni presidenziali venne creata l'Unione per la Maggioranza Presidenziale (Union pour la Majorité Présidentielle o UMP), un'alleanza elettorale formata da partiti e movimenti politici di ispirazione conservatrice, liberale o cristiano-democratica: Raggruppamento per la Repubblica (RPR); Democrazia Liberale (DL); Partito Radicale "valoisien" (PR); Partito Popolare per la Democrazia Francese (PPDF); Centro nazionale degli Indipendenti e dei Contadini (CNIP); Forum dei Repubblicani Sociali (FRS). Nelle due tornate elettorali, Jacques Chirac venne rieletto Presidente della Repubblica Francese e l'UMP conquistò la maggioranza dei seggi alla Camera (33% dei consensi). Il 17 novembre 2002, le formazioni politiche che avevano creato l'Unione per la Maggioranza Presidenziale si unificarono dando vita all' Unione per un Movimento Popolare. Il PR (radicali), il CNIP (destra indipendente e tradizionalista) ed il FRS (cristiano-sociali) non si sono sciolti per confluire nel nuovo partito, ma hanno assunto la qualifica di "partiti associati", mantenendo, quindi, una propria autonomia organizzativa, seppur limitata, ma partecipando a tutte le consultazioni elettorali con l'UMP. L'11 marzo 2007 Chirac annuncia, in un messaggio alla nazione trasmesso in diretta televisiva, la sua intenzione di non candidarsi per un terzo mandato presidenziale alle elezioni del 22 aprile 2007. E il 21 marzo, dichiara di sostenere la candidatura di Nicolas Sarkozy. Il 15 maggio, nel suo ultimo discorso da presidente alla tv, ha definitivamente salutato i francesi.