Indocina
Dalle origini a oggi
I Khmer furono tra i primi nel sudest asiatico a presentare forme di religione, istituzioni politiche e a stabilire regni centralizzati che comprendevano vasti territori. Il più antico regno di cui si ha traccia nella zona è quello di Funan che fiorì tra il primo e il settimo secolo ed era abitato da popolazioni di lingua mon-khmer. Ad esso seguì il regno di Chela che comprendeva ampie zone corrispondenti agli attuali stati della Cambogia, del Vietnam, del Laos, e della Thailandia (conosciuta come Siam fino al 1939). L'età dell'oro della civiltà Khmer, tuttavia, corrisponde al periodo che va dal nono al tredicesimo secolo, quando il regno di Kambuja, da cui il nome di Kampuchea o Cambogia, governò su ampi territori (la capitale era ad Angkor, nella parte occidentale del paese). La monarchia di Angkor sopravvisse sino al 1431, quando i Thai occuparono Angkor Thom e il re cambogiano fuggì nella parte meridionale del paese. I primi interventi francesi risalgono al 1858, all'epoca del Secondo Impero (1852-1871) con il pretesto della protezione dei missionari (comunità chrétiennes vi erano state fondate dopo il XVII secolo), ma non bisogna affatto dimenticare che nell'esercito di invasione si trovava un gran numero di soldati spagnoli. Tuttavia, gli interessi economici francesi (tè, caffè, carbone, caucciù) si trovavano al centro della conquista dell'Indocina, dato che i membri della Camera di commercio di Marsiglia avevano affermato la loro intenzione di "fare di Saigon un Singapore", un paese che al tempo era una colonia britannica. A poco a poco, l'armata francese prese progressivamente possesso dei paesi della penisola indocinese che sarebbe stata battezzata nel 1887, sotto la Terza Repubblica (1875-1940), "Unione indocinese". Questa unione comprendeva cinque paesi, in parte creazioni coloniali: la Cambogia, il Laos, (a partire dal 1893) e nell’attuale territorio del Vietnam la Cocincina, l'Annam e il Tonchino. Mentre fu una colonia di popolamento agli inizi, la colonizzazione dell'Indocina da parte della Francia divenne molto rapidamente una colonia di sfruttamento di natura economica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Giapponesi consentirono al governo francese di Vichy che collaborava con i Nazisti (ricordiamo che il governo di Vichy, inviso alla popolazione, era un governo collaborazionista) di continuare ad amministrare l'Indocina, ma allo stesso tempo fomentarono il nazionalismo dei Khmer. Per giocare un ruolo più attivo nella politica nazionale, Sihanouk, re di Cambogia, abdicò nel 1955 e lasciò il trono a suo padre, Norodom Suramarit. Ora divenuto soltanto un principe Sihanouk organizzò il suo proprio movimento politico, la Comunità Socialista Popolare (Sangkum Reastr Niyum, o Sangkum), che vinse tutti i seggi nell'Assemblea Nazionale nelle elezioni del 1955. Nel marzo del 1970 Sihanouk fu rovesciato dal generale Lon Nol e da altri leader dell'ala destra, che sette mesi più tardi abolirono la monarchia ed istituirono la Repubblica dei Khmer. Nel gennaio del 1975 le forze comuniste misero sotto assedio la capitale e, nei mesi successivi, strinsero sempre più la morsa. Il primo di aprile del 1975, il presidente Lon Nol abbandonò il paese, e sedici giorni dopo i Comunisti entrarono nella capitale. Dopo la caduta di Lon Nol fu proclamata la Repubblica democratica del Kampuchea, e Sihanouk divenne Capo dello Stato. Nel giro di poco tempo, nel regime, si affermò l'ala più estremista capeggiata da Pol Pot (esponente di primo piano proveniente da Parigi). Nel 1976 Sihanouk si dimise e Pol Pot, nominato primo ministro, tento di riportare la società cambogiana ad un egualitarismo rurale: concretizzatosi in deportazioni di massa e nella eliminazione sistematica di ogni opposizione. Esso provocò oltre un milione e mezzo di vittime. La politica estera si caratterizzò per un rapporto amichevole con la Cina ed ostile nei confronti degli altri paesi dell'Indocina (soprattutto verso il Vietnam). A causa delle continue infiltrazioni cambogiane in Vietnam, il governo di Hanoi decise di invadere la Cambogia favorendo l'ascesa al potere di Heng Samrin, nominato presidente della Repubblica popolare di Kampuchea nel 1979. Nel 1987-1989 il Vietnam abbandonò il paese, si decisero delle libere elezioni (1990) sotto la supervisione dell'ONU e nel 1991 si stilò un trattato di pace che in seguito non fu rispettato. Le elezioni per l'Assemblea Costituente si tennero nel 1993 e furono boicottate dai Khmer Rossi; ciò portò alla vittoria dei monarchici del FUNCIPEC (Fronte unito nazionale per una Cambogia indipendente, neutrale, pacifica e cooperativa) guidato da Sihanouk e seguito dai neocomunisti filo-vietnamiti del Partito del Popolo Cambogiano (PPC). L'assemblea richiamò Sihanouk, ripristinando la monarchia. Il governo fu affidato al figlio del re, Norodom Ranarridh e Hun Sen. Concesso da www.wikipedia.org
Un breve periodo di prosperità ci fu durante il sedicesimo secolo poiché il re, che costruì la capitale in una regione a sudest del Tonle Sap (Il Grande Lago) lungo il fiume Mekong, favorì il commercio con altre parti dell'Asia. In questo periodo, per la prima volta, arrivarono gli avventurieri e i missionari portoghesi e spagnoli. Ma la conquista da parte dei Thai della nuova capitale a Lovek nel 1594 segnò un calo nelle fortune del paese e la Cambogia divenne una pedina nelle mani delle contese dei suoi belligeranti vicini, il Vietnam e il Siam.
Il ceppo Thai, popolazione sinotibetana, crea il suo regno nel 1298 a Sukothai, dove oggi possiamo vedere i resti del meraviglioso periodo.

Durante la Guerra d'Indocina la Francia aveva provato a ripristinare il potere coloniale in Indocina, ma nonostante l'aiuto statunitense erano stati sconfitti nel 1954 dalle forze sotto il comando di Ho Chi Minh e dal Viet Minh (Vietnam del Sud). L'importanza di ciò stava nel fatto che era la prima volta che una nazione occidentale veniva sconfitta da un movimento indigeno di resistenza del Sud-est asiatico. Il 27 aprile 1954 la Conferenza di Ginevra portò a una dichiarazione che sosteneva l'integrità territoriale e la sovranità dell'Indocina garantendo così l'indipendenza dalla Francia. La penisola indocinese venne divisa in quattro Stati indipendenti: Laos, Cambogia, Vietnam del Nord, nel quale viene riconosciuta una repubblica democratica guidata da Ho Chi Minh (con capitale Hanoi) e Vietnam del Sud, affidato al cattolico Ngo Dinh Diem (capitale Saigon, sotto il controllo americano).
Le tensioni tra Vietnam del Nord e Vietnam del Sud sfociarono ben presto nella guerra del Vietnam, finché gli accordi di pace di Parigi del 27 gennaio 1973 riconobbero la sovranità di entrambi gli stati. Le truppe americane furono perciò ritirate il 29 marzo 1973. Tuttavia, nel gennaio 1974, le ostilità ripresero ed in questa occasione, gli Stati Uniti non intervennero in base a quanto stabilito dalla War Powers Resolution in difesa del Vietnam del sud. Saigon cadde nell'aprile 1975. Nel 1976 il Vietnam fu ufficialmente riunificato sotto il controllo del governo del nord con il nome di "Repubblica Socialista del Vietnam".
