Iraq
Dalle origini all'inizio del Novecento / Il regno dell'Iraq / La repubblica dell'Iraq
Dalle origini all'inizio del Novecento
La Mesopotamia, per la sua fertilità, ricchezza di prodotti e abbondanza di acque, è stata sempre una terra che ha attratto varie popolazioni. Lungo il corso del Tigri e dell'Eufrate hanno prosperato diverse civiltà, portando cultura e scienza in questa regione. Concesso da www.storiafilosofia.it e www.wikipedia.org Il regno dell'Iraq Nell'agosto del 1921 nell'Iraq ormai in mani inglesi fu istituita la monarchia, e ne fu posto a capo lo hāshemita Faysal ibn al-Husayn. La decisione era effetto della conferenza del Cairo, cui aveva partecipato anche Churchill, ministro delle colonie inglesi, e nella quale si optò per un colonialismo indiretto, coperto da un apparato arabo. Il trattato anelato avrebbe previsto che il re garantisse gli interessi britannici nella regione e che ad alcuni pubblici uffici fossero assegnati funzionari britannici. In cambio Londra avrebbe garantito assistenza militare ed altre provvidenze, tra le quali l'ausilio tecnico nella formazione di un esercito iracheno (che fu concepito e sarebbe poi stato sfruttato come un cruciale strumento di controllo del paese). Concessi da www.wikipedia.org La repubblica dell'Iraq Il 14 luglio 1958 il generale Abd al-Karīm Qāsim, leader delle fazioni anti-britanniche delle forze armate, organizzò un colpo di stato mentre una quota rilevante dell'esercito era impegnata in manovre militari . Morirono re Faysal II, lo zio e precedente Reggente Abd al-Ilāh, nonché Nūrī Āl Saīd . La monarchia fu abolita, fu proclamata la repubblica; fu consentita la creazione di partiti politici e sindacati. Concessi da www.wikipedia.org
Già intorno al 3600 a.C., risiedeva una popolazione, conosciuta come "gente di Obeid", pacifica e abbastanza progredita. Successivamente nel 3500 a.C., dall'Asia centrale migrarono i Sumeri, occupando la parte meridionale della Mesopotamia. Mentre questi si stabiliscono a ridosso della zona costiera del Golfo Persico, fondando una città sacra come Nippur, lungo il mare, in una regione paludosa, che prenderà il nome di Caldea, si stabiliranno i Caldei, originari delle regioni del Sinai o dall'Arabia e grandi conoscitori della magia. E' dimostrato che questo popolo ebbe rapporti molto stretti con gli egizi, i quali appresero arti esoteriche, scienze astronomiche e modelli religiosi.
In questo periodo viene fondata la grande e splendida città di Ur dei Caldei, ricca dei famosi Zikurrat, da cui sembra sia originario Abramo. Entrambi i popoli portarono conoscenze astrologiche, matematiche ed un protosistema legislativo. Trasmettono ai loro successori mesopotamici una profonda tradizione religiosa che sarà ripresa dai babilonesi.
Nell'884 a.C. fiorisce la civiltà assira, che tramonterà verso il 609 a.C. Tale cultura, basata sull'imperialismo, sulla conquista e sulle arti belliche, troverà il suo fondatore in Assurnasirpal II e vivrà il suo splendore dal 722 a.C. al 627 a.C., sotto diversi re: Sargon II, Sennacherib, Asarhaddon, Assurbanipal. Questi contribuiranno alla formazione dell'impero assiro, comprendente: Fenicia, Egitto, Israele, regno di Akkad, Aramei, paese del mare e regno di Babilonia.
Tutto questo durò fino al 626 a.C., quando Nabopalassar, re di babilonia e padre di Nabucodonosor, con l'aiuto di Medi, Elamiti, Aramei e Caldei conquistò l'Assiria.
La dominazione Babilonese si trasformò presto in un nuovo impero, che ebbe in Hammurabi (regnante dal 1792 al 1750 avanti Cristo) il suo massimo esponente. Si protrasse per ben 10 dinastie che dal secondo millennio a.C. regnarono sino al 539 a.C.
Il Codice di Hammurabi - da taluni identificato come lo strumento di definitiva affermazione della legge del taglione - rimane come uno dei primi notevoli esempi della sistematica del diritto e, secondo più d'uno studioso, anche come modello letterario ed ovviamente giuridico. La società si divideva, con precipuo riferimento alla proprietà fondiaria , in tre classi di schiavi, semi-schiavi ed uomini liberi (cui si affiancava una sottoclasse borghese che raccoglieva i "professionisti").
Ciro il Grande, della dinastia Achemenide, (secondo la leggenda) sottomise Babilonia con uno stratagemma, annettendola al suo impero di rapida espansione, di cui fu una delle 5 capitali e una satrapia. Per molto tempo la satrapia avrebbe condiviso le sorti dell'impero.
Con la conquista dell'impero persiano, infatti, Alessandro Magno estese il suo dominio anche sui territori dell'attuale Iraq, ed altrettanto accadde quando i diadochi, alla morte di questi, si spartirono i dominii; fra questi, Seleuco, satrapo di Babilonia, diede origine alla dinastia dei Seleucidi, che vi avrebbe regnato sino al 140 a.C. quando furono sconfitti dai Parti.
I Romani sottomisero la Mesopotamia con Diocleziano, nel 298, e questa divenne parte dell'impero.
Parallelamente all'alternanza delle dominazioni dei due imperi concorrenti, si sviluppò localmente (Iraq meridionale) il regno dei Lakhmidi, arabi cristiani della tribù dei Banū Lakhm. I Sasanidi nel 325 intrapresero una campagna per neutralizzare i Lakhmidi ed altri piccoli regni arabi. Il re dei Lakhmidi Imru' al-Qays chiamò allora in soccorso i Romani, ma i Persiani ebbero la meglio.
Nel 634 l'area dell'attuale Iraq fu, come altre, conquistata dagli arabi. La regione mesopotamica divenne dopo la conquista una wilāya, un governatorato cioè del dominio califfale, ed assunse il nome attuale di Irāq.
La conquista di Baghdad (anche chiamata "marcia su Baghdad") fu un'impresa militare di notevole imponenza, probabilmente la più impegnativa della storia dell'esercito mongolo, che Hülegü intraprese col pretesto di non aver avuto soddisfazione dal califfo al-Musta‘sim circa una sua richiesta di truppe, al fine di conquistare la regione iranica del Luristan.
Poco dopo la presa di Baghdad, la guerra civile avrebbe cominciato a minare l'impero mongolo e l'Iraq sarebbe presto entrato nell'orbita dello Stato ilkhanide creato da Hülegü e che durò fino alla prima metà del XIV secolo.
Nel 1534 il sultano ottomano Solimano il Magnifico prese infine Baghdad che, tuttavia, non tornò mai più ad essere la metropoli che era stata in periodo abbaside, riducendosi a città periferica della provincia ottomana dell'Iraq.
Allo scoppio della prima guerra mondiale l'impero ottomano si schierò con la Germania; i britannici occuparono Bassora (22 novembre 1914) con la Mesopotamia Expeditionary Force (MEF), un corpo creato ad hoc con unità provenienti dalle forze stanziate in India e con sede a Bombay . Nel Regno Unito, le questioni relative all'Iraq, allora chiamato Turkish Arabia, furono delegate al governo coloniale indiano sino al febbraio 1921. L'11 marzo 1917 truppe inglesi conquistarono Baghdad.
Quantunque sotto una forte influenza britannica di fatto, il regno di Faysal mosse i primi timidi passi come stato sovrano, ma il re morì l'8 settembre 1933 e gli successe il figlio Ghāzī I. Il giovane re morì in un incidente stradale, il 4 aprile 1939.
Del re si era anche detto, da fonti inglesi, che fosse filo-nazista; di certo l'Iraq aveva dovuto, nel settembre dello stesso anno, rompere le relazioni con la Germania di Hitler, in forza del trattato anglo-iracheno anche se - al pari di tutti i nazionalisti arabi che vivevano sotto la sovranità diretta o indiretta britannica - il "nemico" di Londra non poteva che essere visto come "amico".
La successione di Ghāzī trovò un principe ereditario, Faysal II, di appena quattro anni, e si dovette ricorrere alla reggenza dello zio Abd al-Ilāh, figlio di Alī b. al-Husayn.
Saddām Husayn nacque nel villaggio zaza di al-Awja, nel distretto iracheno di Tikrīt, da una famiglia di pastori di pecore. Il padre Husayn ˁAbd al-Majīd sparì sei mesi prima della sua nascita lasciando la madre, Subha Tulfāh al-Mussallat, sola con un figlio tredicenne malato e il nascituro Saddām in grembo. Dopo la morte del figlio tredicenne, la madre cercò, in piena crisi depressiva, un'altra famiglia in cui far crescere il neonato, trasferendolo dallo zio Khayr Allāh Tulfāh. Dopo il nuovo matrimonio della madre con Ibrāhīm al-Hasan, da cui ebbe altri fratelli, Saddām tornò a vivere con la madre ed il patrigno, la cui rigidità fu motivo principale per cui all'età di dieci anni si trasferì nuovamente a Baghdad per vivere con lo zio, Khayr Allāh Tulfāh, padre della sua futura sposa.
Si iscrisse al Partito Baˁth (Partito della Risurrezione, di tendenze socialiste) e nel 1956, prese parte al fallito tentativo di colpo di stato contro Re Faysal II. Il 14 luglio 1958, un gruppo non-bathista d'idee repubblicane, condotto dal Generale Abd al-Karīm Qāsim (Abd el-Karim Kassem), abbatté la monarchia e uccise il re e il Primo Ministro Nūrī Al Saīd. Nel 1959, dopo un tentativo fallito (pare finanziato dalla CIA [1]) di assassinare Kassem, Saddām Husayn fuggì in Egitto attraverso la Siria ed il Libano e fu condannato a morte in contumacia.
Saddām Husayn tornò in Iraq a seguito del colpo di Stato militare del mese di ramadān (8 febbraio 1963) che aveva abbattuto e ucciso Qāsim. Nel 1979 il Presidente della Repubblica Ahmad Hasan Āl Bakr annunciò il suo ritiro e Saddām Husayn - imparentato con Āl Bakr, lo sostituì nella carica.
Il partito Bath aveva un programma progressista e socialista che puntava alla modernizzazione e secolarizzazione dell'Iraq. Saddām Husayn si attenne alla linea del suo partito e proseguì le riforme modernizzatrici iniziate dai suoi predecessori, completando riforme quali la concessione alle donne di diritti pari a quelli degli uomini, l'introduzione di un codice civile modellato su quelli dei paesi occidentali e la creazione di un apparato giudiziario laico (che comportò l'abolizione delle corti islamiche, anche se alcuni sostengono che vennero conservate per casi particolari).
Sia Iraq e Iran ambivano a un ruolo egemonico nell'area del Golfo Persico e del Vicino Oriente. Prendendo a pretesto la questione delle frontiere fra i due Paesi l'Iraq attaccò l'Iran nel 1980 in quella che fu allora definita la "Guerra del Golfo" (oggi più nota come guerra Iran-Iraq), durata dal 1980 al 1988, anche se solo nel 1990 le operazioni belliche cessarono del tutto. L'Iraq fu appoggiato sia dagli Stati Uniti - perché Khomeyni era loro notoriamente avverso - sia, ma solo parzialmente, dall'URSS che preferiva un governo laico a uno di matrice islamica.
Saddām non rinunciò però a svolgere un ruolo egemonico nella regione e, riprendendo le mai accantonate pretese di sovranità irachena sul territorio dell'emirato, nell'agosto 1990 invase il Kuwait che si arrese dopo soli 2 giorni. Le Nazioni Unite si affrettarono a condannare l'aggressione mentre il presidente degli Stati Uniti George Bush veniva autorizzato dal Congresso ad utilizzare la forza militare contro le truppe irachene in Kuwait. Dopo mesi di negoziati e trattative, l'ONU impose all'Iraq il 15 gennaio come data ultima per il ritiro, dopodiché autorizzava i suoi membri ad utilizzare ogni mezzo possibile per cacciare dall'emirato le truppe di Saddām. Il 16 gennaio una coalizione guidata dagli Stati Uniti (della coalizione facevano parte Gran Bretagna, Francia, Egitto, Siria, Arabia Saudita, Italia, Afghanistan, Canada, ecc.) cominciò una devastante campagna aerea contro Baghdad e le truppe di Saddām nel Kuwait. Delle 40 divisioni presenti in Kuwait, solo 4 se ne salvarono dall'accerchiamento ed erano divisioni della Guardia Repubblicana, l'élite delle forze armate irachene. L'offensiva venne sospesa il 2 marzo a soli 60 km da Baghdad e Saddām si salvò dalla capitolazione totale.
Accusato di non aver adempiuto agli obblighi imposti dalla comunità internazionale e di possedere ancora armi nucleari, chimiche e biologiche, mai trovate però dagli ispettori dell'ONU, l'Iraq venne nuovamente attaccato. Il 19 marzo 2003, 300.000 soldati statunitensi e britannici invasero da sud l'Iraq dando il via all'operazione Iraqi Freedom con l'obiettivo di disarmare e distruggere il regime di Saddām, accusato di collusione con il terrorismo internazionale. Dopo pochi giorni di guerra le truppe britanniche conquistarono la penisola di al-Faw e Umm Qasr; la 3a Divisione di Fanteria e la 2a Divisione dei Marines arrivano alle porte di Baghdad il 2 aprile. Il 3 aprile comincia la battaglia per la conquista dell'Aeroporto Internazionale 'Saddām' a sud-ovest della capitale irachena; il 5 aprile lo scalo è totalmente sotto il controllo americano; nella stessa giornata, unità da ricognizione entrano per la prima volta a Baghdad incontrando scarsa resistenza; il 6 aprile comincia la battaglia di Baghdad con violenti scontri tra Fedayn e Statunitensi. Il 9 aprile, la capitale irachena cade e i Marines entrano vittoriosi nella piazza del Paradiso dove viene abbattuta, in diretta mondiale, la statua di Saddām Hussein. Il 15 aprile, le truppe statunitensi attaccano e conquistano Tikrīt, ultimo bastione di Saddām. Il 1° maggio 2003, il presidente George W. Bush proclama la fine dei combattimenti in Iraq: "Nella guerra contro l'Iraq, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno prevalso".
Nonostante l'emergere di una violenta e sanguinosa insurrezione portata avanti dalla resistenza irachena (a seconda dei punti di vista anche definita gruppi terroristici) con azioni di guerriglia (anche qui un altro punto di vista le definisce azioni terroristiche) e dagli uomini di Abū Musˁab al-Zarqāwī, leader di al-Qā'ida in Iraq, l'ex presidente iracheno viene catturato dai soldati americani in un villaggio nelle vicinanze di Tikrīt il 13 dicembre.
Sottoposto a processo da un tribunale iracheno assieme ad altri sette imputati, fra cui il fratellastro, tutti gerarchi del suo regime, per crimini contro l'umanità, in relazione alla strage di Dujayl del 1982 (148 sciti uccisi), il 5 novembre 2006 è stato condannato a morte per impiccagione (Saddām aveva richiesto la fucilazione) e il 26 dicembre 2006 la condanna è stata confermata dalla Corte d'appello.