Isole britanniche
La Britannia romana / Il regno normanno / Il regno d'Inghilterra /
La repubblica / Dal ritorno della monarchia a oggi
La Britannia romana
L'effettiva invasione romana della Britannia si ebbe al tempo dell'imperatore Claudio: nel 43, le forze romane, sbarcate a Richborough (nel Kent) al comando di Aulo Plauzio sconfissero i catuvellauni e i loro alleati nelle due battaglie del Medway e del Tamigi. Intanto il futuro imperatore Vespasiano sottometteva il sud-ovest. Conquistato il sud dell'isola, i romani rivolsero la loro attenzione al Galles. Siluri, ordovici e deceangli si opposero però strenuamente agli invasori, catalizzando gli sforzi militari dei romani. Le truppe guidate dal governatore Publio Ostorio Scapula però gli sconfisse nel 51. Per gran parte della storia della Britannia romana, numerosi contingenti militari furono stanziati in guarnigioni sull'isola. Questo richiese però che l'imperatore tenesse un uomo fidato ed esperto come governatore della provincia. Come effetto collaterale, diversi futuri imperatori servirono come governatori o legati in Britannia, tra cui Vespasiano, Pertinace, e Gordiano I. Settimio Severo cercò di risolvere il problema dividendo in due la provincia: Britannia Inferiore e Superiore. Mentre ciò tenne in scacco per quasi un secolo il potenziale per una ribellione, la rivolta di Carausio (286-297) costrinse Costanzo Cloro, a suddividere ulteriormente la Britannia in quattro province: Maxima Caesariensis: dalla Britannia Superior; Britannia Prima: dalla Britannia Superior; Flavia Caesariensis (basata su Londra): dalla Britannia Inferior; Britannia Secunda: dalla Britannia Inferior. Quando Costantino III divenne Imperatore nel 407, e attraversò la Manica con la unità restanti della guarnigione britannica, la Britannia Romana giunse alla sua fine. Gli abitanti vennero costretti a badare alla propria difesa e al proprio governo, un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore Flavio Augusto Onorio mandò loro nel 410. Concessi da www.wikipedia.org Il regno normanno Approfittando delle rivalità tra i nobili locali, Guglielmo il Conquistatore riuscì in poco tempo ad occupare l’Inghilterra meridionale, ed in seguito tutto il resto del Paese. I 15.000 uomini che componevano il suo esercito, provenivano, oltre che dalla Normandia e dalla Francia, anche da altri paesi europei, Italia compresa. La conquista si protrasse nel tempo, poichè, dopo le prime facili vittorie, il suo cammino venne rallentato dall’ostinata resistenza delle popolazioni locali. Dalle modalità della conquista, derivarono poi le caratteristiche della monarchia normanna che si sviluppò in Inghilterra: la nobiltà locale venne espropriata di buona parte dei propri possedimenti, che vennero offerti dal re ai suoi cavalieri; anche l’alto clero inglese venne in gran parte cacciato e sostituito da persone di fiducia di Guglielmo. I nuovi feudatari non avevano alcuna base locale, ma dovevano il possesso dei loro feudi unicamente alla conquista e al beneplacito del re. In questo modo il legame che univa Guglielmo ai suoi cavalieri fu sempre particolarmente forte, comportando un rafforzamento dell’autorità sovrana. Quest’autorità venne ulteriormente aumentata dalle modalità con cui venivano assegnati i feudi: Guglielmo prese possesso di quasi tutti i boschi e di un settimo del terreno coltivabile, disponendo in tal modo di gran parte del territorio dell’Isola. Questi possedimenti erano sparsi in modo non uniforme in tutta l’Inghilterra, poichè l’approppriazione avveniva man mano che essi venivano conquistati. Nelle stesse condizioni si trovavano i territori donati ai maggiori feudatari, che venivano chiamati baroni. Nessuno di loro possedeva un territorio compatto nel quale poter impiantare un forte potere politico; inoltre nessuno di essi possedeva terreni più estesi di quelli in possesso del re, il quale avendo terreni sparsi ovunque, era in grado di controllare costantemente le mosse dei baroni. Al momento della conquista normanna, almeno la metà dei contadini inglesi conservava la libertà personale, e anche quelli dipendenti erano suddivisi in varie categorie, tutte più o meno dipendenti dal signore. Sotto i nuovi conquistatori queste condizioni si aggravarono: tutti i contadini dipendenti vennero iscritti nell’unica categoria dei vilains conosciuta in Europa come servitù della gleba; anche molti dei contadini liberi perdettero la propria libertà personale. Il registro di quel censimento, venne denominato dai contadini Domesday Book, che tradotto suona come libro del giudizio universale. Concessi da www.wikipedia.org e www.tuttostoria.net Il regno d'Inghilterra Durante il XVI secolo sotto la dinastia dei Tudor, in Inghilterra si assistette ad un rafforzamento della monarchia assoluta, anche se si trattava di un assolutismo diverso da quello dell’Europa continentale. Esso era essenzialmente basato sulla collaborazione tra le principali forze della società inglese, cioè dai ceti medi cittadini, costituiti dalla borghesia mercantile, da artigiani appartenenti alle corporazioni, e dalla media nobiltà di campagna, gentry, costituita dagli squires, i cavalieri. Dietro a queste classi privilegiate, rimaneva abbastanza forte la yeomanry, costituita dagli yeoman, i contadini liberi proprietari del proprio podere. Quando riuscivano a raggiungere un redditto annuo di almeno 40 scellini, anche costoro potevano partecipare alle elezioni parlamentari. L’Inghilterra non aveva un esercito permanente, poichè in caso di necessità, supplivano le milizie urbane ed i gentiluomini di città e della campagna, che arruolavano truppe tra i contadini liberi; l’apparato amministrativo e giudiziario era sostituito in buona parte dalle parrocchie, dalle amministrazioni comunali e dai gentiluomini che esercitavano di buon grado il ruolo di giudici di pace, dal quale traevano autorità e prestigio sociale. Questo ristretto apparato statale costava poco e consentiva di limitare la pressione fiscale: sotto la regina Elisabetta I (1558-1603), le entrate fiscali non superavano le 400.000 sterline, che per la maggior parte provenivano dalle terre della Corona. Prima della sua morte, la regina nominò suo successore al trono il figlio di Maria Stuarda, Giacomo VI re di Scozia, che assunse il nuovo nome di Giacomo I d’Inghilterra (1603-1625); sotto il suo regno vennero unite le tre corone di Inghilterra, Scozia e Irlanda. Egli era un convinto assertore del diritto dei sovrani a governare per grazia di Dio, quindi senza tener conto della volontà dei sudditi. Questa sua pretesa, venne appoggiata solo dalla vecchia nobiltà feudale. Per portare a termine questa sua politica, al re occorrevano forze militari e molto denaro che egli non possedeva, e che neppure poteva pretendere dal popolo senza il consenso del Parlamento. Su questo punto scoppiò un conflitto fra il re e l’assemblea parlamentare. Non si trattava infatti solo di una mera questione di denaro, ma quale politica si doveva poi perseguire con i fondi concessi. La politica di Giacomo I era vista con ostilità perchè ritenuta contraria agli indirizzi invalsi nella tradizione e sopprattutto agli interessi stessi della nazione. Fin dal momento della sua incoronazione, il re aveva mostrato un atteggiamento più amichevole nei confronti della Spagna, con la quale stipulò nel 1604 un accordo di pace; l’ambasciatore spagnolo divenne uno dei suoi più fidati consiglieri. Nelle questioni religiose, Giacomo I tentò un riavvicinamento ai Cattolici, ma ponendo loro delle condizioni inaccettabili, alle quali fece seguito un inasprimento delle persecuzioni anticattoliche, alle quali seguirono gli attentati da parte dei cattolici. La conseguenza princiale della congiura delle polveri, fu che i cattolici vennero considerati per secoli, dalla maggioranza della popolazione inglese, come nemici dello Stato e della nazione. Ben più grave fu, visto anche il rapporto quantitativo, lo scontro che oppose Giacomo I ai Protestanti. La Chiesa Anglicana era ormai divenuta uno strumento del potere assoluto e ciò provocò in Inghilterra una sempre maggiore diffusione della congregazione religiosa dei Puritani, che rivendicavano l’indipendenza della Chiesa dal potere monarchico. Anche con essi, Giacomo I cercò un accordo agli inizi del proprio regno, ma senza successo, anche in questo caso a causa delle inaccettabili condizioni imposte alla controparte. A questo rifiuto fecero seguito le persecuzioni contro la minoranza puritana. Già nel 1604, il re fece espellere dalla Chiesa Anglicana circa 300 pastori che rifiutavano di obbedire alla sua volontà. Concesso da www.tuttostoria.net La repubblica La nuova Repubblica si trovò ad affontare serie difficoltà all’inizio della sua esistenza. Se dall’esterno non giungevano seri pericoli, all’interno occorreva arginare i tentativi di restaurazione monarchica e opporsi efficacemente alle rivolte scoppiate in Irlanda e nel Nord America, oltre che ai moti popolari che si erano verificati all’interno stesso dell’Inghilterra. I capi del partito dei Livellatori, non avevano rinunciato alle proprie rivendicazioni democratiche: libertà di confessione religiosa, abolizione delle decime ecclesiastiche, dei monopoli commerciali, delle imposte doganali e di consumo, abolizione del servizio militare obbligatorio e un’attenuazione delle durissime leggi penali. Alla sinistra di questo partito, si sviluppò il movimento dei Digger, o scavatori, che aveva idee ancora più radicali e il cui capo, Gerard Wistanley, chiedeva un suffragio veramente universale e la restituzione ai contadini di tutte le terre loro usurpate dai feudatari, fin dai tempi di Gugliemo il Conquistatore. Nonostante il vasto seguito di contadini e di una buona parte dei soldati di origine contadina, i Livellatori ed i Diggers non ebbero mai un vasto sostegno popolare, ed inoltre erano perennemente in conflitto fra loro. In questo modo non fu difficile a Cromwell e ai suoi generali averne facilmente ragione: Le dimostrazioni di solidarietà riscosse dai due movimenti all’interno dell’esercito, vennero represse dai tribunali militari: lo stesso Lilburne, leader dei Livellatori, venne imprigionato con buona parte dei suoi seguaci. I movimenti contadini che si erano costituiti sporadicamente sul territorio inglese e che occuparono terre pubbliche, oppure quelle terre che erano state usurpate dai feudatari, vennero stroncati con l’uso della forza. Dopo i primi anni dalla nascita della Repubblica, l’opposizione democratica non era più in grado di ostacolare l’opera del governo. I suoi più importanti rappresentanti, Lilburne e Wistanley, si ritirarono infatti dalla lotta politica trovando rifugio presso la setta religiosa pacifista dei Quaccheri. Altri oppositori vennero invece a patti con i monarchici, oppure con gli Spagnoli, promuovendo attentati terroristici da compiere in Inghilterra. Con due Atti di navigazione approvati nel 1650 e nel 1651, il Parlamento stabilì che le merci provenienti da altri continenti potevano essere trasportate in Inghilterra solo da navi inglesi con equipaggi inglesi, mentre le merci europee, da navi inglesi o da navi del paese nel quale venivano prodotte le merci in oggetto. Inoltre venne sancito che l’importazione e l’esportazione del pesce, poteva avvenire solo tramite battelli inglesi. Concesso da www.tuttostoria.net Dal ritorno della monarchia a oggi Carlo II, figlio del precedente re decapitato Carlo I salì al trono dopo essersi solennemente impegnato a garantire un'amnistia per tutti gli avversari della monarchia ed il rispetto dei diritti dei cittadini. Appena ebbe preso possesso del regno, il re dimenticò il suo solenne giuramento e diede inizio ad una tremenda repressione: i primi a subire la vendetta reale furono coloro che con il proprio voto avevano permesso l'uccisione di Carlo I : vennero tutti condannati a morte e giustiziati; persino i corpi di Cromwell e di Henry Ireton, vennero disseppelliti, impiccati ed esposti alla piazza per essere oltraggiati. La Chiesa Anglicana riprese il proprio ruolo di primo piano, mentre i presbiteriani ed i non conformisti vennero duramente perseguiti. Nel 1685, alla sua morte, gli succedette sul trono il fratello Giacomo II, il quale essendo di religione cattolica, intraprese subito ed in modo energico la reintroduzione del cattolicesimo in Inghilterra, contro il parere dei cattolici inglesi e dello stesso papa Innocenzo XI, che consigliavano al re più moderazione. Queste azioni inconsulte portarono all'unità fra gli oppositori ed i seguaci del re, i quali di comune accordo decisero che era giunto il momento di un cambio di dinastia. Il trono venne offerto a Guglielmo d'Orange, che in quel momento era lo Stathouder d'Olanda, oltre che marito di Maria, figlia di Giacomo II. Il 5 novembre del 1688, egli sbarco a Torbay alla testa di un piccolo esercito, che non ebbe modo di utilizzare, poichè i soldati posti a difesa del re si ritirarono spontaneamente o passarono dalla sua parte. Questo cambio di dinastia si svolse praticamente senza spargimenti di sangue e assunse il nome di seconda rivoluzione o gloriosa rivoluzione, in riferimento al suo pacifico svolgimento. Questo colpo di Stato ebbe una grande importanza storica, poichè salendo al trono, il nuovo re ratificò il Bill of Rights, la legge sui diritti votata dal Parlamento, che limitava pesantemente l'autorità regia, affermando che il re non poteva impedire l'entrata in vigore delle leggi approvate dal Parlamento, garantendo inoltre ai sudditi la libertà di parola, e la libertà personale e la proprietà dei singoli contro i soprusi. Dal 1688, l'Inghilterra divenne il primo esempio di monarchia costituzionale, che nei secoli seguenti sarebbe servita da modello per altre monarchie europee. Grazie a questo tipo di regime politico, largamente appoggiato dai cittadini, la potenza economica inglese si rafforzò notevolmente, ed essa divenne in breve la più ricca potenza commerciale e finanziaria del mondo, supportata anche, dal 1694, dalla fondazione della Banca d'Inghilterra e dall'unione personale sotto il regno di Guglielmo d'Orange, con l'Olanda, che durò fino al 1702, che garantì alle due nazioni il dominio assoluto dei mari. Concesso da www.tuttostoria.net e www.wikipedia.org
Sotto i discendenti di Guglielmo, l’autorità regia si rafforzò ulteriormente. Succede a Guglielmo Enrico I (1100-1135).
Alla morte di Enrico I, la figlia Matilde, che aveva sposato il conte d’Anjou Geoffroy Plantagenet, vide contestati i suoi diritti alla successione da un altro pretendente. In seguito a ciò, si ebbe un periodo di anarchia che terminò nel 1154 con l’ascesa al trono di Enrico II, figlio di Matilde. Questi, ricevette in eredità dalla madre dei vasti possedimenti francesi, l’Anjou, il Poitou, la Touraine, la Normandia e altri ancora. Con la sua abilità, egli seppe estendere ulteriormente i propri domini: la moglie Eleonora gli portò in dote il Ducato di Aquitania, nel sud della Francia.
All'alba del XII secolo, l'Irlanda continuava ad essere divisa in molti piccoli regni. A partire dal 1166, l'Irlanda vide avviato un processo di unificazione operato da Rory O'Connor, il quale spostò la capitale a Dublino. Un importante capo militare, tuttavia, Mac Morrough, volle opporsi alla politica regia e fu costretto a fuggire in Inghilterra da re Enrico II. Il sovrano, avendo ricevuto da papa Adriano IV il mandato di sottomettere l'isola e di regnarvici sopra, decise di cogliere l'occasione per muovere guerra ad O'Connor e per farsi riconoscere nuovo Re d'Irlanda. Dunque re Enrico decise di inviare Riccardo di Clare, duca di Pembroke, a prendere possesso dell'isola a nome dei plantageneti e, una volta che l'Irlanda fu sottomessa del tutto (1171), il sovrano si fece giurare fedeltà da tutti i vassalli e concesse numerosi privilegi, come, per esempio, una certa autonomia dal sistema giuridico inglese. I capi locali, quindi, conservarono le proprie terre ed il proprio potere e l'isola non venne soggetta alla Common Law, il codice giuridico in vigore in tutto il resto del regno, se non nella piccola enclave amministrata direttamente dagli inglesi, detta The Pale.
I suoi ultimi anni di vita vennero funestati dalle ribellioni dei baroni; dopo la sua morte, avvenuta nel 1189, l’indisciplina feudale accrebbe sotto il regno dei suoi due successori. Il primo, Riccardo Cuor di Leone (1189-1199), più che un politico fu un grande guerriero, che tra Crociate e guerre contro la Francia, ebbe poco tempo da dedicare al governo del Paese. Il secondo, Giovanni Senza Terra, venne ripetutamente sconfitto da Filippo II Augusto re di Francia, perdendo il possesso della maggior parte dei domini francesi. Nel 1215, nel corso di una imponente sollevazione generale guidata dai baroni, alla quale presero parte molti cavalieri, cittadini, e la stessa città di Londra, re Giovanni venne costretto a sottoscrivere la Magna Charta Libertatum, un documento fondamentale nella storia delle costituzioni, che favoriva i baroni e i cavalieri, ma conteneva anche importanti concessioni per le città. Ai nobili essa garantiva il possesso eriditario dei loro feudi ed il diritto di essere giudicati da un tribunale composto di loro pari. La Charta stabiliva inoltre che nessun uomo poteva essere arrestato o sottoposto a procedimenti nella persona o negli averi senza essere stato prima giudicato dai suoi pari. La Magna Charta assunse l’importanza che le spettava solo perchè venne difesa per lungo tempo contro gli arbìtri sovrani, finchè nel 1295, sotto il regno di Edoardo I, venne convocato un Parlamento composto, oltre che dai baroni e che dai cavalieri, anche dai rappresentanti delle città, permettendo così al Terzo stato di partecipare alla vita politica inglese. Il Parlamento sostituì il precedente Gran Consiglio del regno, assumendo sempre più importanza. Nel 1297 esso aveva fatto proprio il diritto di approvare nuove imposte, mentre nel secolo successivo acquisì il diritto di votare le leggi e di giudicare come un tribunale supremo sulle questioni politiche, ed in particolare per eventuali mancanze di ministri del governo regio. Dal 1343, il Parlamento si divise in due camere: la House of Lords, composta da baroni laici, arcivescovi e dagli abati dei conventi di maggiore importanza, e la House of Commons, della quale facevano invece parte i cavalieri, in rappresentanza delle contee e i borghesi, in rappresentanza delle loro città.
Edoardo I conquistò il Galles e tentò di porre sotto il suo controllo la Scozia. Più disastrosi i regni del figlio Edoardo II (1307-1327) e quello di Edoardo III (1327-1377), che fu costretto a concedere terre alle famiglie nobiliari, accrescendo così il loro potere.
Edoardo di Woodstock, Principe di Galles (15 giugno 1330 - 8 giugno 1376), popolarmente chiamato il Principe Nero, era il primogenito del re Edoardo III d'Inghilterra e di Filippa di Hainault, e padre di Re Riccardo II d'Inghilterra.
Non divenne mai re perché la sua morte precedette di un anno quella del padre, consentendo al figlio Riccardo, anche se minorenne, di salire al trono.
Riccardo II (6 gennaio 1367 – 14 febbraio 1400) divenne erede al trono d’Inghilterra e fu fatto Principe di Galles quando il Principe Nero morì improvvisamente nel 1376. L’anno seguente morì anche suo nonno Re Edoardo III, lasciandolo sovrano a soli 10 anni.
La Guerra delle due Rose terminò con la vittoria, nella battaglia di Bosworth Field (1485), di Enrico Tudor, che salì sul trono col nome di Enrico VII.
Nel 1509 sul trono d'Inghilterra salì Enrico VIII, che entrò in conflitto con la Chiesa cattolica perché voleva divorziare dalla moglie, Caterina d'Aragona. Enrico non era un convinto protestante, ma per ragioni politiche diede vita a uno scisma, che portò alla nascita della Chiesa anglicana. Intanto, anche in Scozia la chiesa fu investita dalla Riforma protestante per opera di John Knox. Questi due eventi segnano per gli storici la fine del Medio Evo inglese.
Alla morte di Giacomo I, venne incoronato re suo figlio Carlo I, che regnò dal 1625 al 1649. Egli inasprì il dispotismo politico del padre. Cosigliato dal suo favorito, il Duca di Buckingham, Carlo I fece ricorso alla guerra al fine di riassestare le casse reali, in modo tale di non dover più dipendere dal Parlamento per quanto riguardava la concessione di finanziamenti. Nessuno di questi scopi venne però raggiunto e le navi inglesi male preparate alla guerra e peggio condotte, subirono gravissime perdite in uomini e mezzi. Nel 1628 la Camera dei Comuni presentò in aula una petizione dei diritti, chiedendo al sovrano maggiori garanzie contro arresti arbitrari e requisizioni di beni di proprietà dei cittadini, stabilendo che tali atti dovessero essere preceduti da un regolare giudizio come prescritto dalle leggi vigenti. La petizione esigeva inoltre garanzie contro l’imposizione di imposte alla popolazione, sostenendo che ogni nuova imposta doveva essere approvata preventivamente dal Parlamento. Subito il re accettò quanto scritto nella petizione, ma poco dopo, con una mossa a sorpresa, sciolse il Parlamento, che non venne più convocato per undici anni, dal 1629 al 1640. Fece quindi arrestare i suoi avversari politici e inasprì le persecuzioni contro i Puritani, considerati i più accaniti oppositori dell’assolutismo realeIl 10 gennaio 1642, Carlo I abbandonò Londra e si rifugiò a York, nell’Inghilterra settentrionale, da dove diede inizio alla guerra civile contro il Parlamento.
Allo scoppio della guerra civile, a fianco del re si schierarono la vecchia nobiltàà feudale e l’episcopato anglicano, mentre con il Parlamento parteciparono allo scontro una parte della nuova nobiltà e gran parte dei gentiluomini di campagna. Oliver Cromwell era un gentiluomo di campagna discendente da una famiglia che annoverava un altro celebre rappresentante: Thomas Cromwell, l’uomo al quale il re Enrico VIII diede incarico di confiscare le terre ecclesiastiche e che in tal modo era stato fatto nobile dal re stesso e che in seguito si arricchì approppriandosi di grandi estensioni di terre. Cromwell era stato eletto nel Parlamento del 1628 ed in seguito rieletto nel Parlamento lungo, dove sedeva tra la minoranza dei Puritani indipendenti. Di certo egli non era un rivoluzionario, ma possedeva tuttavia un carattere fermo, ma soprattutto credeva sinceramente nei suoi principi religiosi e politici. Cromwell si era guadagnato la stima dei contadini della sua contea, dei quali aveva preso le difese contro le enclosures e con essi egli creò i primi nuclei di truppe addestrate secondo i suoi principi. Convinto dell’importanza di disporre di una buona cavalleria, egli reclutò tra i contadini e gli artigiani del Cambridgeshire gli uomini necessari a formare i primi reparti di questa specialità. Questi uomini si misero presto in luce per le loro qualità umane e militari: usavano preparsi alla battaglia recitando preghiere, ed entravano nel vivo del combattimento cantando salmi. Dopo la battaglia, anzichè darsi al saccheggio e alle gozzoviglie, onoravano i caduti e pregavano. Cromwell si rivelò uno dei più eminenti comandanti militari del suo tempo e lo dimostrò nella battaglia di Marston Moor, il 2 luglio 1644, la prima vittoria in campo aperto contro le truppe monarchiche; i suoi soldati, che nell’occasione tenevano il fianco sinistro dello schieramento, furono decisivi per la vittoria finale. Questo esercito di nuovo modello, ottenne la vittoria decisiva presso Naseby, il 14 giugno del 1645. Incoraggiato dagli scontri avvenuti all’interno della Camera dei Comuni, Carlo I riuscì a fuggire dalla prigione nella quale era detenuto, rifugiandosi sull’isola di Wight dove innalzò nuovamente le insegne regie. Grazie ad un accordo segreto, egli riuscì a far scendere in campo sotto il proprio comando l’esercito Scozzese, che penetrò in territorio inglese. In Irlanda i fedelissimi del re mettevano insieme un altro esercito e in Inghilterra, in molte città, si verificarono delle sollevazioni monarchiche. Anche una parte della flotta disertò ponendosi agli ordini del Principe di Galles, figlio di Carlo I. La nuova guerra civile, durò solo alcuni mesi: in agosto Oliver Cromwell sconfisse in maniera decisiva l’esercito Scozzese nei pressi di Preston. Nel contempo le sollevazioni monarchiche vennero facilmente domate e la flotta del Principe di Galles, venne dispersa ed inseguita dalle navi dell’ammiraglio Blake. All’inizio delle ostilità, mentre l’esercito lasciava Londra per andare incontro agli Scozzesi, in Parlamento si riformò la maggioranza Presbiteriana che riprese immediatamente i contatti con il re al fine di riconsegnarle il trono. Ma quando nel dicembre dello stesso anno, l’esercito vittorioso fece ritorno, il colonello Pride, in rappresentanza dello Stato Maggiore, si presentò all’assemblea parlamentare con una lista di 140 nomi. Tutti i maggiori esponenti della maggioranza presbiteriana, vennero cacciati dai propri seggi ed alcuni vennero anche arrestati. Ciò che restava del Parlamento, una settantina di deputati, divennero uno strumento nelle mani del Consiglio di Stato e di Cromwell. Per giudicare il re venne convocata un’Alta Corte di Giustizia, composta da ufficiali, giuristi e membri del Palamento e del Consiglio comunale di Londra. Questo organismo condannò Carlo I alla pena di morte per decapitazione come tiranno, traditore, omicida e nemico del Paese. La sentenza venne eseguita pubblicamente il 30 gennaio del 1649. Una settimana più tardi, la Camera dei Comuni approvò due leggi che abolivano di fatto la monarchia e la Camera dei Lords. Il Parlamento divenne il detentore del potere supremo dello Stato, essendo stato eletto dal popolo e fonte di ogni giusto potere. In questo modo, l’Inghilterra smetteva di essere una monarchia e diveniva una Repubblica.
Alla morte di Cromwell, avvenuta il 3 settembre del 1658, la carica di Lord protettore venne assegnata a suo figlio Richard Cromwell. Subito dopo la sua elezione, scoppiarono discordie tra gli stessi generali che lo avevano eletto, ed egli fu costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Sfruttando questa grande opportunità, dalla Scozia arrivarono le truppe del generale Monk, che occuparono a sorpresa Londra, dove convocarono ciò che restava del Parlamento, obbligandolo a votare la restaurazione monarchica.
Al re Guglielmo III d’Orange, successe la figlia Anna, il cui regno durò dal 1702 al 1714 e che diede al regno il nome di Gran Bretagna. Nel 1701 venne adottata la legge che regolava la successione al trono: il trono inglese può essere ereditato solo da un protestante; in quell’occasione vennero ulteriormente limitati i poteri del re: innanzitutto venne stabilito che ogni legge portasse la firma del membro del Consiglio segreto che l’aveva proposta. In questo modo veniva tolta al re la responsabilità per l’approvazione della legge, trasferendola di fatto ai ministri, che in tal modo acquisivano una maggiore importanza. Il re si privò inoltre del diretto di destituire i giudici, ed inoltre venne dichiarata non più valida la grazia reale se concessa a persone condannate dalla Camera dei Comuni. Importanti passi avanti nell’evoluzione costituzionale inglese, vennero fatti sotto il regno dei primi due sovrani della dinastia di Hannover. Sia Giorgio I (1714-1727) che Giorgio II (1727-1760) entrambi provenienti dalla Germania, non nutrivano grande interesse per il Regno Unito, considerandolo come una fonte di arricchimento della propria famiglia e come forza diplomatica e militare da utilizare per gli interessi del Principato di Hannover. Inoltre, essendo entrambi tedeschi di nascita, non capivano la lingua inglese, astenendosi quindi volentieri dalle sedute del Consiglio Segreto, o Consiglio della Corona. Questo Consiglio, si trasformò in breve in organo deliberativo, presieduto da un presidente eletto dal Parlamento, divendo in modo graduale il vero governo del Paese ed estromettendo il sovrano dalla direzione dello Stato. Il re incaricava di presiedere il Consiglio Segreto il leader espresso dal partito che aveva ottenuto la maggioranza in Parlamento.
Giorgio III diventò re quando suo nonno, Giorgio II, morì il 25 ottobre 1760. Il suo lungo regno si estese in un arco di tempo critico per la storia della Gran Bretagna: l'inizio della Rivoluzione Industriale, la Rivoluzione Americana, le guerre napoleoniche si verificarono tutte nel corso della sua vita.
L'Atto d’Unione del 1800 fuse il Regno d'Irlanda ed laGran Bretagna, creando così il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, con effetto dal 1 gennaio 1801. Nelle elezioni generali britanniche del dicembre 1918, il partito indipendentista Sinn Fein conquistò 73 dei 106 seggi della Camera dei Comuni (Londra) che si assegnavano in Irlanda. Nel gennaio 1919, i membri del parlamento eletti per il Sinn Fein rifiutarono di prendere possesso del loro seggio a Westminster ed insediarono un parlamento irlandese fuorilegge, il Dáil Éireann. Questo Dáil proclamò immediatamente ed in via unilaterale l'indipendenza della Repubblica irlandese che, però, non ottenne alcun riconoscimento internazionale. Dopo un'aspra guerra di indipendenza i rappresentanti del governo britannico e l'Aireacht (gabinetto) dell'Eire nel 1921 negoziarono il Trattato Anglo-Irlandese. In ambito internazionale fu riconosciuto uno stato irlandese con il nome di Stato Libero d'Irlanda. Il nuovo stato libero avrebbe dovuto coprire in teoria l'intera isola, ma le due parti concordarono che l'Irlanda del Nord (che era già diventata un'entità autonoma) potesse scegliere se rimanere sotto il Regno Unito, cosa che fece. Il Dáil approvò il trattato di pace. Le 26 contee rimaste entrarono a far parte dello Stato Libero, che avrebbe avuto lo status di dominion all' interno del Commonwealth britannico il cui capo dello stato era formalmente il Re d'Inghilterra.
Giorgio IV fu re del Regno Unito e di Hannover dal 29 gennaio 1820. Aveva precedentemente esercitato le funzioni di principe reggente a causa dell'infermità mentale del padre, Giorgio III di Gran Bretagna. Gli anni della Reggenza di Giorgio IV (1811-1820) furono segnati dalla vittoria nelle guerre napoleoniche in Europa, e da un clima culturale particolarmente vivace in patria. Giorgio era un monarca ostinato, che spesso interferì negli affari politici (soprattutto riguardo alla questione dell'emancipazione cattolica), sebbene in misura inferiore rispetto al padre. Per la maggior parte della sua reggenza e del suo regno fu il conte di Liverpool, il Primo Ministro, ad avere il governo effettivo del Regno.
Guglielmo IV di Hannover fu re del Regno Unito e dello stato di Hannover dal 26 giugno 1830. Guglielmo, era figlio di Giorgio III e fratello di Giorgio IV. Durante la sua giovinezza servì nella marina e fu per questo soprannominato il Re Marinaio. Il suo regno fu breve, ma segnato da alcune importanti riforme: la legislazione sui poveri (la Poor Law) fu modernizzata, il governo municipale democratizzato, il lavoro dei bambini venne ristretto e la schiavitù abolita in tutto l'Impero Inglese. Morto senza eredi, il trono inglese passò alla nipote Vittoria, mentre il regno di Hannover, in cui vigeva la legge salica, passò al fratello minore, Ernesto Augusto.
Vittoria fu Regina del Regno Unito dal 20 giugno 1837 fino alla sua morte. Il suo regno durò più di sessantatré anni ed è ancor oggi il più lungo della corona britannica. Il suo regno fu segnato da una grande espansione dell'Impero Britannico, e fu preceduto dalla prima rivoluzione industriale, un periodo di grandi cambiamenti sociali, economici e tecnologici nel Regno Unito. La Principessa Vittoria incontrò il suo futuro marito Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, quando aveva sedici anni. Il Principe Alberto e Vittoria erano primi cugini, suo padre era fratello della Duchessa di Kent e Strathearn. Lo zio, Re Guglielmo IV, disapprovava l'unione, ma le sue obiezioni non dissuasero la coppia. Molti studiosi hanno suggerito che il Principe Alberto non fosse innamorato della giovane Vittoria, e che entrò in relazioni con lei solo per elevare il suo status e per la sua mancanza di senso del dovere. In effetti lui era un principe tedesco di minore importanza e la sua famiglia desiderava il matrimonio. La Regina sposò il Principe Alberto il 10 febbraio 1840 nella Cappella Reale dentro San James Palace, quattro giorni prima, Vittoria aveva concesso il titolo di Sua Altezza Reale al consorte. Inoltre il nome della Casa Reale venne cambiato per riflettere il matrimonio di Vittoria con il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha.
Regnò dal 22 gennaio 1901 (morte di Vittoria) al 6 maggio 1910 Edoardo di Galles, (9 novembre 1841 - 6 maggio 1910), con il nome di Edoardo VII, figlio del principe Alberto Wettin e Vittoria d'Inghilterra. Gli successe il figlio secondogenito Giorgio V.
Giorgio V del Regno Unito è stato re del Regno Unito, dell'Irlanda e degli altri Domini britannici dal 6 maggio 1910, morte del padre, fino al 20 gennaio 1936, giorno della sua morte. Nel 1917 rinunciò per se e per i propri discendenti ai titoli tedeschi di Sassonia-Coburgo-Gotha (ereditati dal nonno Alberto, marito della regina Vittoria) e assunse quello inglese di Windsor.
Edoardo VIII del Regno Unito (Richmond, Surrey UK 23 giugno 1894 - Parigi 28 maggio 1972) è stato re del Regno Unito, dell'Irlanda e degli altri Domini britannici dal 20 gennaio 1936 fino all'11 dicembre 1936, giorno della sua abdicazione. Edoardo è il primogenito del re Giorgio V e della Principessa Victoria Mary di Teck fratello del duca di York. Nel dopoguerra Edoardo frequenta donne sposate, destando le critiche della società tradizionalista. Una di queste signore, l'americana Thelma Morgan, gli presenta Wallis Simpson, divorziata e successivamente rimaritata; Edoardo e Wallis, in occasione di un viaggio di Thelma, diventano amanti. Alla morte del padre Giorgio V, avvenuta il 20 gennaio 1936, Edoardo desta scandalo annunciando che sarebbe salito al trono accompagnato da Wallis Simpson, ancora legata da un vincolo matrimoniale: una tale situazione si trova in conflitto con il fatto che il re di Inghilterra è per diritto capo della Chiesa d'Inghilterra e questa proibisce il divorzio. Si apre quindi una crisi che, stante la ferma intenzione di Edoardo di sposare Wallis, si conclude con l'abdicazione a favore del fratello minore Alberto duca di York, che diventa re Giorgio VI del Regno Unito.
Evento centrale del regno di Giorgio VI fu la seconda guerra mondiale, combattuta dalla Gran Bretagna, alleata della Francia e poi degli Stati Uniti, contro l’Asse italo-tedesco. Durante tutta la guerra, e in modo particolare durante il difficile periodo dei bombardamenti su Londra, seppe conquistare la stima e l’affetto dei suoi sudditi, rimanendo sempre saldo al suo posto e rifiutando ogni fuga. Nel dopoguerra fu tra i principali promotori della ripresa economica e sociale della Gran Bretagna. Intanto l'Irlanda abbandonò il Commonwealth nel 1949, quando divenne una repubblica. È morto di cancro il 6 febbraio 1952 ed è sepolto, assieme alla moglie Elisabetta (per 50 anni l’amata Regina Madre), nella cappella di San Giorgio a Windsor.
Elisabetta II (Elizabeth Alexandra Mary Windsor) (Londra, 21 aprile 1926) è salita al trono dal Regno Unito il 6 febbraio 1952 dopo la morte del padre.