Medio Oriente

I regni di Israele e Giudea / Le crociate / Libano e Siria dopo la dissoluzione dell'impero ottomano / La repubblica di Israele

Il regni di Israele e Giudea

Gli antichi egiziani davano a questi nomadi semiti che si aggiravano attorno all'Egitto il nome di "vagabondi delle sabbie" o Ara-Bar. Dunque sono tutti Ara-Bar quelli che poi si chiameranno poi Ebrei e Arabi.
E' piuttosto difficile separare l'etnia degli Ebrei e degli Arabi. Erano entrambi due popoli semiti. Secondo la Bibbia, Abramo è il comune patriarca delle due religioni: dell'ebrea, che sarebbe discesa da Isacco figlio di Abramo e di Sara; e la Musulmana, che (secondo Maometto) sarebbe discesa da Ismaele figlio dello stesso Abramo e di un'altra moglie alla quale il patriarca si era unito su consiglio della stessa Sara, dal momento che nei primi anni essa non era riuscita a dargli un figlio.
Una separazione più che "divisione" di questi due popoli, avviene quando una parte della discendenza di Abramo, divenuta troppo numerosa, si reca in Egitto dove vive pacificamente. Cambiata la situazione politica sotto i faraoni Ramesete II e Meneptah, questo popolo vittima di persecuzioni, sotto la guida di Mosè decise di tornare in Palestina, attorno al 3000 a.C. Gli Ebrei, sovrappostisi ai Cananei, giunsero alla metà del secondo millennio a.C., in un periodo caratterizzato da un regime di accentuata aridità, che spingeva molte popolazioni a cercare nuovi territori per vivere. Fondarono centri di vita urbana e religiosa.
Una serie di regni e stati ebraici ebbe vita nella regione per oltre un millennio a partire dalla metà del secondo millennio a.C. Ricordiamo per brevità il Regno di Israele distrutto nel 722 a.C., anno dell'invasione assira, e il Regno di Giuda (distrutto nel 607 a.C.). Questo fu poi ricostruito nel 530 a.C., e fu posto sotto prottetorati diversi, dai Persiani ai Romani, fino al fallimento della grande rivolta ebraica contro l'Impero Romano, che provocò la massiccia espulsione degli Ebrei dalla loro patria o il loro volontario esilio. Il primo califfato musulmano strappò la regione medio orientale all'Impero romano orientale nel VII secolo e vi impiantò coloni arabi.

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Le crociate

Storicamente, le Crociate furono una serie di campagne militari, per lo più sancite dal papato di Roma, che si svolsero dall'XI al XIII secolo. In origine, furono tentativi da parte della Chiesa Romana di riconquistare la Terra Santa ai Musulmani, anche se diversi storici ritengono che tra i motivi principali che originarono le crociate ci fu anche la volontà, da parte del Papa, di incanalare le frequentissime dispute tra i nobili, in una direzione diversa, fuori, cioè, dall'Europa.
Il Regno di Gerusalemme fu fondato in seguito alla presa di Gerusalemme da parte dei Crociati nel 1099, l'apice della prima crociata. Goffredo di Buglione, uno dei capi della spedizione, fu scelto come primo Re, ma egli rifiutò, affermando che nessun uomo avrebbe dovuto ricevere una corona dove Cristo aveva indossato la sua corona di spine, rivendicando invece la carica di Advocatus Sancti Sepulcri, "difensore del Santo Sepolcro".
Le origini dei Templari risalgono alla prima Crociata guidata dal famosissimo Goffredo di Buglione a cui parteciparono in tanti non certo mossi da interessi economici! (come i maliziosi pensano e come molti storici accusano). A dimostrazione di questo si può guardare la condotta di Goffredo di Buglione dopo la conquista: sarebbe potuto diventare Re di Gerusalemme, (era lui a capo della Crociata, non sarebbe stato strano) ma rifiutò la carica, volendo essere soltanto “Difensore del Santo Sepolcro” e lasciando il governo della regione a Baldovino… mai visto ideali più puri.
Comunque, una volta riconquistata Gerusalemme, la maggior parte dei Crociati tornò in Europa, alle loro case e alle loro famiglie, lasciando così Gerusalemme quasi senza protezione. Proprio in questo momento entrano in gioco i Templari. Hugues de Payns (NON Ugo da Pagani di vicino Salerno, come qualcuno erroneamente dice), insieme ad altri otto cavalieri partono dalla Francia per andare in TerraSanta con lo scopo di difendere i pellegrini dagli attacchi delle bande dei musulmani… venivano chiamati inizialmente i “Poveri Cavalieri di Cristo” ed erano un Ordine contemporaneamente monastico e guerriero. Questa fu un’idea veramente rivoluzionaria per quel tempo! Scavalcò la tradizionale divisione sociale formata da: Bellatores (coloro che combattevano), Oratores (coloro che pregavano), e Laboratores (coloro che lavoravano). Dopo averli ascoltati, Baldovino II concesse loro come quartier generale un'ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sion, accanto a quello che era stato il Tempio di Salomone per cui il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme", e furono più semplicemente riconosciuti come "Templari".
La Regola Templare era formata da 72 articoli ed era durissima. Veniva vietato qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare neanche la madre, ma bisognava salutarla compostamente chinando il capo), non si poteva andare a caccia, erano banditi il gioco dei dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i capelli andavano corti o rasi, in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2 per pregare, bisognava dormire “in armi” per essere sempre pronto alla battaglia. C’erano regole anche sul modo di mangiare e sul modo di vestirsi. Bisognava veramente avere una sincera vocazione per sottomettersi a tali ferree regole!
Dopo questa approvazione ecclesiastica ufficiale, la fama dell'Ordine del Tempio crebbe rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa crescendo anche la potenza e la ricchezza dell'Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee praticamente da ogni strato sociale.
Hugues tornò a Gerusalemme con un gran numero di reclute, che divennero perfetti cavalieri templari combattenti, grazie alla vita comunitaria che conducevano, alle preghiere ed agli allenamenti durissimi… saldi nel corpo e nello spirito. Per noi uomini di oggi è difficile accettare violenza giustificata da motivazioni religiose, ferisce la “sensibilità” di molti, ma bisogna entrare nella mentalità dell’epoca (anche se è molto, ma molto difficile) e non pensare subito “è sbagliato”. In TerraSanta i musulmani stavano commettendo crimini che vanno fuori di ogni cognizione: le popolazioni europee erano fin troppo stanche dei soprusi che dovevano subire in TerraSanta, da centinaia di anni! Fin dall’800, infatti, i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro venivano uccisi, derubati, le donne violentate, nel migliore dei casi veniva imposta loro una forte tassa. La setta degli “Assassini” nacque proprio in questo periodo ed aveva come scopo l’uccisione sistematica dei pellegrini Cristiani! Questo atteggiamento intollerante da parte dei musulmani portò ad una reazione violenta degli Europei, anche se ci vollero circa 300 anni di ingiustizie per fare veramente “arrabbiare” i popoli europei.
Una piccola curiosità che voglio dirvi: a loro è dovuta anche l’invenzione dell’assegno! O meglio, del Travel Cheque, che è comunque un assegno. Per esempio i pellegrini che si volevano recare in TerraSanta, ma avevano paura di essere rapinati, potevano lasciare denari in una qualsiasi maggione templare e ricevere una quietanza di riscossione; all’arrivo in TerraSanta portavano la quietanza nella maggione e tornavano in possesso della somma di denaro lasciata prima della loro partenza.
Un aspetto da notare è la gerarchia, l’assoluto rispetto per i superiori, esistevano i Marescialli, Precettori, i Balivi, i Priori, i Gran Priori. Era una organizzazione perfetta, visto che ognuno per la gestione interna era totalmente indipendente dall'altro, e ognuno doveva rendere conto al suo superiore diretto, fino ad arrivare al Gran Maestro che era il "primus inter pares", cioè il primo tra i pari e la cosa dice molto su come la pensassero rispetto alla gerarchia. Quando moriva un Gran Maestro, il Maresciallo convocava i Dignitari, tra i quali veniva nominato un Gran Commandatario, il quale formava un consiglio di 12 Templari che dovevano procedere alla elezione del nuovo Gran Maestro. Erano 12, in quanto 12 erano gli Apostoli di Gesù.
Baldovino morì senza eredi nel 1118, e gli successe suo cugino, Baldovino di Le Bourg, Conte di Emessa, con il nome di Baldovino II. Intanto le nuove generazioni di sudditi cominciarono a sentirsi più come nativi che immigranti, e cominciarono a ragionare e comportarsi più come orientali (Siriani) che come occidentali. Spesso imparavano il greco, l'arabo e altre lingue orientali, e sposavano donne greche o armene.
Goffredo morì l'anno seguente, e gli successe il fratello Baldovino I, il quale non si fece tanti scrupoli quanto il predecessore e si fece immediatamente incoronare Re di Gerusalemme. Baldovino ebbe successo nel tentativo di espandere i domini del regno, catturando i porti di Acri, Sidone e Beirut. Egli vide anche una crescita del numero dei residenti latini, dato che la crociata minore del 1101 aveva portato rinforzi e un Patriarca latino al regno.
A Baldovino II successe nel 1131 la figlia Melisenda, che governò insieme al marito Folco. Folco morì in un incidente di caccia nel 1143, e Zengi ne approfittò catturando Edessa. La Regina Melisenda, ora reggente per suo figlio Baldovino III, nominò un nuovo conestabile, Manasse di Hierges, per sostituire Folco alla guida dell'esercito, e una seconda crociata arrivò nel 1147. La crociata si risolse con la sconfitta nel 1148. Melisenda fu reggente fino a quando fu scalzata dal figlio Baldovino III nel 1153, ma questo la nominò propria reggente e prima consigliera l'anno successivo. Importantissimo fu l’avvenimento del 1150, quando Baldovino III dopo aver fatto fortificare la città di Gaza la donò ai Templari, perché la difendessero e perché facessero sentinella al sud della Palestina.
Baldovino III morì nel 1162, un anno dopo sua madre Melisenda, e gli successe il giovane figlio Baldovino IV, che in giovanissima età fu scoperto essere lebbroso. Baldovino IV morì nel 1185 e fu succeduto da Baldovino V, figlio ancora infante di sua sorella Sibilla. Baldovino V morì entro l'anno e il governo passò a Sibilla e a suo marito Guido, il quale si dimostrò un uomo di stato disastroso. Il suo alleato Rinaldo di Chatillon, signore di Oltregiordania e della fortezza di Kerak, provocò esplicitamente Saladino fino alla guerra aperta, e nel 1187 ci fu una storica sconfitta dei Crociati. Saladino raduna ed organizza il più grande esercito che si sia mai visto: fra cavalieri, arcieri e fanti, oltre 30.000 uomini erano agli ordini del condottiero musulmano (le stime più alte arrivano a 60.000 uomini), da opporre agli eserciti Crociati, per riconquistare Gerusalemme. La vera battaglia si svolse ai corni di Hattin il 4 Luglio 1187. L'esercito Crociato dopo vari giorni di dura marcia e senza acqua (l'unica risorsa d'acqua era presidiata dai musulmani) si scontrano con l'esercito di Saladino. Saladino riuscì ad accerchiare l'esercito Cristiano che fra l'altro non aveva un'unica guida, ma ogni reggimento aveva un suo capo. Gli Ospitalieri erano guidati da Ruggero de Molinis, i Templari da Ridefort e le altre truppe Cristiane da Rinaldo di Chatillon e da altri Baroni; così diviso l'esercito Cristiano perse molto in efficacia e se ci si aggiungono la stanchezza e la sete si capisce bene perchè i Cristiani furono duramente battuti. Eliminato il grosso dell'esercito Cristiano Saladino aveva ormai la strada aperta verso Gerusalemme.
Dopo alcune settimane di assedio, il 2 ottobre 1187 la Città Santa cade nelle mani di Saladino.
La crociata che ne seguì, la terza, guidata dal famoso Riccardo Cuor di Leone d’Inghilterra e da Federico Barbarossa del Sacro Romano Impero Germanico (che morì annegato prima di arrivare in TerraSanta) si risolse soltanto con un patto con i musulmani che lasciarono una striscia di terra sul mare ai Cristiani da Tiro a Giaffa, come porto per lo scalo dei pellegrini. La città Santa era però in mani musulmane e Saladino fece abbattere tutte le croci ed in generale i segni Cristiani nella città, sostituendoli con mezzelune e simboli sacri all’islamismo. Saladino però si mostrò magnanimo con la popolazione di Gerusalemme che non venne massacrata, ma venne risparmiata, anche se dietro il forte pagamento di un riscatto.
La caduta di Gerusalemme scosse l'intera Europa, portandola alla terza crociata. Grazie agli sforzi di Riccardo Cuor di Leone, furono recuperate la maggior parte delle città costiere della Siria e dopo fu siglata col Saladino la pace di Ramla del 1192. Corrado del Monferrato sposò Isabella, figlia di Amalrico I, e fu nominato Re di questo Stato disastrato, ma fu ucciso da un Hashshashin quasi immediatamente. Isabella fu data nuovamente in moglie a Enrico II di Champagne. Per tutto il secolo successivo il Regno di Gerusalemme sopravvisse come un piccolo Stato sulla riva palestinese, con la capitale spostata a San Giovanni d'Acri, e poche altre città importanti (Tiro e Beirut), oltre alla sovranità su Tripoli e quella contestata su Antiochia. Fu programmata una quarta crociata dopo il fallimento della terza, ma essa fu deviata su Costantinopoli, saccheggiata nel 1204, e nessuno dei partecipanti arrivò mai in Terra Santa. Isabella e il suo ultimo marito, Amalrico II di Cipro, morirono nel 1205, e il Regno fu nuovamente messo nelle mani di una bambina, la figlia di Isabella e Corrado, Maria del Monferrato. Essa fu quindi data in sposa ad un cavaliere esperto e sessantenne, Giovanni di Brienne, che riuscì ad assicurare la sopravvivenza del Regno. Furono progettati piani per la riconquista di Gerusalemme attraverso l'Egitto, che risultarono nel fallimento della quinta crociata contro Damietta nel 1217. Nel 1229 l'Imperatore Federico II, titolare del Regno per effetto del suo matrimonio con l'erede Jolanda di Gerusalemme, riuscì a recuperare Gerusalemme attraverso un trattato col Sultano Ayyubide Al-Kamil (la "sesta crociata"). Il trattato ebbe effetto per poco tempo - furono ceduti ai crociati troppo pochi territori perché la città fosse difendibile - e nel 1244 la città fu riconquistata dagli Ayyubidi. La settima crociata, guidata da Luigi IX di Francia, fu ispirata da questo evento, ma ebbe l'unico effetto di sostituire nel 1250 gli Ayyubidi coi più potenti Mamelucchi a fronteggiare i Crociati.
Il titolo fu ereditato da Corrado IV, figlio di Federico II e Iolanda di Gerusalemme, e più tardi da suo figlio Corrado.
In seguito a questo evento il Regno cessò di esistere sul continente, ma il titolo reale fu rivendicato dai Re di Cipro, che per anni avevano cercato di pianificare la riconquista della Terra Santa. Per tutti i sette secoli successivi molti nobili hanno rivendicato il titolo di Re di Gerusalemme, nonostante il regno non esistesse più fisicamente.
Anche il Tempio si ritirò a Cipro dove vennero eletti due Gran Maestri: Thibaud Gaudin nel 1291 e nel 1294 Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro.

Testo scritto in parte da Fabio e in parte concesso da www.wikipedia.org

 

Libano e Siria dopo la dissoluzione dell'impero ottomano

Dopo la fine dell'Impero Ottomano con la Prima guerra mondiale, la Società delle Nazioni affidò le cinque province che oggi costituiscono il Libano al controllo della Francia. Nel 1920 in Siria, invece, era stato stabilito un regno arabo indipendente. Il 23 luglio le sue forze furono tuttavia sconfitte dall'esercito francese nella battaglia di Maysalun. La Lega delle Nazioni pose la Siria sotto il mandato francese e le truppe francesi la occuparono. Nel 1920, nel corso delle trattative post-belliche, alla Gran Bretagna viene assegnato dalla Società delle Nazioni il Mandato sulla Palestina.
Il Libano ottenne l'indipendenza nel 1943, ma solo nel 1946 le truppe francesi abbandonarono il paese. La Siria proclamò la propria indipendenza, che venne riconosciuta a partire dal 1 gennaio 1944 e le truppe francesi si ritirarono nell'aprile del 1946.

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La repubblica d'Isrele

Alla fine dell'800 nasce un movimento politico ebraico mondiale chiamato SIONISMO (dalla città di Sion). Esso rivendica il diritto di tornare in Palestina, cioè di avere una propria nazione (ancora non si parlava di Stato indipendente). I sionisti rifiutano la proposta occidentale di trasferire gli ebrei in Argentina o in Uganda.
In attesa di ritornare in Palestina, molti ebrei cominciano a partecipare alle rivoluzioni comuniste dell'URSS e di altri paesi, al fine di poter avere una propria autonomia nazionale all'interno del paese in cui vivevano, senza però riuscirvi.
Intanto la Palestina, dopo essere passata dalle mani dei romani a quelle dei bizantini, finì nelle mani degli arabi, mentre dal 1517 al 1917 fu governata dai turchi.
In Palestina gli ebrei non sono mai mancati. Si sa, ad es., che quando fu fondata da ebrei russi, nel 1882, la prima colonia agricola, vi erano almeno 24.000 ebrei. Il fatto di mettersi a lavorare la terra in Palestina, dopo 2.000 anni, determinò subito dei gravi contrasti tra loro e i contadini arabi.
D'altra parte il ritorno degli ebrei in Palestina era sostenuto dall'Inghilterra, che voleva sottrarre ai turchi la Palestina e altri territori della regione mediorientale.
L'immigrazione degli ebrei in Palestina incontrò una battuta d'arresto: 1) con la I G.M., poiché molti emigrarono verso le Americhe, 2) con la Rivoluzione bolscevica, che separò 3 milioni di ebrei dal resto della loro comunità mondiale.
Tuttavia, nel 1917 con la DICHIARAZIONE BALFOUR (ministro degli esteri inglese) l'Inghilterra si assicurava ufficialmente il compito di aiutare gli ebrei a tornare in Palestina. Nel 1922 l'Inghilterra ottiene dalla Società delle Nazioni il mandato su Palestina e Transgiordania. Ora l'immigrazione viene molto più facilitata. Commercianti, intellettuali, religiosi diventano operai, contadini, costruttori, organizzatori, pur di poter realizzare la nuova nazione. Gli ebrei in Palestina passano da 57.000 nel 1918 a 450.000 nel 1939.
Le ostilità tra arabi e palestinesi aumentano notevolmente quando gli arabi si accorgono che in Irak e in Siria, Francia e Inghilterra si comportano come paesi colonizzatori. Non potendo avere l'indipendenza in Siria e Irak, la pretendono in Palestina. A questo punto l'Inghilterra comincia ad adottare una posizione ambigua: da un lato favorisce l'immigrazione degli ebrei per tenere sotto controllo gli arabi, dall'altro la ostacola per timore di scontentare gli arabi.
Nel corso della II G.M. gli ebrei palestinesi si impegnano a fianco degli inglesi. Alla fine della guerra, quando gli inglesi si accorgono che i sionisti vogliono costruire uno Stato autonomo, indipendente dall'Inghilterra, cercano subito di bloccare la loro immigrazione in Palestina.
Dal 1945 al '48 gli ebrei iniziano la lotta contro gli inglesi, anche con azioni terroristiche, al fine di togliere il mandato all'Inghilterra e consentire la libera immigrazione agli ebrei superstiti di tutta Europa.
Quando alla lotta ebraica contro gli inglesi si associa anche quella araba, e soprattutto quando gli ebrei cominciano a chiedere l'appoggio degli USA, a partire dal '45, l'Inghilterra si vede costretta ad affidare all'ONU la soluzione della questione palestinese.
E l'ONU decide di dividere la Palestina in due Stati (33 voti a favore, 13 contrari [tutti i paesi arabi] e 10 astenuti [fra cui Inghilterra]). Lo Stato ebraico si sarebbe esteso sul 56% circa del territorio palestinese con 498.000 ebrei e 497.000 arabi; quello arabo sul 43% circa del territorio con 725.000 arabi e 10.000 ebrei; infine vi sarebbe stata una zona internazionale di Gerusalemme con 105.000 arabi e 100.000 ebrei. Il ritiro britannico era fissato definitivamente per il maggio 1948. Quali furono le motivazione che spinsero l'ONU a proporre questa spartizione?
1) L'occidente nutriva forti sensi di colpa nei confronti degli ebrei sterminati dai nazisti.
2) L'URSS non si era opposta a questo progetto, aveva solo detto che l'ideale sarebbe stato uno Stato binazionale. 3) I palestinesi, in quel momento, non avevano la forza politica sufficiente per opporsi alla spartizione, né appoggi internazionali validi.
4) L'ONU era convinto che Israele avrebbe rispettato alla lettera il progetto.
Gli ebrei infatti accettano subito la spartizione, i palestinesi no. Gli scontri iniziano subito. Lo stesso giorno in cui gli inglesi se ne vanno si proclama a Tel Aviv lo Stato d'Israele, senza però riferirsi ai confini stabiliti dall'ONU. Poche ore dopo gli eserciti arabi di Egitto, Giordania, Siria, Libano, Irak e Arabia Saudita varcano i confini della Palestina e scatenano la Guerra arabo-israeliana del 1948-49, che si conclude in tal modo: alla Giordania la sponda occidentale del Giordano, all'Egitto la striscia di Gaza, ma i palestinesi non ottengono alcuno Stato, mentre Israele occupa il 78% del territorio della Palestina.
La seconda guerra è quella Israelo-egiziana, scoppiata nel 1956, in seguito alla nazionalizzazione egiziana della Compagnia che controllava il Canale di Suez. Francia e Inghilterra intervengono subito militarmente e Israele si allea con loro, in quanto l'Egitto aveva intenzione di chiudere il canale al suo commercio. Israele risponde occupando la penisola del Sinai, ma USA e URSS la costringono a riconsegnarla all'Egitto, il quale, in cambio, dovrà tenere aperto il canale per Israele. Il canale resta nazionalizzato.
La terza guerra è quella dei sei giorni del 1967. Inizia ai confini di Israele/Siria, ma prosegue in Egitto e in Giordania. L'Egitto chiude di nuovo il canale a Israele, ma gli ebrei lo attaccano all'improvviso con l'aviazione e si annettono l'intera penisola del Sinai, inclusa la striscia di Gaza. La Siria perde le alture del GOLAN. La Giordania perde la CISGIORDANIA. Alla fine della guerra Israele si trova ad occupare un territorio tre volte maggiore di quello previsto dall'ONU.
Intanto nel 1964 viene fondata l'OLP. Nel 1974 essa ottiene il riconoscimento dello status di osservatore dell'ONU.
Nel 1973-74 scoppia la guerra del Kippur o Ramadan, voluta dall'Egitto per riprendersi il Sinai e cacciare gli ebrei dal canale. Il mito della invincibilità d'Israele crolla. Egiziani e Siriani attaccano contemporaneamente. Israele è costretta a cedere una parte dei territori conquistati con le guerre precedenti, ma riesce ad occupare nuovi territori in Egitto. Nel '77 l'Egitto fa un trattato di pace con Israele: per la prima volta un paese arabo riconosce lo Stato d'Israele. In cambio vuole la totale restituzione dei territori occupati. Nel '78 a Washington si fa la pace di Camp David. Israele restituisce tutta la penisola del Sinai, i palestinesi ottengono una semplice autonomia amministrativa (ovvero Gaza e Cisgiordania restano a Israele). Gli accordi non piacciono al mondo arabo. L'Egitto viene isolato, per cui i suoi rapporti coll'occidente si fanno più stretti. Dopo l'assassinio del presidente egiziano Sadat, l'Egitto si riavvicina al mondo arabo. Nel '78 Israele invade il sud del Libano, contro l'OLP e la sinistra libanese. Occupa Tiro. A tutt'oggi la zona non è stata completamente evacuata. Nessun paese arabo ha mosso un dito a favore dell'OLP. Per la prima volta in Israele gruppi di ebrei democratici protestano contro questa guerra che non ritengono difensiva.
Alla fine del 1987 scoppia l'Intifada in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme-est.
Nell'88 l'OLP ha riconosciuto per la prima volta il diritto di Israele ad esistere secondo la formula "due Stati per due popoli" e ha ripudiato il terrorismo. Israele rifiuta la formula sia perchè in questo momento domina i palestinesi, sia perchè vuole avere tutta Gerusalemme come propria capitale. Attualmente Israele invia nuovi coloni nei territori occupati al fine di togliere la terra ai palestinesi costringendoli così a emigrare.

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