Messico e paesi circostanti

La colonizzazione / La decolonizzazione

 

La colonizzazione

Negli anni 1519-21 importante fu la spedizione militare dei 600 conquistatori castigliani comandati dall'hidalgo F. Cortés, che fornito di 16 cavalli e armato di 13 cannoni, era partito da Cuba verso le zone interne del Messico, alla conquista dello Stato degli aztechi, le cui ricchezze non erano inferiori a quelle dell'India. Cortés aveva organizzato la spedizione con i guadagni ottenuti da una piantagione di Cuba. Le vittorie abbastanza facili dei suoi reparti militari dipesero sostanzialmente da tre fattori:
- a) la lunga esperienza politico-militare acquisita dai mercenari durante la "Riconquista": proprio in virtù di quel processo di unificazione nazionale si poterono trasferire nelle colonie (adattandole) quelle strutture di dominio che in parte erano già state collaudate nella madrepatria lottando contro i mori;
- b) l'impiego di armi da fuoco, corazze d'acciaio e cavalli (mai visti prima in America). Sia nel XV che nel XVI sec. i navigatori, esploratori e conquistatori euroccidentali erano convinti, non meno dei crociati dei secoli precedenti, di appartenere alla parte civilmente e religiosamente avanzata dell'umanità, ma mentre nel Medioevo lo scontro armato contro l'"infedele" era alla pari, ora la superiorità tecnologica degli europei era decisamente superiore. Questo spiega anche perché i 200.000 europei che alla fine del '500 si trovavano oltreoceano erano in grado di controllare popolazioni indigene da 50 a 100 volte più numerose;
- c) le discordie intestine fra gli aztechi e le tribù loro soggette. In un primo momento gli aztechi accettarono la cattura, con l'inganno, del loro re Montezuma e che gli spagnoli governassero a nome suo il Paese. Ben presto però scoppiò una grande insurrezione contro gli avidi e spietati conquistatori (ad es. tutti gli oggetti d'oro venivano fusi in lingotti e distribuiti fra i componenti della spedizione). Cortés assediò la capitale Tenochtitlan (l'odierna Città del Messico) con un esercito di 10.000 uomini (in gran parte indigeni anti-aztechi): dei 300.000 abitanti che la città aveva ne morirono ben 240.000. I vincitori s'impadronirono di 600 kg d'oro. Nel 1521 il Messico divenne una colonia spagnola, con il nome di Nuova Spagna: l'oro, le pietre preziose e le terre vennero suddivise tra i colonizzatori. Successivamente la Nuova Spagna si allargò a Guatemala e Honduras. Nel 1546 sottomisero i Maya nello Yucatan.
Le Bahamas furono conquistate dagli inglesi nel XVII secolo.
Il nome Barbados fu coniato nel 1536 dall'esploratore portoghese Pedro A. Campos che chiamò l'isola "Os Barbados" ("I Barbuti") ispirandosi agli alberi da ficus che vi crescevano e le cui lunghe radici aeree sembravano "barbe". Quando gli inglesi vi si insediarono per la prima volta nel 1627 l'isola era disabitata, sebbene fosse stata abitata in precedenza dagli Arawak. Barbados fu perciò ripopolata con schiavi africani impiegati nelle piantagioni di zucchero fino al 1834, anno in cui la schiavitù fu abolita.
Il primo esploratore dell’attuale Belize fu Hernán Cortés nel 1524. Gli inglesi sotto P.Wallace vi si insediarono nel 1638 fondando l'Honduras Britannico.
Nel 1795 la Spagna consegnò alla Francia una parte occidentale della Spagnola (oggi Haiti).
Domenica, possedimento francese, nel 1763 fu ceduta ai britannici, che ne fecero poi una colonia nel 1805.

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La decolonizzazione

I diminuiti legami con la madrepatria, ulteriormente affievoliti dall'ascesa, nel 1806, di Giuseppe Bonaparte come nuovo re di una Spagna assoggettata all'impero francese, favoriscono la nascita di un movimento di indipendenza. Dopo undici anni di guerra e la sconfitta dell'esercito spagnolo per mano delle truppe ribelli di Agustín de Iturbide e Vicente Guerrero, dal 28 settembre 1821, il viceré spagnolo Juan O'Donojú viene deposto e gran parte del territorio si proclama indipendente costituendo il Primo Impero Messicano.
Il periodo conosciuto come primo Impero Messicano iniziò dopo la Guerra d'Indipendenza del Messico nel 1821. Durante i primi anni della guerra d'indipendenza che iniziò il 16 Settembre del 1810 l'esercito indipendentista repubblicano aveva ottenuto poco, visto che i creoli e gli spagnoli, che assieme formavano più del 50% della popolazione (che allora era di 6 milioni), erano leali alla Spagna. Il conflitto iniziò con forti tinte religiose, visto anche che era comandato da sacerdoti. La lotta divenne guerriglia confinata alle montagne del sud fino a che un abile colonello di nome Agustin de Iturbide strinse un alleanza con tutte le fazioni e riuscì a firmare l'indipendenza, in maniera abbastanza pacifica. Agustín de Iturbide, un militare realista, proclamò nel 1821 il Piano de Iguala che stabiliva le famose tre garanzie: l'indipendenza del Messico; la conservazione della Chiesa Cattolica; l'unione di tutti gli abitanti della Nuova Spagna riferendosi a messicani e spagnoli. Il piano non cambiò la situazione sociale del paese, solo la politica, dando più potere ai creoli e ai messicani, ma invitavano ad un monarca europeo a prendere il trono dell'Impero del Messico. Nessun monarca accettò per evitare di entrare in conflitto con la Spagna. A questo impero si sommano anche le recenti repubbliche indipendenti centroamericane: Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica.
Il 25 Febbraio 1822 cominciò la sua attività il Congresso Costituente. Il 18 Maggio la sollevazione del reggimento di Celaya esige che Iturbide sia nominato Imperatore; al reggimento si uniscono altri gruppi dell'esercito, e la mattina seguente il congresso proclama Agustin de Iturbide Imperatore del Messico, con il nome di Agustin I. Alcuni repubblicani continuarono a opporsi, e alcune guarnigioni spagnole, continuarono la resistenza. L'opposizione del Congresso e la sua incapacità di costruire una nazione portarono Iturbide a scioglierlo il 31 Ottobre. Al suo posto viene creata una Giunta costituente che prendera il compito di redigere una costituzione. A dicembre il Generale Antonio Lopez de Santa Anna si solleva in favore dell'istituzione repubblicana. Il 6 Dicembre Santa Anna e Guadalupe Victoria proclamano il Piano di Veracruz, esigendo la restaurazione del congresso. Nel frattempo Iturbide inviò il generale Echavarri contro Santa Anna, ma senza ottenere alcun risultato contro i repubblicani, le pressioni da parte degli oppositori sono così forti che Iturbide prima riconvoca il Congresso da lui sciolto e poi il 19 Marzo 1823 abdica davanti allo stesso.
Dalla scissione del Messico nascono le Province Unite dell'America Centrale, stato dell'America Centrale dal luglio 1823 al 1840. Alla federazione, che comprendeva inizialmente Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica, si aggiunse anche nel 1830 un ulteriore stato, il Los Altos, che occupava la zona montuosa occidentale dell'attuale Guatemala e parte dello stato messicano del Chiapas. Tuttavia la federazione incontrò ben presto problemi insormontabili: il progetto democratico e liberale fu fortemente ostacolato dalla fazione conservatrice, alleatasi con il clero cattolico ed il potentato dei latifondisti. Inoltre il sistema dei trasporti interni e delle comunicazioni fra i diversi stati risultò essere del tutto deficitario, la maggior parte della popolazione non sentì mai propria tale integrazione fino a rifiutarla e la burocrazia prese il sopravvento. Tra il 1838 ed 1840 la federazione, a causa di una guerra civile interna, si disgregò. Quando la Federazione si sciolse a causa della guerra civile, Los Altos si dichiarò una repubblica indipendente. Tuttavia Los Altos furono riportate al Guatemala con la forza nel 1840 dall'esercito di Rafael Carrera.
Quando i conservatori del Messico vennero sconfitti nella cosiddetta Guerra di Riforma decisero di cercare aiuto nelle case regnanti europee, al fine di instaurare in Messico un governo imperiale affine all'ideologia cattolica. A tal fine crearono una commissione che si dedicò a visitare le case regnanti d'Europa al fine di ottenere un appoggio alla propria causa. Per mezzo della sposa spagnola di Napoleone III di Francia si rivolsero a Massimiliano d'Asburgo che si mostrò disposto a partecipare "all'impresa", e dopo aver ottenuto il sì di Napoleone III accettò la Corona. A Napoleone III l'idea di creare un impero in Messico piacque subito e decise rapidamente di appoggiare i conservatori, inviando l'esercito Francese ad invadere il Messico, con il fine di stabilire un governo pro-francese vicino agli Stati Uniti. L'esercito francese venne sconfitto nella famosa Battaglia di Puebla, ma l'anno seguente i francesi ritornarono e presero la città di Puebla, e finalmente con l'appoggio dei conservatori messicani presero Città del Messico e con questa il potere, instaurarono una monarchia parlamentare e dichiararono Massimiliano d'Asburgo imperatore del Messico. La casa ufficiale dell'Imperatore fu il Castello di Chapultepec nel centro di Città del Messico. Anche se la presenza straniera venne molto criticata, sin dalle sue prime disposizioni Massimiliano diede sfoggio alle sue posizioni liberali, rispettando certi affari interni, come la chiusura dell'Universtà, perché ritenuta reazionaria. Durante l'impero, per esempio, non si parlò mai di togliere ai nuovi proprietari i beni nazionalizzati del clero. Una delle primissime disposizioni fu quella di concedere la totale libertà di stampa, così che tutti fossero liberi di esprimere le proprie opinioni. In seguito il governo imperiale dispose che i parroci dovessero applicare i sacramenti senza esigere nessun pagamento. Vennero applicate leggi di controllo sul matrimonio, sulle nascite e sui decessi e vennero istituiti i cimiteri e infine si applicarono norme per rafforzare le leggi riformiste applicate dal governo liberale che lo aveva preceduto. Massimiliano trovò nei conservatori dei grandi avversari della sua politica liberale e nei liberali una opposizione ferrea, perché rappresentava "l'invasore" e quindi l'attacco alla sovranità e alle istituzioni del Messico. E anche se l'esercito francese era riuscito a imporre il governo in vari stati, non si riuscì mai ad avere il totale controllo del paese. Per sua disgrazia al termine della Guerra Civile Americana nel 1866, Massimiliano venne a sapere che Napoleone aveva intenzione di ritirare il proprio appoggio militare, visto gli elevati costi della permanenza francese sul suolo messicano. Senza dubbio, il 1867 fu un anno cruciale per l'occupazione francese: i federalisti degli Stati Uniti vincono la guerra di successione e sono in una miglior situazione per aiutare Benito Juarez con armi e appoggio logistico, Juarez si trovava con un governo parallelo in una città del nord oggi chiamata Ciudad Juarez. L'Impero Austriaco perde la Guerra delle sette settimane contro la Prussia, facendo così annettere la Baviera alla Prussia permettendo così l'unificazione della Germania che diventa così la principale minaccia per la Francia, con questo la Francia si vede impossibilitata a mandare rinforzi in Messico per appoggiare il trono di Massimiliano I del Messico. A questo si somma la devastazione dell'Austria che non permette neanche a Francesco Giuseppe (Imperatore d'Austria) di mandare aiuti al Fratello. Nel 1867 Massimiliano riorganizza l'esercito, designando i generali conservatori per le più alte cariche dell'esercito. Ma comunque all'avvicinarsi delle truppe repubblicane a Città del Messico Massimiliano fuggì a Queretaro. Il 6 Marzo del 1867 il generale Mario Escobedo assediò la città di Queretaro mentre il generale Porfirio Diaz assediava Città del Messico, impedendo a Santiago Vidaurri di rafforzare le truppe imperiali a Queretaro. Dopo 71 giorni di assedio Queretaro cadde nelle mani delle truppe di Mariano Escobedo, Massimiliano consegnò al generale Ramon Corona la sua spada in segno di sconfitta, e il 19 Luglio venne fucilato sul monte delle campane con Tomas Mekia e Miguel Miramon. Benito Juarez entro a Città del Messico il 15 Luglio, la repubblica aveva vinto.
L’Honduras Britannico, con il nome di Belize, ottiene l’indipendenza nel 1981.

Concessi da Antico Egitto di Iside

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