Mongolia

L'impero mongolo / Dominazioni straniere e Repubblica

L'impero mongolo

Un'immensa folla di nomadi si riunì, nel 1206, per un kuriltai (consiglio generale), sulle rive del fiume Onon, in Mongolia, nel cuore di una sterminata steppa che si estendeva dalla Muraglia Cinese agli Urali e all'altopiano iranico. Quei nomadi erano giunti fin li per rendere omaggio a Temucin, il condottiero un tempo quasi sconosciuto che aveva saputo forgiare da un ammasso di tribù turbolente una nazione. Quel giorno i nomadi, riuniti in gruppi, ognuno sotto il proprio capo, gioirono all'annuncio che Temucin stava per avere un nuovo titolo: d'ora in poi sarebbe stato chiamato Gengis Khan, che tradotto dal mongolo significa "sovrano universale". A sua volta, Gengis Khan usò per primo il termine "Mongolo" per definire tutti i popoli dell'Asia centrale, senza tener conto delle antiche identità tribali. Il nome di Gengis Khan è ricordato come quello di un terribile condottiero che distruggeva imperi e massacrava le popolazioni. Alla sua morte nel 1227, Gengis Khan aveva messo insieme un impero che si estendeva dal Mar Caspio all’odierna Pechino. Quando iniziò la conquista degli Stati confinanti, i Mongoli erano inferiori alle popolazioni che assoggettavano sia per cultura sia per tecnologia che per capacità amministrative. Ma la carenza di conoscenze e di numero era ampiamente sopperita dall'estrema mobilità e rapidità sorprendente dei loro cavalieri. Il Gran Khan credeva di essere investito della sacra missione di conquistare il mondo intero, in nome dell'Eterno Paradiso Blu, ma ciò che offriva ai suoi seguaci era la prospettiva del bottino. Il servizio militare, sebbene obbligatorio per tutti i maschi, dai 14 ai 60 anni, non era senza ricompense. "Le future generazioni della nostra razza "promise Gengis Khan quando fu nominato sovrano universale "indosseranno vestiti ricamati d'oro, mangeranno cibi grassi e appetitosi, cavalcheranno stupendi cavalli, e terranno fra le braccia belle donne". Al momento della sua morte, avvenuta nel 1227, egli aveva largamente mantenuto le sue promesse.
Sotto suo figlio e successore Ogoday Khan, furono annesse al già vasto impero asiatico la Russia, la Persia, l'Armenia e il Tibet, e il nipote di Gengis Khan, Kublai Khan (di cui scrisse Marco Polo), aggiunse ulteriori territori al suo dominio durante il suo regno, compresa la parte meridionale della Cina. Ma Kublai Khan prese le parole di suo nonno troppo alla lettera, e girando le spalle alla semplicità e alle antiche tradizioni di vita mongola scelse gli splendori degli imperatori cinesi, di cui i Mongoli avevano preso il posto. Il suo regno segnò non solo la fine dell'espansione mongola, ma anche quella dello stesso regno mongolo come organismo unitario.

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Dominazioni straniere e Repubblica

Nel XVII la dominazione dei Manciuri (Cina) trasformò il paese in due province, la Mongolia interiore ed esteriore. Dopo l'invasione russa della fine del XVII secolo il paese perse la sua parte settentrionale (Mongolia interiore) ed il lago Bajkal.
L'indipendenza della Mongolia esterna fu dichiarata nel 1921 dopo una rivoluzione guidata da Sukhbaatar, ma il governo autonomo della nuova Repubblica Popolare non ebbe inizio che nel 1924, col sostegno dell'URSS.
Durante la Seconda Guerra mondiale i Sovietici difesero la Mongolia dal Giappone ed il 20 ottobre 1945, per referendum, i mongoli votarono per l'indipendenza.
Nel 1990 il Partito comunista ha cessato di controllare direttamente il governo e si è venuto a creare una repubblica ibrida in cui coesistono elementi del sistema parlamentare e presidenziale.

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