Oceania

Il regno di Tonga / La colonizzazione / La decolonizzazione

Il regno di Tonga

Dopo numerose guerre particolarmente cruente, Tonga riuscì a liberarsi di ogni dominazione straniera. Si formò così una dinastia che ebbe il titolo di Tu’i Tonga (950). Il primo Tu’i Tonga fu ‘Aho’eitu, la cui madre discendeva da un'influente famiglia di origine samoana. Suo padre, Tangaloa ‘Eitumâtupu’a, fu un alto prelato samoano. Per questo motivo, la dinastia fu sempre riconosciuta come incarnazione sia di un potere di carattere secolare che spirituale e religioso. Somiglianze di questo genere si possono riconoscere nel ruolo impersonato dai faraoni egiziani. La città eletta a capitale del regno fu inizialmente Toloa, ma fu successivamente trasferita a Heketa sotto il regno del 9° sovrano Tu'i Tonga.

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La colonizzazione

L'inizio della storia dell'Oceania si può fissare al 1606 quando lo spagnolo Luis Vaez de Torres attraversò lo stretto tra Cape York e la Nuova Guinea, e anche se effettivamente non esistono prove, è possibile che lui abbia per primo visto il continente australiano. All'inizio del XVII secolo i navigatori olandesi, in cerca di oro e spezie, arrivarono nella parte ovest di Cape York. Trovarono un ambiente arido e poco ospitale e se ne andarono. Tra il 1640 e il 1650 Abel Tasman scoprì la costa occidentale della Nuova Zelanda, l'odierna Tasmania e le Fiji. Il primo inglese a mettere piede in Australia fu un certo William Dampier, pirata, che esplorò queste zone circa 100 anni prima di Cook. Dai suoi resoconti in Europa si pensò all'Australia come a "una terra senza Dio" e primitiva. Il continente fu poi dimenticato fino al 1768, anno in cui il Ministero della Marina britannica affidò al Capitano Cook il comando dell'Endeavour con il compito di condurre una spedizione scientifica ed esplorando Australia, Nuova Zelanda, Fiji e Vanuatu.
I primi abitanti "europei" dell'Australia furono i prigionieri detenuti delle carceri inglesi: essi furono deportati in questo posto poiché, dopo la rivoluzione americana, l'Inghilterra non li poté più deportare in Nord America, infatti intorno alla fine del 1780 la situazione delle carceri inglesi era un vero disastro. Ecco allora la soluzione: il New South Wales, terra poco ospitale ma soprattutto orribile agli occhi dei poveretti, le cui colpe spesso erano legate a reati minori. Dovettero così improvvisarsi agricoltori ed esploratori. Pochi comunque, si inoltrarono oltre l'odierna Baia di Sydney ma soprattutto nessuno cercò di socializzare con gli aborigeni che vennero sempre trattati da esseri inferiori. Nel frattempo si cercò di attirare in Australia i "liberi coloni" promettendo loro terre e ricchezze. L'Australia non fu comunque colonizzata come l'America, in quanto il territorio all'interno era pressoché deserto ed offriva poco al colono che intendesse trasferirsi. Questa terra infatti costituiva un grande punto interrogativo in quanto ancora prevalentemente sconosciuta. Solo alla metà del 1800 si fondarono praticamente dal nulla città quali Hobart (che rivaleggiava con Sydney per importanza), Brisbane (fondata da un gruppo di galeotti mandati via da Sydney), Perth, Adelaide (fondata da coloni liberi) e Melbourne (fondata dai coloni che provenivano dalla Tasmania in cerca di nuove terre). Adelaide venne fondata nel 1837 e fu il primo tentativo di "colonizzazione libera". L'esperimento non ebbe il successo sperato e così il governo inglese dovette intervenire. Molti furono gli esploratori che in quegli anni rischiarono la vita affrontando pericoli e disagi di ogni genere.
La vera e propria esplorazione dell'arcipelago delle Fiji fu tuttavia compiuta dal capitano Bligh nel 1789. Nel secolo successivo le isole furono raggiunte da coloni europei, soprattutto britannici, attratti dalla possibilità di commerciare il legno di sandalo. La difficile convivenza tra i nuovi venuti e le popolazioni autoctone indusse i coloni e i capi tribali a chiedere aiuto alla Gran Bretagna. Nel 1874 le isole divennero colonia britannica.
Nel 1840, con il Trattato di Waitangi, i maori dovettero cedere anche la Nuova Zelanda alla Gran Bretagna. La politica discriminatoria intrapresa dagli inglesi a danno degli indigeni fu la causa di sanguinose rivolte fra il 1843 e il 1869. Mentre, nel 1852, la Gran Bretagna creava la Costituzione per la Nuova Zelanda. Nel 1861 la scoperta dell'oro incrementò l'immigrazione europea e già alla fine del secolo la Nuova Zelanda era uno degli stati dell'impero britannico a più avanzata legislazione sociale. Il ministro Seddon intraprese diverse nazionalizzazioni, estese il suffragio universale alle donne e introdusse la pensione di vecchiaia.
Intorno al 1890 - 1900 le richieste di riunire le colonie d'Australia sotto uno stesso governo autonomo furono sempre più insistenti: crebbe il senso di unità, e la paura nei confronti delle pretese giapponesi e tedesche e nei confronti degli immigrati di colore. L'abolizione delle tariffe doganali sicuramente avrebbe dato i suoi frutti, tuttavia ciascuna colonia cercava di preservare i propri interessi economici. Ecco perché la costituzione che fu approvata conferiva poteri molto deboli al Commonwealth lasciando tutte le competenze agli Stati, sancendo inoltre che essi avevano diritto ad un numero uguale di rappresentanti alla camera alta del senato, a prescindere dalla grandezza e dal numero di abitanti. È così tuttora: ad esempio la Tasmania invia al parlamento federale lo stesso numero di senatori di qualsiasi altro Stato.
Nauru entra a far parte della Nuova Guinea Tedesca a partire dal 1888 in base alla Convezione Anglo-Tedesca del 1886. Nel 1914 l'Australia prende il controllo di Nauru. Nel 1920 la Società delle Nazioni assegna il territorio in mandato fiduciario al Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.
Nel 1892, il Regno Unito piazzò sotto il suo protettorato le sedici isole Gilbert e le otto isole Ellice alle quale aggiunse Ocean, Fanning e Washington (1901), e Christmas (1919).
Nel 1893 Salomone divenne Protettorato britannico.
La Spagna colonizzò Palau nel XVIII secolo ma poi le vendette alla Germania nel 1899. Il Giappone occupò Palau allo scoppio della prima guerra mondiale e ottenne un mandato di controllo fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando le isole furono cedute agli Stati Uniti.
Verso la fine del secolo, l'arcipelago venne spartito fra gli Stati Uniti (a cui nel 1904 andarono le isole orientali, oggi note come Samoa Americane) e la Germania (a cui spettarono le isole occidentali, note allora come Samoa tedesche). Con lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, le Samoa occidentali passarono alla Nuova Zelanda.
Nel 1906 la Francia ed il Regno Unito concordarono un controllo internazionale operato da entrambi per le Vanuatu.
Il territorio di Papua (o Papuasia) è governato dall'Australia già dal 1906.
L'ex possedimento tedesco della Nuova Guinea è affidato in amministrazione all'Australia dalla Società delle Nazioni nel 1921.
Nel 1940 la marina nazista affonda cinque navi mercantili e bombarda Nauru danneggiando le miniere. Nel 1942 l'Impero giapponese occupa l'isola, commettendo violenze sulla popolazione. Dopo la guerra, l'isola viene amministrata dall'Australia come Territorio in Amministrazione Fiduciaria delle Nazioni Unite.

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La decolonizzazione

Ben presto gli stati dell'Oceania realizzarono la loro indipendenza: a partire dall'Australia, che si costituì in federazione di sei stati l'1 gennaio del 1901 e della Nuova Zelanda nel 1931.
Seguono in anni più recenti le Samoa nel 1962, Nauru il 31 gennaio 1968, Fiji il 10 ottobre 1970, Papua Nuova Guinea, già uniti amministativamente dal 1949, nel 1975, Salomone il 7 luglio1978, le isole Ellice, con il nome di Tuvalu, sempre nello stesso anno, le isole Gilbert, con il nome di Kiribati, il 12 luglio 1979, l'ex territorio fiduciario statunintente delle Isole del Pacifico, con il nome di Stati Federati di Micronesia, nel 1986, Vanuatu il 30 luglio 1980 e Palau l'1 ottobre 1994.

Testo di Lorenzo S.P.

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