Polonia
Dalle origini a oggi
La Polonia non poté essere conquistata dai boemi perché anche qui si stava formando uno Stato slavo feudale di notevoli dimensioni, praticamente limitato dal Baltico, dall'Oder e dai Carpazi. La proprietà terriera di tipo feudale cominciò ad affermarsi e svilupparsi in Polonia intorno ai secoli VII-IX. Concessi da www.wikipedia.org
Come molti altri popoli slavi, anche i polacchi passarono dall'ordinamento comunitario primitivo al servaggio, saltando la fase dello schiavismo. Vi erano sì schiavi, ma come frutto di guerre vittoriose: l'economia restava tribale, e quando si trasformò in feudale, gli schiavi divennero servi della gleba, legati alla terra e ai rapporti di dipendenza personale.
La confederazione Polacco-Lituana era una repubblica federale nata nel 1569 con un'unione personale dal Regno di Polonia e dal Granducato di Lituania, sopravvissuta fino alla Spartizione della Polonia del 1795. Lo stato copriva non soltanto gli attuali territori di Polonia e Lituania, ma anche la Bielorussia, gran parte di Ucraina e Lettonia, e alcuni territori occidentali dell'attuale Russia. Originariamente le lingue ufficiali furono il polacco, il latino e il ruteno (il Gran Ducato era abitato in maggioranza da Ruteni), successivamente solo il polacco ebbe status di lingua ufficiale. La confederazione Polacco-Lituana, sopravvissuta fino alla Spartizione della Polonia del 1795, copriva non soltanto gli attuali territori di Polonia e Lituania, ma anche la Bielorussia, gran parte di Ucraina e Lettonia, e alcuni territori occidentali dell'attuale Russia.
Le spartizioni della Polonia avvennero nel XVIII secolo e posero fine all'esistenza della Confederazione Polacco-Lituana. Le spartizioni coinvolsero la Prussia, l'Impero Russo e l'Impero Austro-Ungarico, che si divisero le terre della confederazione. Le tre spartizioni avvennero:
il 5 agosto 1772; il 23 gennaio 1793 e il 24 ottobre 1795.
Il Ducato di Varsavia fu uno stato della Polonia stabilito da Napoleone Bonaparte nel 1807 dalle terre polacche cedute dal Regno di Prussia con il Trattato di Tilsit. Il ducato fu mantenuto come unione personale da uno degli alleati di Napoleone, il Re Federico Augusto I di Sassonia.
Lo stato appena creato era formalmente un ducato indipendente, alleato alla Francia e in unione personale con il Regno di Sassonia. Il Re Federico Augusto I di Sassonia fu spinto da Napoleone a trasformare il suo regno in una monarchia costituzionale, abbinata alla creazione di un Parlamento (il Sejm). Il ducato non fu comunque mai autorizzato a svilupparsi come stato indipendente; il regno di Federico Augusto era subordinato alle richieste della Francia, che considerò lo stato come una mera sorgente di risorse. La persona più influente nel ducato era infatti l'ambasciatore francese, stabilito nella capitale del ducato, Varsavia. Significativamente, al ducato mancava una degna rappresentazione diplomatica all'estero.
I polacchi si aspettarono nel 1812 che il ducato sarebbe stato innalzato al grado di Regno e che durante la marcia di Napoleone sulla Russia, sarebbe stato unito con i territori liberati del Granducato di Lituania. Napoleone tuttavia non voleva prendere una decisione permanente che gli avrebbe legato le mani prima degli accordi per una pace con la Russia. Nonostante ciò, egli proclamò l'attacco alla Russia come seconda guerra Polacca.
La pace non venne mai. L'armata di Napoleone, inclusi ingenti contingenti delle truppe polacche, fallirono nell'intento di mettere in ginocchio l'Impero: le ambizioni militari furono annullate dal clima invernale; solo pochi tornarono dalla marcia su Mosca. La fallita campagna contro la Russia si rivelò essere un punto fondamentale per la sorte di Napoleone.
Dopo la sconfitta di Napoleone a oriente, la maggior parte dei territori del Ducato di Varsavia furono annessi dalla Russia nel gennaio 1813. Il resto del ducato cadde in mano alla Prussia. Anche se rimasero diverse roccaforti isolate per circa un anno, l'esistenza dello stato giunse alla fine.
Nonostante molti stati europei ed ex-governanti furono rapresentati al Congresso di Vienna nel 1815, le decisioni furono prevalentemente in mano alle maggiori potenze. Era forse inevitabile, perciò, che sia la Prussia che la Russia avrebbero effettivamente spartito la Polonia tra di esse; l'Austria dovette invece tenere le sue conquiste avvenuta nella Prima Spartizione della Polonia del 1772.
L’ex-Ducato di Varsavia (circa 128.000 km²) fu denominata Regno del Congresso di Polonia (del Congresso perché formato durante il Congresso di Vienna), in unione personale con l'Impero Russo. Lo stato mantenne una sua autonomia solo fino al 1831, quando fu annesso allo stato russo.
Durante la Prima guerra mondiale tutti gli alleati concordarono nella ricostituzione della Polonia come stato cuscinetto tra Germania e Unione Sovietica ed il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson la proclamò nel punto 13 dei suoi quattordici punti. Poco dopo la capitolazione della Germania nel novembre 1918, la Polonia riguadagnò l'indipendenza come Seconda Repubblica Polacca.
La seconda repubblica polacca durò fino agli inizi della seconda guerra mondiale nel 1939, quando Germania e Unione Sovietica si divisero il territorio polacco tra di loro. La Polonia era completamente impreparata di fronte alla velocità e la ferocia degli attacchi, per via del fallimento nella modernizzazione dell'esercito. La Polonia soffrì molto in questo periodo. Tra tutte le nazioni coinvolte nella guerra, la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini, più di 6 milioni morirono, metà dei quali ebrei polacchi. Dopo la guerra, la Polonia divenne, per la prima volta nella storia un paese etnicamente unito.
La Repubblica Popolare Polacca fu così denominata dal 1952 al 1989, durante il governo del Partito Comunista, ufficialmente chiamato Partito Operaio Unificato Polacco (Polska Zjednoczona Partia Robotnicza, o PZPR). Questa repubblica, era sì una nazione indipendente e sovrana, tuttavia risentì degli effetti polici dell'URSS, diventandone uno stato satellite. I sovietici ebbero grande influenza sugli affari interni ed esteri della Polonia e l'Armata Rossa stazionò sul suo territorio, parte delle proprie truppe dal 1945 al 1989 (anno 1945 - 500.000 unità; anno 1955 - 120-150.000 unità; anno 1989 - 60-80.000 unità). Vi era un forte legame tra il Ministero della Pubblica Sicurezza polacco e quello sovietico.
La Polonia entrò nella NATO il 12 marzo 1999. La Polonia ha aderito ufficialmente all'Unione Europea il 1 maggio 2004.