Romania

Dalle origini a oggi

Dalle origini a oggi

Il territorio dell'attuale Romania fu abitato da Celti, Traci, popoli iranici e, attorno al 200 a.C., dai Daci, una tribù dei Traci. Alla fine nacque uno stato sotto il governo del re Burebista (70 a.C.-44 a.C.). Sotto il suo regno i Daci divennero uno stato potente che minacciava anche gli interessi dei Romani nella regione. Nel 45 a.C. il potente stato fu diviso in quattro e non si riunificò fino al 95 d.C., sotto il regno di Decebalo. Lo stato Daco sostenne una serie di conflitti con l'Impero romano in espansione e fu infine conquistato nel 106 dall'Imperatore romano Traiano, durante il regno del re dacio Decebalo. Nell'impossibilità di proteggere adeguatamente la provincia dai popoli barbari, l'imperatore Aureliano ordinò nel 271 all'esercito romano di abbandonare la Dacia e ritirasi al di là del Danubio.
Seguirono delle vaste ondate di invasioni, ma furono soprattuto gli Slavi, giunti nel settimo secolo e gli Ungheresi, giunti entro il nono secolo ad avere una certa influenza sulla storia della Romania.
Soltanto nel quattordicesimo secolo nacquero i principati più grandi di Moldavia e Valacchia. Tuttavia la Moldavia, Vallachia e Transilvania restarono paesi tributari, vassali dell'impero ottomano, godendo di una larga autonomia interna ed di una certa indipendenza esterna. La conquista ungherese della Transilvania durò circa due secoli. Nel undicesimo secolo la Transilvania diventò una parte autonoma del regno ungherese e cominciò ad essere colonizzata dagli ungheresi e soprattutto dai Siculi. Nel diciottesimo secolo Ungheria e Transilvania divennero parte dell'impero austro-ungarico. Nel 1775 l'impero austriaco occupò la parte nordoccidentale della Moldavia, chiamata più tardi Bucovina, mentre la parte orientale del principato (chiamata Bessarabia) fu occupata nel 1812 dalla Russia.
Nel 1859, sotto incitamento e suggerimento di Napoleone III imperatore di Francia, il popolo di Moldavia e Vallachia elesse la stessa persona, Alexandru Ioan Cuza, come principe. Nel 1866 il principe tedesco Karl di Hohenzollern-Sigmaringen, successore di Alezandru Ioan Cuza, fu scelto come principe, con una mossa atta ad assicurare un appoggio tedesco per la futura indipendenza. Nel 1877 Karl condusse le armate rumene in una Guerra di Indipendenza piena di successo e fu coronato come primo Re della Romania nel 1881.
Nel 1916 la Romania entrò nella Prima Guerra Mondiale a fianco della Triplice Intesa. Alla fine della guerra gli imperi austro-ungarico e russo svanirono; gli organi governativi creati in Transilvania, Bessarabia e Bukovina scelsero l'unione con la Romania, creando la Grande Romania. Queste acquisizioni di fatto raddoppiarono l'estensione della nazione ma per contro gli procurarono l'ostilità dei Paesi vicini.
In tutto questo periodo, cioè dal 1914 al 1927 la Romania venne governata dal re Ferdinando I. Sovrano colto ed intelligente, conscio della necessità di modernizzare il regno, promosse nel 1923 una nuova costituzione liberale e una riforma agraria a favore dei piccoli contadini, concesse la cittadinanza agli Ebrei romeni e cercò di sviluppare le imprese industriali. Purtroppo a soli 62 anni Ferdinando scomparve improvvisamente lasciando dietro di se un'opera ancora da terminare che sarebbe stata annullata negli anni successivi.
Nel giugno 1940, dopo aver dato un ultimatum alla Romania, l'Unione Sovietica prese la Bessarabia e la Bucovina. Due terzi della Bessarabia furono combinati con una piccola parte di territori dell'URSS per dar luogo alla Moldavia. Il resto fu aggiunto alla RSS Ucraina. La Romania entrò nella seconda guerra mondiale a fianco delle Potenze dell'Asse nel giugno 1941, invadendo l'Unione sovietica per recuperare la Bessarabia e la Bucovina.
Alla fine della Seconda Guerrra Mondiale, la Transilvania del nord ritornò alla Romania, ma Bucovina e Bessarabia furono perdute. La repubblica socialista sovietica acquistò l'indipendenza soltanto nel 1991, sotto il nome di Moldavia.
L'occupazione sovietica che seguì la seconda guerra mondiale sfociò alla costituzione di una Repubblica Popolare comunista nel 1947 ed all'abdicazione del re Michael, che venne mandato in esilio. Nicolae Ceauşescu divenne capo del partito comunista nel 1965 e capo di stato nel 1967. A metà dicembre del 1989 nella cittadina a forte minoranza ungherese di Timişoara scoppiò una protesta popolare per fermare la rimozione forzata da parte delle autorità comuniste del pastore calvinista László Tőkés. La protesta crebbe a tal punto da divenire una vera e propria sollevazione di tutta le genti di Romania, appoggiata poi da una parte del regime per eliminare Ceauşescu, divenuto ormai una personalità troppo ingombrante nell'Europa post-guerra fredda.
Ion Iliescu prese il suo posto il 22 dicembre. Ceauşecu fu immediatemente arrestato, e dopo un processo veloce fu giustiziato il 25 dicembre. Una improvvisata coalizione politica, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) si installò e proclamò la restaurazione della libertà e democrazia. Il partito comunista fu messo fuori legge, e le misure più impopolari di Ceauşescu, come il divieto di aborto e contraccezione ritirati.
Il 1 gennaio 2007 è entrata nell'Unione Europea.

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