Stati ex-sovietici

Dalle origini a oggi

Dalle origini a oggi

Le popolazioni dell’Ucraina furono conquistate dagli Sciti, un popolo indoeuropeo seminomade originariamente stanziato a nord del Caucaso che, all'apice della potenza, occupò le coste del Mar Nero e la valle del fiume Dnepr tra il VII e il VI secolo AC. Nei lunghi secoli di vicinanza diverse comunità scite divennero in parte ellenizzate, e costruirono a loro volta delle città stato improntate al modello greco. Nel II secolo AC parte del territorio Scita fu invaso da est dai Sarmati, una popolazione seminomade di etnia affine agli Sciti, originaria delle steppe del Volga. I Sarmati, durante il II secolo, furono assoggettati dagli Alani. Intorno al 220 dC i Goti e i Gepidi, facenti parte della stessa famiglia e incalzati ad est dagli Unni, invasero le pianure ucraine mescolandosi con i discendenti degli Sciti e dei Sarmati. Alcune città furono conquistate mentre altre rimasero neutrali, agendo come mercati per lo scambio dei beni saccheggiati dagli invasori barbari durante le loro prime campagne contro i Romani (che durarono fino al 270). Nel 375 dC l'Ucraina fu occupata dagli Unni stessi, che sterminarono gli Alani. Nel VI secolo l'Ucraina fu invasa dagli Avari provenienti dalla Mongolia. Tra l'VII e il IX secolo la regione costiera del Mar Nero fu invasa da popoli di stirpe turca, come i Peceneghi e i Kazari. La prima unificazione del territorio risale all'invasione di un popolo scandinavo, i Rus. I Rus conquistarono la città di Kiev nel 882 e ne fecero il centro di un regno chiamato Rus' di Kiev la cui estensione andava dalle rive del Volga al Danubio fino al Mar Baltico.
I territori dell'attuale Uzbekistan e Turkmenistan furono compresi nell'impero persiano, fino alla conquista di Alessandro Magno. Successivamente la regione rientrò a far parte dell’impero persiano.
Fra il VII e IX secolo il territorio bielorusso era popolato dalle popolazioni slave. Le prime compagini statali furono i Principati di Polotsk, di Turov e di Smolensk. Le prime testimonianze scritte riguardo a Polotsk sono datate al 862. Nel 978 tutti i principati georgiani furono uniti nel regno unito della Georgia (978-1466). In seguito la Georgia si frammentò in parecchi regni e principati, che furono poi conquistati dagli imperi persiano e ottomano.
L'apertura di nuove vie commerciali con l'Oriente al tempo delle Crociate contribuì al declino e alla frammentazione dello stato di Kiev nel corso del XII secolo, aggravatasi dopo la morte, nel 1132, del figlio di Vladimiro II Monomaco. Questi territori vennero invasi dai Mongoli, che nel 1240 distussero Kiev. Fu solo all'inizio del XIII secolo che l'Ordine Teutonico e l'ordine dei Cavalieri Portaspada iniziarono a stabilirsi nell'area, del 1236 è la crociata indetta dal Papa, in seguito alla crociata vi fu un'unificazione, non sempre pacifica, delle tribù lituane sotto la guida di Mindaugas che costituirono il primo stato lituano a cui la Chiesa cattolica negò il diritto di esistenza. Mindaugas firmò un trattato di pace e nel 1251 si convertì, fu incoronato re di Lituania il 6 luglio 1253. Il regno durò fino al 1263 quando Mindaugas fu ucciso da suo nipote Treniota e il paese ritornò al paganesimo. A partire dal 1316, il granduca Gediminas aiutato dai coloni tedeschi iniziò la restaurazione del paese, nel 1323 Gediminas fondò la città di Vilnius e insieme al fratello Vytenis riunì diverse tribù in un solo stato. L'invasione dal parte dei Mongoli di vaste aree dell'Europa orientale e la distruzione del Rus' di Kiev fecero sì che diversi regnanti dell'area si unirono al Granducato della Lituania, in poco tempo, sotto il regno di Algirdas, figlio di Gediminas, il granducato ebbe il controllo di una vasta area comprendente gran parte del territorio dei Rus, l'attuale Bielorussia, l'Ucraina fino alle coste del mar Nero.
In seguito, la Lituania strinse una più forte alleanza con la Polonia nel 1386, con la quale rimase unita nella Confederazione Polacco-Lituana. Nel XVIII secolo lo stato nato dall’unione del regno della Polonia e del Gran Principato di Lituania venne diviso tra Russia (Ucraina, Bielorussia, Estonia), Prussia e Austria.
Nel 1454, l'impero ottomano e la Persia dominata dai Safavidi si spartirono la regione.
I kazakhi riuscirono ad istituirsi in Stato intorno al 1470, quando i sultani Janibek e Girei riuscirono ad unificare stirpi diverse di popolazioni seminomadi in un'unica etnia nella parte sud occidentale dell'attuale regione. Nel XVI secolo si formarono numerosi khanati che controllarono un vasto territorio dell'Asia centrale. Il regno resistette sino al 1718, con la morte di Tywka, ultimo khan dei kazakhi, il potere passo nelle mani di khan provenienti dalle steppe mongole.
Dagli inizi del XVI secolo l'Estonia rimase sotto il dominio della Svezia, che fu costretta a cederla alla Russia con il Trattato di Nystad del 1721.
Nel XIX secolo, l'impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale, a cominciare dall’Uzbekistan. La frammentazione del potere e la divisione delle tribù agevolò l'influenza russa sviluppatasi a partire dal 1781. I diversi gruppi lottarono per l'indipendenza, ma furono duramente repressi sino all'annessione nello stato zarista tra il 1820 e il 1850.
Tra il 1801 ed il 1810 i regno di Kartli-Kakheti (Georgia orientale) e di Imereti (Georgia occidentale) furono occupati ed annessi dall'impero russo.
Innumerevoli dominazioni e lotte interne si susseguirono in Turkmenistan fino al XIX secolo, quando la Russia lo conquistò tra il 1865 e il 1885, assumendone pieno controllo nel 1894.
La rivoluzione russa dell'ottobre 1917 sprofondò la Russia in una sanguinosa guerra civile, durante la quale parecchi territori periferici dell'impero (tra cui la Georgia) dichiararono l'indipendenza: la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, la Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, la Repubblica Democratica Georgiana e il Kazakistan, quest’ultima a opera di un movimento nazionale a ispirazione islamica (Alash Orda).
Con il trattato di Brest-Litovsk, nel febbraio 1918, in seguito alla Rivoluzione Russa si dichiararono indipendenti Estonia, Lettonia e Lituania.
A partire dal 1919 il Kazakistan entrò definitivamente nella Repubblica Socialista Sovietica Federale Russa, come repubblica autonoma. Nel 1921 l'armata rossa invase Georgia e Transcaucasia, che le unirono nella Repubblica Socialista Sovietica Federale Transcaucasica. Il 30 dicembe 1922 si ha la fondazione dell’Unione Sovietica, costituita da Repubblica Socialista Sovietica Federale Russa, Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, Repubblica Federale Socialista Sovietica Transcaucasica e la Repubblica Socialista Sovietica Turkmena. Nel 1936 la Repubblica Federale Socialista Sovietica Transcaucasica si dissolse e si divise in tre stati separati: la Repubblica Socialista Sovietica Georgiana, la Repubblica Socialista Sovietica Armena e la Repubblica Socialista Sovietica Azera. Nello stesso anno, secondo la nuova Costituzione Sovietica, l’ex Repubbliche Socialiste Sovietiche Autonome Russe Kazaka e Kirghiza si trasformano nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche in seno all’URSS.
Nel 1991 è stata riconosciuto l’indipendenza di Azerbaijan, Bielorussia, Estonia, Kazakistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldavia, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan. Mentre gli stati baltici guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore. "Le forze indipendentiste che spingevano per la separazione dall'Unione (Sovietica) erano molto deboli in Asia centrale. Dopo il tentativo di colpo di stato dell'agosto 1991, tutte le nazioni dell'Asia centrale ritennero che l'Unione fosse qualcosa da preservare", scrisse Michael McFaul nella sua "Russia's Unfinished Revolution".
Negli ultimi decenni Armenia a Azerbaijian sono impegnati in un lungo conflitto per il controllo del Nagorno-Karabakh, un'enclave armena in territorio azero che fu assegnata al governo dell’Azerbaijian da Stalin. I due stati si sono affrontati nel 1988 per il controllo dell'enclave, conflitto che è esploso a seguito dell'indipendenza di entrambi i paesi avutasi con la dissoluzione dell'URSS (1991).

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