Vaticano
Lo Stato della Chiesa / Lo Stato della Città del Vaticano
Lo Stato della Chiesa
Dal 321 alla Chiesa Cattolica Romana fu permesso di trasmettere la proprietà dei suoi possedimenti, frutto di donazioni. Una delle prime fu il Palazzo del Laterano da parte dell'imperatore Costantino I al Papa Silvestro I. Altre donazioni si successero negli anni. La più importante fu quella dell' imperatore Carlo Magno, re dei franchi. Durante il medioevo, il papato appoggiò la lotta dell'Impero romano orientale contro i Longobardi, ma si organizzò anche per proteggere la popolazione dei suoi territori creando una propria milizia. Il Patrimonio di San Pietro, allora, comprendeva pressoché i territori dell'attuale Lazio e, sebbene rientrasse all'interno dei domini di Costantinopoli, la lontananza e la debolezza del potere imperiale avevano fatto in modo che il potere effettivo venisse esercitato dai papi. Bisanzio, tuttavia, era debole e perdeva continuamente terreno a vantaggio dei Longobardi, mentre le sue relazioni col papato peggioravano sempre di più. A metà dell'VIII secolo, il regno logombardo volle dare la stoccata definitiva all'esarca ravennate bizantino e colpì al cuore le terre imperiali italiane: caddero la Pentapoli e Ravenna. Con la fine dell'esarcato nel 751, le minacce dei Longobardi nei confronti di Roma furono neutralizzate solo con il supporto di Pipino il Breve, che inviò i suoi eserciti in Italia nel 754 e nel 756, sconfiggendo le truppe di re Astolfo. Con l'affermazione degli stati nazionali e la crisi dei due poteri universali, il papa perse gran parte della propria autorità temporale. Simbolo di questo declino fu lo schiaffo di Anagni. In questo episodio, papa Bonifacio VIII subì una gravissima umiliazione ad opera dei soldati di Filippo IV il Bello, il re di Francia che non aveva voluto piegarsi all'autorità papale. Dopo la morte di Bonifacio VIII, i Francesi monopolizzarono i conclavi e fecero trasferire la sede pontificia ad Avignone. Ebbe così inizio il periodo detto Cattività Avignonese - o Babilonese - (1309-1377), così definito dagli Italiani in ricordo della deportazione degli Ebrei a Babilonia. Lo Stato Pontificio, così, a causa della lontananza della sede papale, cadde in preda all'anarchia e fu dilaniato dalle lotte interne delle principali famiglie nobili (come quelle tra i Colonna e gli Orsini, narrata anche da Boccaccio). Nel 1378 i cardinali riuniti in conclave, sotto le pressioni insistenti dei Romani, elessero papa Urbano VI, un italiano che, a differenza dei suoi predecessori, restò in città. I francesi, non volendo perdere il proprio controllo sul pontefice, dichiararono l'elezione nulla appigliandosi alle pressioni esercitate dalla folla sui cardinali. Poi, riuniti tutti i propri cardinali, elessero un antipapa, Clemente VII. Fu l'inizio del grande Scisma d'Occidente. La frattura della cristianità si ricucì molto difficilmente: i due papi in carica rifiutavano di dimettersi e neppure il concilio di Pisa, che si riproponeva di dichiarare deposti i pontefici per eleggerne un terzo, riuscì a produrre qualche progresso. Alla fine il concilio di Costanza fece dimettere i papi di Pisa e di Avignone e tutti quegli altri autonominati pontefici che, approfittando del disordine generale, avevano cercato, con l'appoggio di numerosi stati, di impossessarsi del soglio di Pietro. Durante il Rinascimento il papato aveva perso qualsiasi capacità d'influenza sulla politica europea ed aveva rinunciato ad ogni pretesa di guida sulla Cristianità. I papi, perciò, decisero di dedicarsi principalmente alla cura dei propri possedimenti italiani, iniziando una serie di campagne militari nell'Italia centrale atte a sottomettere tutti quegli staterelli che, dichiarandosi formalmente vassalli della Chiesa, avevano mantenuto una certa autonomia. Lo Stato della Chiesa, così, si estese notevolmente, in particolare con Alessandro VI e Giulio II. In questo periodo gli Este ottengono Ferrara e la rendono praticamente indipendente dallo Stato della Chiesa come faranno successivamente per Modena; gran parte dei territori erano, però, solo nominalmente controllati dalla Chiesa, facendo affidamento a principi locali e subendo continue contestazioni da parte dei reggenti; questo rese questi territori tra i più poveri e mal governati del paese. Lo Stato della Chiesa subì un duro colpo nel 1848-1849, quando Pio IX fu temporaneamente destituito ed venne proclamata la Repubblica Romana. Ma la fine si ebbe nel 1870, con la presa di Roma da parte di Vittorio Emanuele II di Savoia. La rottura tra la Chiesa e stato italiano durò fino al 1929, quando con la firma dei Patti Lateranensi vennero creati la Santa Sede e la Città del Vaticano. Concesso da www.wikipedia.org Lo Stato della Città del Vaticano Lo Stato della Città del Vaticano nacque l'11 febbraio del 1929, con i Patti Lateranensi, firmati tra l'Italia fascista e la Santa Sede. Con questi accordi la nuova entità statale ottenne la piena sovranità su: la piazza e la Basilica di San Pietro, i Palazzi Vaticani, i Giardini e alcuni edifici adiacenti, oltre alla residenza estiva di Castel Gandolfo. Le basiliche di San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura, la Cancelleria, il palazzo di Propaganda Fide, Castel Sant'Angelo e degli edifici in Trastevere ottennero, invece, il diritto di extraterritorialità. Lo spazio aereo e il sottosuolo furono interdetti allo Stato italiano. Concesso da www.wikipedia.org