Articoli recenti:

“La battaglia che stravolse l’intera storia inglese, ad Hastings i Normanni conquistano l’Inghilterra”

“La battaglia che stravolse l’intera storia inglese, ad Hastings i Normanni conquistano l’Inghilterra”

La battaglia di Hastings si svolse il 14 ottobre 1066 tra le forze normanne guidate da Guglielmo il Conquistatore e l’esercito anglosassone di re Harold II d’Inghilterra. Questo scontro rappresentò l’apice della conquista normanna e avvenne circa 11 chilometri a nord di Hastings, nel Sussex. 

“L’ultima grande invasione barbarica in Italia: i Longobardi che forgiarono l’Italia alto medievale”

“L’ultima grande invasione barbarica in Italia: i Longobardi che forgiarono l’Italia alto medievale”

All’arrivo in Italia, i Longobardi si confrontarono con la vivace realtà culturale di un territorio strategico tra occidente e oriente, fulcro dell’Impero romano e centro della cristianità, avviando un confronto con la popolazione locale che portò a un’integrazione capace di fondere tradizione germanica e romano-cristiana. 

“L’incredibile e stramba vicenda di quando Napoleone Bonaparte venne attaccato da un’armata di conigli”

“L’incredibile e stramba vicenda di quando Napoleone Bonaparte venne attaccato da un’armata di conigli”

Napoleone, il celebre imperatore francese che sconfisse gli eserciti austriaci e russi nella storica battaglia di Austerlitz e ridisegnò l’Europa dell’Ottocento, subì poche sconfitte nella sua vita, ma una di queste ebbe protagonisti davvero insoliti: dei conigli.

Se Waterloo è ricordata come la disfatta più celebre di Napoleone Bonaparte, quella più singolare rimane senza dubbio la battaglia dei conigli del luglio 1807, avvenuta nella tenuta del fedele generale Alexandre Berthier a Yvelines (regione situata a ovest di Parigi). Quella giornata di caccia si trasformò in un completo disastro quando i conigli, invece di fuggire, assalirono e sopraffecero Napoleone e i suoi uomini, costringendoli a desistere e a ritirarsi.

Per quanto possa sembrare incredibile, l’episodio accadde davvero ed è stato documentato da generali napoleonici e cronisti dell’epoca, anni dopo la morte dell’ex imperatore di Francia. La testimonianza più dettagliata proviene dal barone e generale Paul-Charles-François Thiébault, che descrisse minuziosamente quell’insolita giornata nelle sue Memorie, pubblicate molti anni dopo la sua scomparsa.

Perché la battuta di caccia fu organizzata e cosa accadde:

Oltre al lato trionfante di questa figura storica memorabile, merita attenzione anche il suo lato più oscuro, in particolare una sconfitta che si rivelò essere tra le più strane di tutte, tanto da mettere in difficoltà anche l’ardito imperatore di Francia, che aveva attraversato il sangue di migliaia di soldati: la battaglia contro i conigli.

Per raccontare questa incredibile vicenda, è necessario fare un salto indietro nel tempo, all’inizio di luglio del 1807, quando Napoleone aveva appena siglato i Trattati di Tilsit, che avevano posto fine alla guerra tra la Francia e la Russia. Questo accordo fu un traguardo molto importante per lui, in quanto il conflitto appena concluso era stato uno dei più ardui che avesse mai affrontato, e per tale motivo decise di proporre ai suoi ufficiali una celebrazione della vittoria. E quale migliore occasione di una grande battuta di caccia, il suo passatempo preferito? Così, l’imperatore ordinò al suo capo di stato maggiore, Alexandre Berthier, di organizzare un festoso pranzo nella sua magnifica residenza di campagna a Yvelines, seguito da una sontuosa battuta di caccia ai conigli.

Berthier invitò non solo i suoi compagni di battaglia, ma anche alcuni esperti battitori locali, e diede ordini alla servitù affinché la giornata si svolgesse senza intoppi. Tuttavia, commise un errore grave senza rendersene conto: incaricò uno dei suoi servi di radunare un numero considerevole di conigli (secondo alcune stime quasi 3.000, mentre altre parlano di circa un migliaio), senza specificare che tipo fossero più adatti per l’occasione. Il servo non fece molte domande: visitò le fattorie circostanti e acquistò una gran quantità di conigli, e il giorno prima della caccia li fece stipare in gabbie ai margini del campo scelto, lasciandoli in attesa.

Il tanto atteso giorno della caccia, gli uomini di Napoleone si posizionarono al centro del campo, in attesa del segnale di inizio, e i conigli vennero finalmente liberati dalle gabbie. Tuttavia, invece di correre e nascondersi tra gli alberi, gli animali si diressero subito verso il gruppo, “caricandoli”, come avrebbe scritto il barone nel suo libro. La scena era estremamente comica, poiché i conigli si arrampicavano sugli stivali degli uomini con le zampe anteriori, che inizialmente scoppiarono a ridere divertiti. Tuttavia, bastarono pochi istanti per capire che quegli animali, noti per la loro tranquillità, stavano diventando sempre più aggressivi e affamati, spingendo, accalcandosi e mordendo le loro caviglie.

Da cosa era dovuta la reazione dei conigli e come andò a finire la battuta di caccia:

Il comportamento dei conigli era dato da due fatti: l’errata tipologia di conigli scelta e l’orario in cui sono stati sguinzagliati. Il servo infatti, una volta ricevuto l’ordine, pensò bene di acquistare dei conigli addomesticati, e non di procurarsene di selvatici (cosa che sarebbe stata molto più complessa e dispendiosa in termini di tempo), che sarebbero fuggiti in preda al panico nel campo una volta aperte le gabbie. L’orario, poi, era sbagliatissimo, perché era passata da tempo l’ora del pasto e gli animali erano molto affamati, tanto da diventare aggressivi. Una volta liberati quindi sono andati verso gli esseri umani perché pensavano di ricevere da loro il pranzo.

L’esito dello scontro:

Ma tornando all’incredibile episodio, come terminò? Dopo le prime risate generali, i generali e Napoleone si trovarono ad essere sempre più instabili, con conigli che arrivavano da ogni parte. La situazione si era fatta spiacevole, e cercarono di scacciarli con la frusta e coi calci dei fucili, quasi inutili contro quella turbolenta nuvola di pelo.

Passarono pochi minuti così, combattendo alla bell’e meglio, tramortendo quanti più conigli possibili mentre altri li assalivano e gli facevano perdere l’equilibro, facendoli barcollare. Poi però fu chiaro che non si poteva uscire da quella situazione, e – stremato – il manipolo di uomini indietreggiò faticosamente fino alle carrozze (alcuni inciampando) ancora inseguito dai bellicosi animali, per poi chiudersi dentro e tornare alla tenuta.

La soffice sconfitta bruciò molto all’imperatore, che fece promettere a tutti i presenti di non parlare più della vicenda, se non molti anni dopo la sua morte (le memorie del barone vennero pubblicate nel 1896, a più di settant’anni dalla morte di Napoleone), nella speranza che i presenti se ne dimenticassero. L’imbarazzatissimo generale Berthier, colpevole di non aver specificato al servo di acquistare solo conigli selvatici, non fu perdonato dal permalosissimo Napoleone: infatti, quando pochi anni dopo il primo console di Francia sparò per errore a uno dei suoi marescialli durante un’altra battuta di caccia, costrinse il povero Berthier a prendersi la colpa, memore della bruciante sconfitta del 1807.

“Gli schiavi non costruirono le Piramidi e Cleopatra non era egiziana; queste e molte altre sono le false credenze dell’Antico Egitto”

“Gli schiavi non costruirono le Piramidi e Cleopatra non era egiziana; queste e molte altre sono le false credenze dell’Antico Egitto”

L’Antico Egitto è un civiltà affascinante che ha generato molti miti e credenze che sono stati tramandati nel tempo, ma non tutti corrispondono alla realtà storica; molti aspetti di questi miti sono stati travisati o romanticizzati nel corso dei secoli. Ecco alcune delle false verità 

La battaglia che cambiò la storia europea: a York i Plantageneti salvano l’Inghilterra dai Tudor

La battaglia che cambiò la storia europea: a York i Plantageneti salvano l’Inghilterra dai Tudor

La Battaglia di York del 22 agosto 1485 rappresenta uno dei più grandi punti di divergenza della storia europea. In questa linea temporale alternativa, l’esercito di Riccardo III non solo respinge l’avanzata dei Tudor guidati da Henry Tudor, ma infligge una sconfitta decisiva che impedisce